Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

TESORI RIVELATI: UMBERTO ZIMELLI E LE COPERTINE DE “LA PIÈ”

BIBLIOTECA COMUNALE

TESORI RIVELATI: UMBERTO ZIMELLI E LE COPERTINE DE “LA PIÈ”
10 dicembre 2012 - 15 gennaio 2013

Presso la Biblioteca Comunale di Faenza, a partire dal 15 settembre, la mostra: “UMBERTO ZIMELLI E LE COPERTINE DE “LA PIÈ”, a cura di Giorgio Cicognani - conservatore ai fondi antichi Biblioteca Comunale di Faenza.
La prestigiosa rivista sorta nel 1920, ebbe per due anni la Direzione presso la Biblioteca Manfrediana.
L’ artista romagnolo eseguì le suddette copertine con diversi soggetti riguardanti soprattutto la nostra Romagna. Nel quarantesimo della scomparsa di Zimelli la nipote Anna Maria ha donato gran parte dell’archivio dello zio, la rassegna stampa, alcuni disegni e studi alla Biblioteca Comunale. Grazie alla sensibilità della Signora verso la nostra città il fondo del ”Novecento Italiano”, dove sono presenti nomi illustri come: Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Ercole Drei, si è ulteriormente arricchito.
La Piè - 1927Umberto Zimelli, uno dei più noti ceramisti del secolo scorso, forlivese di nascita, visse gran parte della sua vita a Milano dove si spense nel 1972. Dopo aver iniziato i corsi della Scuola d’Arte ”Umberto I” a Forlì, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e in quel periodo fu allievo di Giovanni Guerrini. Nel 1920 fu tra i fondatori del “Cenacolo forlivese”, al quale aderivano diversi artisti locali. Nel 1921 la prima notorietà gli derivò dalla pittura, con una personale di oli, tempere e disegni al “Lyceum” di Milano, città che in seguito lo adotterà fin quasi al termine della sua attività. L’artista, dopo questa prima esposizione, soggiornò a lungo nell’Isola Bella dove fondò la “Fabbrica di Ceramiche Artistiche” che fu un esempio illuminante di una vastissima attività artigianale nel campo delle arti decorative.
I suoi interessi spaziarono poi fino alle arti grafiche, alla pubblicità più vasta al teatro, con la realizzazione di importanti scenografie. Scrisse un libro sul ferro battuto, per una collana edita dai Fratelli Fabbri. Eseguì  pure numerosissime illustrazioni e copertine per diverse case editoriali come: Vallardi, Treves, Bestelli, Tuminelli, Zanichelli, Mondadori, Touring Club Italiano, per citarne solo alcune, edizioni ormai introvabili anche sul mercato antiquario. Come cartellonista, più sensibile alla modernità,  e grafico pubblicitario, lavorò per ENIT Roma e illustrò: carte gastronomiche, carte dei vini, monumenti d’Italia e costumi regionali. Lavorò anche per la pubblicità di Roche Medicinali  e, collaborando per la loro rivista ne allestì alcune mostre. Fece lo stesso per altre importanti Società come: Snia-Viscosa, Pibigas Milano, Pavesi-Biscotti e così via.
Il suo curriculum vitae è impressionante,  sia per la vastità dei lavori sia per l’apporto di numerose idee e realizzazioni in diverse arti applicate, ma la sua principale vocazione rimase la ceramica.
La Piè - 1947Ugo Nebbia, nel suo articolo “Artisti allo specchio”, apparso sulla rivista “La Ceramica” nel 1954 ha parole elogiative sull’Artista e traccia un profilo perfetto della sua bravura e del suo estro. Zimelli trasforma le sue ceramiche in “gioielli” e quindi la semplice materia può assurgere a raffinatezze tecniche, formali e stilistiche. Le sue opere, qualche volta, si direbbero fatte solo d’oro e di gemme, a volte con richiami copti, bizantini o romanici. E’ sempre la stessa ceramica che, con abile creatività e intelligenza, con smalti, manipolazioni, cotture, diventa sogno e splendore. Zimelli si può ben definire un innovatore per l’arte ceramica, grazie anche alla conoscenza di altri materiali, come ad esempio il vetro e i metalli. L’artista, pur avendo vissuto a Milano, rimane legato, non solo alla sua città natale, ma anche alla Romagna, come dimostrano le quarantadue copertine xilografiche eseguite per la prestigiosa rivista “La Piè”, quasi tutte legate alle nostre tradizioni e ai nostri principali  monumenti.
A Faenza lo lega la tradizione e la storia della ceramica; infatti la prima copertina de La Piè è dedicata all’antica decorazione di un boccale quattrocentesco e anche l’ultima, eseguita nell’ottobre 1972, rappresenta un torniante  seduto alla ruota intento a forgiare un vaso.
A tale proposito lo stesso Zimelli scriveva ad Aldo Spallicci: “ sto incidendo un vasetto al tornio per ornare il cartoncino d’invito alla mia seconda mostra personale che inaugurerò a Forlì” e aggiungeva “potreì adattarlo per il numero di Natale de “La Piè”...
Un altro forte legame a Faenza è costituito dall’amore per il Museo Internazionale delle Ceramiche; infatti, nel corso di molti anni raccolse, in diverse regioni italiane, ceramiche popolari, veri tesori che tutti possono ammirare.
Giuseppe Liverani, suo grande amico, lo definì “... il romagnolo innamorato della sua terra, il pittore dalla sintesi rapida, se pur reale, non tormentato da cerebralismi, uno schietto, immediato, sincero...
Nel 1999 Forlì lo ricodò con una mostra allestita a palazzo Albertini e illustrata da un ricco catalogo con testi di Pietro Lenzini e Rosanna Ricci.
Il materiale ora donato alla nostra Biblioteca verrà riordinato appena possibile, ed è auspicabile che si studino a fondo tutte le varie sfacettature della sua ricca attività, in particolar modo la parte grafica. Ci auguriamo che al più presto le tre città romagnole: Forlì, Faenza e Ravenna curino una mostra antologica completa al fine di far conoscere meglio questo artista, forse non ancora ben conosciuto nemmeno nella sua terra.

 

BIBLIOTECA COMUNALE MANFREDIANA
via Manfredi 4 - Faenza
tel. 0546  691700

Orario mostra
dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.30
sabato dalle ore 9 alle 13