Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

L’ESSENZA DEL POSSEDERE
L’ESSENZA DEL POSSEDERE

Sabato 7 settembre, presso Palazzo Perabò a Cerro di Laveno Mombello si inaugura la mostra L’essenza del possedere. Opere in ceramica di Giorgio Piccaia, a cura di Erika La Rosa.



Il progetto prosegue idealmente la ricerca inaugurata su tela sul tema dedicata all’origine dell’uomo, un profondo lavoro di indagine che ritrova nell’elemento primordiale dell’acqua e dei pesci i segni semplici e primitivi, ma ricchi di significato, simboli della vita, della libertà e dell’autodeterminazione.
In mostra una selezione degli ultimi lavori, piatti in ceramica, alcuni già esposti altri inediti presentati al pubblico del Museo in prima assoluta con un accurato progetto.
«Un ritorno al pensiero elementare per ricominciare ad apprezzare la vita  – scrive Erika La Rosa nella presentazione in catalogo - Un segno, una traccia, un’impronta per non dimenticare l’origine di tutto e cancellare il superfluo. Le opere in ceramica di Giorgio Piccaia partono da questa premessa. Un’impresa titanica, direi, un viaggio impervio, imprevisto, difficile ma proprio per questo avvincente. I timidi passi verso la ricerca dell’elemento primordiale e sull’origine della vita nascono sulla tela, quasi per caso, quando i segni tracciati prendono le sembianze di pesci stilizzati, che nuotano nel corso della corrente, si fanno trasportare liberi o ritornano controcorrente. Nell’acqua, infatti, la letteratura scientifica vuole l’origine della vita. In uno degli elementi più incorporei gli studiosi rimandano a luogo dove tutto ebbe inizio. Un istante in cui tutto cambia, oltre quattro miliardi di anni fa».
La forma grezza della terra, manipolata, si trasforma in oggetti circolari molto simili tra loro ma tutti diversi. Piatti dal contorno irregolare dove l’incertezza del dettaglio diventa elemento essenziale e distintivo. Creati ad uno ad uno i piatti hanno il profumo dell’oggetto proprio dell’artigiano, di quell’alchimista moderno che riesce a mescolare gli elementi nudi e crudi per realizzare un’opera unica.
Giorgio Piccaia è anch’esso un’ artista che possiamo definire crudo, acerbo, nel senso migliore del termine. Le sue opere nascono spontanee, non hanno bisogno di troppa teoria, e la creatività fiorisce anche in un ambito, come quello della lavorazione della creta, che può apparire arduo per chi è digiuno di quella disciplina.
Una sezione della mostra presenta la collaborazione tra Giorgio e Matteo Piccaia, pittore e maestro dell’arte del novecento, con opere su tela e in ceramica sullo stesso tema. Dopo una prima mostra insieme allo Spazio Zero nel 2012 i due artisti, padre e figlio, hanno proseguito portando avanti una ricerca comune, fino alla prestigiosa partecipazione alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia al Padiglione Tibet, dove sono stati invitati ad esporre.
La mostra, organizzata in collaborazione con Metamusa arte ed eventi culturali di Gallarate, sarà allestita allo Spazio Zero di Gallarate dal 30 novembre al 15 dicembre 2013.

Giorgio Piccaia nasce a Ginevra, studia architettura al Politecnico di Milano, dove è stato allievo di Corrado Levi. Tra gli anni 70 e 80 lavora, sia in Polonia che in Italia, con Jerzy Grotowski, una delle figure di spicco dell’avanguardia teatrale del novecento. In quel periodo realizza una serie di performance ehappening. Figlio d’arte. Nel 1983 ha fondato la rivista Varese Mese.

 

Sede: Museo Internazionale Design Ceamico - Cerro di Laveno Mombello (Via Lungolago Perabò, 5), tel. 0332 625551
Periodo: 7 settembre - 20 ottobre 2013