Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

ARTURO MARTINI - MAGIA DELLA CERAMICA
ARTURO MARTINI - MAGIA DELLA CERAMICA

CORTINA D'AMPEZZO. Fino al 22 aprile 2019 la Galleria d'Arte Contini espone le opere, in terracotta e maiolica di Arturo Martini, appartenenti alla Collezione Costantino Barile.



La mostra offre per la prima volta al pubblico la possibilità di apprezzare quaranta opere di Arturo Martini provenienti tutte dalla prestigiosa collezione dell’avvocato Costantino Barile (Albisola 1886 – 1968), l’illustre studioso di storia della ceramica ligure che ha conosciuto direttamente l’artista trevigiano e che ha collezionato, a fianco delle maioliche antiche, le creazioni dello scultore che più di ogni altro, prima di Lucio Fontana, si è impegnato in Liguria a rinnovare il linguaggio artistico della tradizione. Duplice quindi l’interesse della mostra: da un lato c’è l’opportunità, dopo molti anni, di vedere un numero elevato di ceramiche e terrecotte dello scultore con una provenienza eccellente; dall’altro si potrà verificare quanto alta fosse la considerazione che attorniava l’artista, dal momento che a collezionare le sue opere è un ceramologo di fama, che ha nella sua casa le maioliche “azzurre” della tradizione ligure accanto alla produzione moderna di uno scultore a volte anche imprevedibile.

Le opere esposte appartengono tutte alla prima maturità dell’artista che si muove, dalla metà degli anni ‘20, con grande agilità tra sculture anche di grandi dimensioni, in gesso, ma che sta testando le possibilità della ceramica per proporsi sia come grande affabulatore, come narratore fantasioso, libero da schemi, sia come artista sperimentale, aperto alle potenzialità tattili e coloristiche della creta, inventore di nuove proposte, di idee impreviste e stimolanti. Per far questo, Martini si affida da un lato alla sua esperienza accumulata fin dagli anni giovanili, nelle manifatture di Treviso; dall’altro, egli si è voluto aggiornare sul gusto del momento e per far questo si è appositamente recato a Parigi per visitare la grande Esposizione delle Arti Decorative del 1925, dove trionfa lo stile déco.

La mostra è dunque una importante occasione per conoscere da vicino una collezione martiniana di prim’ordine, entro la quale spiccano opere come La Nena, lo struggente ritratto della figlia Maria che è colta nel momento in cui si allontana da casa; l’altro quasi metafisico ritratto dello Zio, una sorta di manichino che ricorda la confidenza che Martini aveva con i fratelli De Chirico; per non parlare della Bagnante, una figura
che viene tratteggiata con la stessa plasticità di una roccia.
Presenti, al completo, le opere di ispirazione sacra che diventano, nelle mani di Martini, mito e allegoria, forme inedite del “racconto più bello”, come egli stesso ha definito il presepe, qui presente in entrambe le ideazioni del Piccolo Presepe e del Grande Presepe, completamente diversi tra loro ma complementari (verticale l’uno, orizzontale il secondo), pittorico il primo, scultoreo il secondo e veri e propri gruppi plastici come San Giorgio e il drago e Lo sposalizio del principe con la principessa.
Non mancano i piatti decorati con la Istoria di Sant’Orsola e la Parabola del Figliol prodigo, esemplari unici di una narrazione per figure, descritta a punta di pennello da un Martini che si fa pittore sagace e libero da pregiudizi; né si era lasciato sfuggire, Costantino Barile, le formelle della Via Crucis, qui in una versione storica con smalti opachi, che la distinguono dalle altre più note.
Le prime idee realizzate per la Fenice di Manlio Trucco conservano tuttora il magico alone che i contemporanei vi riscontrarono all’unanimità: ironia, candore, romanticismo si intersecano nella Gabbia d’oro, La schiava del mostro, La donna romantica, ma anche le più cruente tematiche bibliche sono trasfigurate e rese affabili, perfino divertenti: sono veri e propri capricci che trasfigurano i miti antichi in favole nuove, senza apparire irriverenti.

Tutto il Martini di quegli anni è compreso in queste “ceramiche” dove anche i rilievi, le piastre, le nature morte, i piatti e i gruppi scultorei si mostrano come momenti unici di ricerca, come scene di un teatro ricco di sorprese e di soluzioni inaspettate.

 

Sede: Galleria d'Arte Contini, piazza Silvestro Franceschi 7, Cortina d'Ampezzo BL | t. +39 0436 867156 - 0436 867400
Periodo: 29 dicembre 2018 - 22 aprile 2019