Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

VASELLE D'AUTORE E PIETRO MELANDRI
Antonella Cimatti "Il profumo di vino"Riccardo Biavati "La dimora del vasaio"Tomo Hirai "Torgiano 5"

Sabato 10 novembre 2012, alle ore 17, a Torgiano, in Piazza Malizia, si terrà la cerimonia d’inaugurazione delle mostre “Vaselle d'Autore per il vino novello” e “Pietro Melandri”, uno tra i maggiori ceramisti italiani del '900.



Le due mostre sono inserite nel cartellone della terza edizione di “Versando Torgiano”.
Le iniziative sono precedute da un convegno internazionale sulla ceramica che si svolgerà sabato mattina.
Protagonisti della 17a edizione di “Vaselle d'Autore per il vino novello”, sono gli artisti Riccardo Biavati, Antonella Cimatti e Tomo Hirai che esporranno le loro opere presso la Vecchia Fornace "Zulimo Aretini" della Fondazione Lungarotti, situata presso il Centro Congressi “Le Tre Vaselle”.
Vaselle d'Autore” è organizzata dal Comune di Torgiano e dalla Provincia di Perugia, in collaborazione con la Fondazione Lungarotti. L’iniziativa nasce nel 1996 per sottolineare il rapporto tra arte e vino, festeggiare il vino novello, rievocare la tradizione torgianese delle terrecotte d’uso quotidiano, molto sviluppata fino a pochi decenni fa. Ogni anno, Nino Caruso, direttore artistico della manifestazione, invita 3 artisti, un ceramista e gli altri due possono essere o architetti o scultori, a creare dei contenitori per mescere il vino, reinterpretando la vasella, tradizionale boccale umbro, che discende dalla medioevale “panata”, recipiente con un orlo che ricorda il becco del pellicano.  Gli artisti invitati potranno spaziare sul tipo di forma e di decorazione, avendo solo come vincolo l’effettiva capacità della vasella a poter svolgere la sua originaria funzione di utensile.
In occasione della mostra, verrà stampato un catalogo con il testo del critico d’arte Jusune Ruiz de Infante.

BIO ARTISTI
Riccardo Biavati nasce a Ferrara il 14 febbraio 1950. Si diploma presso il locale Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione di Decorazione Pittorica.
Dal 1977 al 2007 ha insegnato Discipline Pittoriche all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara.
Nello studio di Via Brasavola 28, a Ferrara, svolge attività nel campo della scultura in ceramica e della grafica; nel laboratorio e show room di via Vignatagliata 39, cura la direzione artistica della Bottega delle Stelle.
Mostre collettive: 1975: Quadriennale d’Arte Moderna, Scultura. Roma - 45° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte. Faenza * 1989: XXIX Concorso Internazionale Ceramica d’Arte, Gualdo Tadino * 1992: Ceramiche Italiane contemporanee, Saga, Shigaraki e Toki, Giappone * 1995:  “Mostra della Ceramica - Ceramisti Italiani”, Castellamonte * 1996: Europa e Venezuela, Vincolo Ceramico, Caracas * 1998: Cotta Terra, Rocca Paolina, Perugia * 1999: Premio al Concorso Internazionale di Ceramica “Péckvillercher”, Luxemburg * 2011: “Open To Art”, Officine Saffi, Milano - Segno e Racconto” Le arti della ceramica. Comune di Padova - Chicchere oggi. Museo del vino. Torgiano * 2012: 54a Edizione della Biennale di Venezia. Sala Nervi, Torino.
Mostre Personali: 1978: Centro Attività Visive, Palazzo dei Diamanti, Ferrara * 1985: 1° Premio Concorso Nazionale Ceramiche a fiato, Ostuni, Brindisi * 1991: “Progetti Poetici” Galleria Il Giardino dell’Arte, Bologna * 1993: “Racconti - Sculture in ceramica”, Galleria Il Vicolo, Genova * 1995:  Premio Parini, Palazzo Libertini, San Marco, Caltagirone * 1997: “L’Officina delle Stelle ovvero le Stufe degli Dei”, Circolo degli Artisti, Faenza * 2000: Riccardo Biavati e la Bottega delle Stelle, Padiglione d’ Arte Contemporanea di Palazzo Massari, Ferrara * 2001: “Luci Lucerne Lucignoli”, Fondazione Lungarotti, Torgiano, Perugia * 2003: “La Cena delle Cento Ciotole”, Circolo degli Artisti, Faenza * 2005: “Vasi Abitati”, Quadreria Blarasin, Macerata * 2008:  “Forni Incantati”, Galleria Licna Hisa, Hjdovscina, Slovenia * 2009: “Arte in Giardino”, a cura di Galleria Gulliver, Hotel Cernia, Capo Sant’ Andrea, Isola d’Elba, Livorno * 2011: “Riccardo Biavati e La Bottega delle Stelle/Dentro la Fornace 2011”, Fornace Pagliero, Castellamonte, Torino * 2012. Nell’orto dei sogni - sculture ceramiche. Athenaedizioni / Polias-Arte. Pietrasanta

Antonella Cimatti  è nata a Faenza. Allieva di Carlo Zauli, all’Istituto d’Arte di Faenza, si è poi diplomata a pieni voti all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha seguito stages di perfezionamento all’estero: le Tecniche di decorazione doban (Toki-Gifu, Giappone, 1981), la Filigrana su porcellana (Limoges, Francia, 1985) e Jewerly Design (Portsmouth,  Gran Bretagna, 1988). Dal 1979 a tutt’oggi insegna Progettazione all’Istituto d’Arte di Faenza.
Ha insegnato per brevi periodi, attraverso i progetti “Artist Fellowship Exchange, European Communities” in Scuole d’Arte e di Design, a Portsmouth, Inghilterra 1991 e a Turnhout in  Belgio, 1995.
Dal 1982 al 1986 ha fatto parte di alcuni movimenti di ricerca artistica teorizzati da critici d’arte tra cui: “A Tempo e a Fuoco” con Vittorio Fagone e Gian Carlo Bojani, e “De Sculptura” con Filiberto Menna;  ha partecipato anche alle numerose esposizioni in Italia e all’estero del gruppo “La Nuova Ceramica” curato da Franco Solmi e Marilena Pasquali.
Dal 1986 inizia ad occuparsi anche di design collaborando con la Ceramica Flavia di Montelupo Fiorentino, con alcune manifatture di Murano ed Empoli (con oggetti e lampade in vetro), con l’antica Fabbrica Casa Museo “Giuseppe Mazzotti 1903” di Albisola Marina e con le botteghe Liverani-Spadoni e Laura Silvagni di Faenza.
E’ presente a mostre e a concorsi in Italia e all’estero (Francia, Spagna, Slovenia, Russia, Sud Corea, Australia, Stati Uniti e China) vincendo premi e riconoscimenti, il più prestigioso è il Silver Prize, “The 4th World Ceramic Biennale 2007 Korea International Competition”. Recentemente le sue opere sono state pubblicate sulle riviste internazionali: Ceramics Art & Perception  n° 70, New Ceramics The European Ceramics Magazine n° 4/2010, Revista Cerámica N.º 122, 2011, D’A n° 83/201 e Ceramics Art & Perception  n° 89/2012
Nel 2009 è stata invitata al “2009 Nanfeng Kiln International Ceramic  Work Camp” in Foshan, Guangdong, China, dove ha creato una scultura usando la paperclay di porcellana. Nel 2010 è stata invitata a Laguna Beach in California per il  “paperclay/TODAY Artist Symposium” con altri 16 artisti internazionali e a Shanghai per il “2010 Second China International Pot Art Biennal Exhibition”. Inoltre nel 2010 è invitata alla mostra, “Ceramica: storia di donne”, MIC Faenza e all’esposizione “8 Scultrici in fortezza”, curata da Gian Carlo Bojani, al Bastione San Gallo, Fano. Sempre del 2010 è la personale a Faenza alla “Riunione Cattolica Torricelli”. Nel 2011 è invitata alla sezione “ Regione Emilia Romagna” del Padiglione Italia e alla sala Nervi di Torino della 54° Biennale di Venezia 2011 curata da Vittorio Sgarbi. E’ membro del World Crafts Council- Europe.

Tomokazu Hirai, 63 anni, è nato a Amagaki in Giappone.
Appassionato di archeologia e arte fin dal liceo, ha indirizzato i suoi studi verso il mondo delle arti figurative, interessato prima alla pittura e scoprendo poi la bellezza della ceramica.
Si è laureato in pedagogia all’Università di Osaka, e ha studiato all’Istituto di ricerca sulla ceramica a Kyoto. Arriva in Italia nel 1972, dove per due anni studia e lavora a Roma, nell’atelier dello scultore Nino Caruso.
Nel 1974 è a Faenza dove frequenta i corsi di specializzazione del “Ballardini” di Zauli e Leoni. Partecipa a concorsi d’arte e ceramica, ed espone in Italia e in Giappone.
Alla sua attività di artista, affianca ben presto quella di “coordinatore di eventi” tra l’Italia e il Giappone e in questa veste ha intrattenuto i primi rapporti con la Banca Monte dei Paschi di Siena in occasione dell’organizzazione della mostra “L’arte e la cultura di Siena” che si è tenuta in quattro importanti musei del Giappone nell’ambito delle iniziative di “2001 Italia in Giappone”.

 

Pietro Melandri

Sede della mostra  è Palazzo Malizia

La mostra dedicata all’artista faentino Pietro Melandri, uno dei maggiori esponenti della ceramica del XX secolo, fra i più amati dai collezionisti e dai cultori delle arti decorative, è suddivisa in tre tematiche, mitologia, natura e fede e presenta 40 opere della prima metà del '900 di collezioni private, alcune inedite e molte appartenenti alla storica collezione di Giovanni Bolognesi (1886-1970), avvocato faentino che esercitava la professione a Milano

Le maioliche in mostra (dagli anni ’20 agli anni ’60), fanno parte della fase in cui, raggiunta la piena maturità tecnica, Melandri riuscì ad esprimere nel modo più efficace la sua vena artistica. La ricerca di nuove espressioni, l’uso magistrale dei colori e dei volumi, tanto da potersi definire sculture in maiolica, lo sviluppo di temi suggeriti da una profonda fede e da un attento amore per la natura, fanno delle opere di Melandri un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni che colpiscono non solo l’intenditore, ma anche l’appassionato che le “sente” anche con il cuore. 

Melandri ha dimostrato di sapersi rinnovare sempre, anche a tarda età. Ha avuto fantasia, curiosità, stimoli e voglia di scoprire cose nuove, di “imparare” sempre. La sua opera non è riducibile a tipologie e stili perché sarebbero infiniti: dal liberty, al déco, al neoprimitivismo.

L’artista ha lasciato un’importante testimonianza a Perugia: la decorazione dei pannelli ad altorilievo della Cappella funeraria di Luisa Spagnoli in zona Santa Lucia, costruita nel 1937. Con l’occasione verranno mostrate delle riproduzioni, che ricostruiscono l’impianto decorativo delle maioliche raffiguranti, oltre ad angeli e simboli sacri, le varie fasi della lavorazione tessile, con i conigli, la filatura e la tessitura della lana d’Angora.

PIETRO MELANDRI, nato a Faenza nel 1885 e morto nel 1976, è da annoverare fra i più grandi ceramisti del ‘900. Fra il 1897 ed il 1905 è apprendista presso la fabbrica dei Fratelli Minardi, frequenta le lezioni serali di Antonio Berti alla Scuola di Arti e mestieri. E’ poi tra i componenti del prestigioso cenacolo baccariniano che, agli inizi del secolo scorso in clima Liberty, produce opere che si pongono a fianco dei più importanti risultati della scultura italiana ed europea. Si trasferisce a Milano dove lavora come decoratore e frequenta i corsi serali di scenografia all’Accademia di Brera. Pur mantenendo vivo l’amore per la ceramica, lavora anche a come pittore dove è influenzato da Fontanesi e Previati. Dopo un periodo di prigionia in Ungheria durante la Prima guerra mondiale, ha modo di conoscere la Secessione viennese; tornato a Faenza collabora prima con Paolo Zoli, fino al 1921, poi con Francesco Nonni, di cui maiolica alcune opere plastiche.
Si lega poi con Focaccia industriale e mecenate di Ravenna, fondando e dirigendo la Focaccia & Melandri. E’ in questo periodo che matura la tecnica delle riflessature a lustri, seguita dalle più moderne patinature degli acidi, che gli consente di realizzare straordinari pezzi.
Partecipa con successo alle Triennali di Milano (dal 1933 in poi) e all’Esposizione Universale di Parigi con il grande pannello rappresentante Perseo. Nel 1931 è impegnato nel restauro della Rocca delle Caminate a Forlì su incarico di Benito Mussolini. E’ di quegli anni la conoscenza e l’inizio della collaborazione con l’architetto Gio Ponti, il primo che lo giudica un vero artista perché “la sua evoluzione non è stata tanto tematica, quanto estetica, con opere sempre più godibili.”
Il definitivo riconoscimento di Melandri come artista arriva nel 1937 quando vince il Gran Premio Ufficiale per la Scultura alla mostra di Arti Decorative di Parigi con il grande pannello raffigurante Perseo e Medusa. Ottiene un vasto riconoscimento e consenso anche in patria e in particolare vince le prime due edizioni del Concorso nazionale della ceramica d’arte, organizzato nella sua Faenza da Gaetano Ballardini.
Agli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, risale la decorazione del cinema Apollo a Bologna. Melandri riprende la sua attività intensificando la collaborazione con gli architetti Gio Ponti e Melchiorre Bega e producendo lavori monumentali per edifici e esercizi pubblici, ville, alberghi, banche, negozi, esegue anche immagini sacre per istituti religiosi. Nel 1954 partecipa alla X Triennale di Milano con una personale e nel 1959, realizza con l’architetto Mazzanti il famoso pannello per il bar dell’albergo Roma a Bologna composto di 250 pezzi.

In occasione della mostra, verrà diffuso un catalogo a colori di 32 pagine, edito dal Comune di Torgiano con un saggio della curatrice Antonella Pesola e la prefazione di Franco Cocchi.

 

Sede: Vecchia Fornace "Zulimo Aretini" della Fondazione Lungarotti  e Palazzo Malizia - Torgiano
Periodo
​: dal 10 novembre al 9 dicembre 2012
Orari delle due mostre: dal lunedì al sabato 9-13 / 15-18,30 e domenica pom. 16-18,30 - ingresso gratuito
Informazioni al pubblico: Comune di Torgiano - Tel. 075 9886020 (Ivana Marchegiani)