Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

ARTE E INDUSTRIA A TORINO. DODICI CAPOLAVORI DI MARIO STURANI PER LA LENCI
Mario Sturani, Scalata alle stelle. E' una lampada da tavolo, il cui soggetto evoca il mondo ludico del circo, in una dimensione fantastica

TORINO, Palazzo Madama presenta al pubblico il riallestimento di una delle vetrine del secondo piano, dedicato alle Arti Decorative, con dodici opere della Fabbrica Lenci realizzate da Mario Sturani, capolavori della produzione in ceramica della cultura torinese del Novecento.



Mario Sturani è stato l’artista più innovativo e geniale che ha operato alla Lenci, capace di una straordinaria ricchezza inventiva. A due anni di distanza dalla mostra “L’avventura Lenci” (2010) che ha riportato l’attenzione sul patrimonio della manifattura e sul ruolo e l’eredità di Sturani, Palazzo Madama presenta ed espone per un anno una selezione di 12 capolavori di questo artista, vanto della cultura torinese del Novecento.

Delle 12 ceramiche esposte, tre opere appartengono alla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris: innanzitutto Il Mondo e la Luna, vaso del 1930 che raffigura sul corpo paesaggi collinari, nelle diverse stagioni dell’anno e sul coperchio la luna e un globo. I vasi con coperchi modellati riecheggiano quelli realizzati da Gio Ponti per la manifattura di Doccia. In Inverno e in Primavera del 1935 emerge invece il tema della testa come scultura d’arredo, con rimandi a precendenti importanti, come alcune opere di Picasso e di Amedeo Modigliani o le teste di Vally Wieselthier.
Le restanti nove opere esposte sono di proprietà privata, generosamente concesse in prestito a Palazzo Madama in occasione di questa esposizione.  

Mario Sturani (Ancona 1906-Torino 1978). Dopo il trasferimento della sua famiglia da Ancona a Torino, compie i suoi studi tra il liceo classico Massimo D’Azeglio, dove stringe una profonda e duratura amicizia con Cesare Pavese, Massimo Mila, Giulio Carlo Argan, e il liceo Cavour. Nel 1924 partecipa con lo pseudonimo di Ivan Benzina alla Prima Mostra di Avanguardia nel sotterraneo del teatro-caffè Romano, organizzata dal Movimento Futurista Torinese-Sindacati Artistici Futuristi. Nel 1925 invia alcune xilografie alla Seconda Mostra d’Arte Nazionale di Foligno e ottiene il secondo premio nella sezione del “Bianco e Nero”. Abbandonati gli studi liceali, si iscrive all’Istituto Superiore delle Arti Decorative di Monza, dove segue i corsi del designer dalmata Ugo Zovetti. Partecipa a varie esposizioni con artisti futuristi e inizia la collaborazione con la manifattura Lenci. Le prime ceramiche sono del 1928 e già l’anno seguente 32 sue opere sono esposte alla Galleria Pesaro di Milano. Dopo un soggiorno parigino nel 1932, riprende il lavoro alla Lenci, che durerà fino agli anni Sessanta, e sposa nel 1935 Luisa Monti, figlia di Augusto. Collabora con la casa editrice Frassinelli, fa esperienze di grafica pubblicitaria, si dedica agli amati studi di entomologia. Negli anni Quaranta riprende la pittura ed espone in alcune gallerie torinesi.

 

Sede: Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica – Piazza Castello, Torino
Periodo: fino al 29 settembre 2013
Orario: martedì – sabato 10 – 18, domenica 10 – 19, chiuso lunedì