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Inaugurazione della mostra "Il secolo d'Oro della Maiolica. Ceramica Italiana dei secoli XV-XVI della raccolta del museo statale dell'Ermitage".

Intervento del Presidente della Camera, Onorevole Pier Ferdinando Casini.

"Saluto con molta cordialità il sindaco di Faenza, ingegner Claudio Casadio, ed il presidente della fondazione del Museo internazionale delle ceramiche, onorevole Dante Stefani, e li ringrazio per avermi inviato a partecipare alla cerimonia odierna.

Nell’ambito del programma di celebrazioni che, in virtù dell’accordo bilaterale tra Italia e Russia, sono state previste per il trecentesimo anniversario della fondazione della città di San Pietroburgo, un valore particolarmente significativo riveste senza dubbio la Mostra che oggi inauguriamo.

Per questo importante evento culturale, ben 125 splendidi capolavori in ceramica dei più noti centri di produzione del Rinascimento italiano – raccolti nel corso dell’Otocento da collezionisti russi – hanno lasciato l’Ermitage per essere mostrati in Italia nella cornice suggestiva del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, esso stesso gioiello prezioso del patrimonio artistico del nostro Paese e custode di collezioni di ceramica di inestimabile valore.

E’ un’opportunità veramente straordinaria ed irritabile che consente a tutti, appassionati e non, di avvisarci a questo mondo fragile e magico, che evoca in modo suggestivo – in un percorso a ritroso nel tempo tra la realtà storica e la fantasia – la vita delle corti rinascimentali italiane, la storia di Roma o il mondo della mitologia.

C’è un detto secondo il quale, quando l’uomo decise di smettere di bere dal cavo della mano, si rivolse ai materiali di cui poteva disporre e la ceramica arrivò in suo soccorso.

E’ stato soprattutto nel Rinascimento che la produzione artistica di ceramica ha raggiunto in Italia livelli di altissima qualità. Faenza, in particolare, divenne ben presto un centro di fama mondiale: è un primato che detiene tuttora, testimoniato anche dal fatto che le maioliche d’arte all’estero vengono definite faiences.

La produzione di ceramica continua ancora oggi ad alimentare un’intesa attività di scambi, protesa soprattutto verso il mercato estero. Occupa migliaia di addetti e mantiene attiva una tradizione produttiva territoriale su cui poggia una quota consistente di sistemi economici locali, non soltanto in termini di produzione, ma anche di indotto.

Proprio per coordinare le diverse attività riconducibili al polo della ceramica di Faenza, dall’attività artigianale nelle 80 botteghe, alle industrie, al Museo internazionale, ai centri di formazione e di ricerca – la Camera di commercio di Ravenna ha promosso, nel 1988, la costituzione dell’Agenzia polo ceramico, che ha conseguito notevoli risultati dal punto di vista della promozione e dello sviluppo della tradizione faentina.

Anche a livello nazionale sono stati di recente assunti taluni significativi interventi.

Nella prospettiva di un sempre rinnovato impegno nella valorizzazione e promozione all’estero del made in Italy più famoso ed apprezzato, va ricordato in primo luogo il finanziamento previsto dalla legge n.273 del 2003, che stanzia per il triennio 2002-2004 6,2 milioni di euro con l’obiettivo di sostenere le produzioni di ceramiche artistiche e di qualità.

In secondo luogo, lo scorso 26 marzo è stato firmato a Roma, nella sede dell’ANCI, un Protocollo d’intesa fra l’Associazione italiana città della ceramica e le Associazioni nazionali dell’artigianato, nel quale si è pianificato un programma di iniziative e di attività volte a salvaguardare ed a valorizzare la ceramica artistica e tradizionale italiana.

Esiste dunque la volontà di continuare a difendere ed a sviluppare l’immagine italiana di un patrimonio storico, culturale ed economico unico al mondo.

Auspico che iniziative come la Mostra che oggi inauguriamo possano tenere viva la consapevolezza che le potenzialità di questo settore non debbano essere in alcun modo indebolite o disperse"