Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna

Presentazione del volume

Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna
Mercoledì 11 novembre 2009, ore 17:00

Presso la Sala Assemblee della Banca di Romagna di Faenza (via Paolo Costa 3) si terrà la presentazione del volume di Chiara Guarnieri: Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna.

Interverranno:
Pietro Baccarini, Presidente Banca di Romagna
Pier Antonio Rivola, Presidente Fondazione MIC
Jadranka Bentini, Direttore MIC
Carla Di Francesco, Direttore Regionale Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna
Luigi Malnati, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna
Francesca Bocchi, Docente di discipline storiche
Chiara Guarnieri, Curatrice del volume

Nel volume figurano i testi di Ivano Ansaloni, Marta Bandini Mazzanti, Jadranka Bentini, Giovanni Bosi, Rino Casadio, Maria Teresa Gulinelli, Aurora Pederzoli, Jennifer Ori, Rossella Rinaldi.

Edito da Edizioni All'Insegna del Giglio di Firenze fa parte della collana Quaderni di Archeologica dell'Emilia Romagna (24).

Il volume che viene presentato illustra i manufatti ed i contesti archeologici che sono stati esposti nella mostra allestita al MIC, dal 29 ottobre 2008 al 1 marzo 2009, a cura dall’archeologa Chiara Guarnieri e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.

È stupefacente la quantità e qualità dei materiali recuperati negli ultimi 15 anni nei “butti” faentini, termine con cui si indica quell’insieme di ceramica, vetro, metallo, resti di pasto ed altro che veniva appunto buttato come spazzatura. Il recupero integrale di un consistente numero di “butti” -finora gli scavi ne hanno individuato 15, grazie al controllo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna nel centro storico di Faenza in occasione di ristrutturazioni o nuove costruzioni- ha notevolmente arricchito le conoscenze archeologiche della città. Si tratta di butti datati tra la fine del XIV ed il XVIII secolo, pertinenti per lo più ad ambiti familiari ma anche a contesti religiosi e alle molte attività artigianali legate alla produzione ceramica, presenti in gran numero in città.

A Faenza, come in altre città, c’erano norme precise per lo smaltimento dei rifiuti domestici: poiché era vietato disperderli in luoghi pubblici, accadeva spesso che pozzi, cisterne e cavità sotterrane fossero riconvertite in discariche. Lo scavo dei butti ha consentito il recupero di un’ingente quantità di ceramiche prodotte a Faenza ed in altre zone d’Italia nell’arco di circa quattro secoli. Lo studio di questi materiali, perlopiù legati alle attività di preparazione, cottura e conservazione dei cibi, è per l’archeologo uno dei principali strumenti per comprendere la vita quotidiana del passato. Le stoviglie forniscono informazioni sulla cucina e sulla tavola di tutti i giorni o delle grandi occasioni, ossa e resti vegetali sulle abitudini alimentari, accessori e utensili su alcuni aspetti dell’abbigliamento e della vita di ogni giorno, e oggetti d’uso, come scaldini e pitali, sulle pratiche più intime e quotidiane.