Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

UN INEDITO PIATTO DI CARLO FARNETI, INQUIETANTE ARTISTA
Carlo Farneti, piatto in maiolica, 1923Carlo Farneti, particolare del piatto in maiolica, 1923Carlo Farneti, piatto in maiolica - particolare del verso con monogramma dell’autore e data d’esecuzione "II 1923"

Eduardo Alamaro ci offre la notizia di un piatto inedito, datato 1923, di Carlo Farneti (Napoli, 1892-1961).



Con la presente mail il sottoscritto rende noto agli amici e studiosi on line del MIC che il giorno 19 ottobre 2011 si è recato nella abitazione del signor Sergio Boh?, collezionista d’arte applicata e decorativa del ‘900 italiano, sita in Napoli, Italy, alla via Vattelappesca. Il suddetto collezionista gli ha sottoposto ad (acuto) esame critico il visionario motivo figurativo di un piatto in maiolica a rilievo di sua proprietà avente diametro cm. 47 (quarantasette). Tale piatto (vedi foto) è contrassegnato, sul verso, da un monogramma, firma dell’autore, al proprietario sconosciuto; nonché dalla data d’esecuzione dell’opera: “II 1923” (vedi foto).

Il collezionista ipotizzava che il monogramma potesse essere una T centrale con ai lati due E arrotondate, simmetriche e speculari, accoste al bastone lungo della T. Brancolava nel buio e nell’angoscia (alcuni “conoscitori” avevano attribuito il piatto a “scuola romana”), quando il buon Dio delle ceramiche gli suggerì di chiedere amichevoli e disinteressati lumi a chi qui scrive.

Il sottoscritto di primo acchito individuò quale autore dell’opera un artista raffinato ed inquietante, intrigante e neo-gotico, tipico della cultura più consapevole delle arti applicate di quel periodo storico, decadentista e indi deco, indicato dalla data del piatto (1923). Anche il suo pittogramma era da sciogliesi, quindi, in modo meno-banale. Poteva cioè trattarsi di una “C F” speculare, di chiaro sapore simbolista.

Tutto ciò posto, si conferma qui, in modo inconfutabile e documentato, che ci si trova di fronte ad una rara e inedita opera del napoletano Carlo Farneti (1892 – 1961), gia allievo della Officina Ceramica della, a quel tempo, famosa e gloriosa “Scuola Officina” del “Museo Artistico Industriale” di Napoli alla Paggeria.

E proprio nel libro: “Il sogno del Principe, Il Museo Artistico Industriale di Napoli, tra ceramica tra Otto e Novecento” - a cura di Eduardo Alamaro, Centro Di Edizioni Firenze, 1984, catalogo della omonima mostra tenutasi al Museo delle Ceramiche di Faenza nel 1984 - che, a pagina 151, illustrazione 14, è pubblicato da chi qui scrive tale monogramma di Carlo Farneti. Esso si riferisce ai due vasetti di gusto liberty selezionati per la sullodata mostra faentina (illustrazioni catalogo mostra: n. 127a e 127b); opere manufatte dal sullodato Carlo Farneti, figlio di Stefano, pittore e direttore per qualche tempo del M.A.I. napoletano ad inizio ‘900, quand’era ancora studente di quell’Istituto d’arte industriosa.

La data “1923” potrebbe far ipotizzare che questo piatto facesse parte (o dello stesso ciclo) delle opere di maiolica presentate da Carlo Farneti nel 1923 in una mostra tenutasi al Salone dell’Unione Industria & Commercio di Napoli, quand’egli, già dal 1920, s’era trasferito a Parigi ov’era diventato famoso grafico e illustratore delle opere di Edgar Allan Poe, attività sua piuttosto nota. La figurazione “horror” di questo inquietante piatto potrebbe essere legata, o essere trasposizione maiolicata, di quelle illustrazioni. Su Stefano e Carlo Farneti vedi ad vocem in “www.treccani.it; nonché in “www.archivioceramica.com”.

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Nelle foto: a) Carlo Farneti: piatto in maiolica a rilievi policromi con visionario motivo figurativo, diam. cm. 47; b) Particolare con testa di donna del detto piatto; c) verso del piatto con monogramma dell’autore Carlo Farneti e data d’esecuzione: II 1923.