Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

SIMONE NEGRI
SIMONE NEGRI

ANVERSA. La Galleria Modern Shape ospita, dal 14 febbraio al 10 marzo 2019, la mostra personale dell'artista milanese Simone Negri; le sculture selezionate per l’esposizione belga fanno parte della serie intitolata Accadimenti.



Presentazione di Marco Maria Polloniato.

Simone Negri nei confronti della materia instaura un dialogo volto ad evocare tracce lasciate dallo scorrere inesorabile del tempo. Nel rapporto con la ceramica Simone Negri caldeggia una fissità visuale, frontale e radiale, veicolata attraverso forme simmetricamente equilibrate.
Ordinate come strutture architettoniche autoportanti, le sculture selezionate per l’esposizione belga fanno parte della serie intitolata Accadimenti. L’essenzialità del titolo va nella direzione di una, se possibile, ancor più evidente tensione alla sintesi. Il nuovo corso segna infatti l’abbandono della rappresentazione dello spazio per mezzo di sculture composte da due, tre o più elementi, in favore del singolo oggetto ieraticamente schierato.
Se in passato per l’autore era stato sovente necessario ricreare siti che fossero “custodi del tempo”, aree speciali dalla funzione quasi sacrale, ora le sue sculture prendono coscienza dell’evoluzione generativa in atto inserendosi nello spazio che ci circonda.

Si tratta dell’ultima evoluzione del linguaggio espressivo che l’autore ha affinato in più di vent’anni di attività.

Iniziato alle tecniche di lavorazione dell’argilla sia a livello scolastico, che attraverso corsi e workshop, è soprattutto con una continua ricerca personale che Simone Negri ha selezionato materiali e processi esecutivi. Nel corso degli anni le sue sperimentazioni nell’ambito delle cotture con affumicatura, sono diventate un tratto distintivo che si è unito ad una sintesi evocativa dell’essenziale eleganza rintracciabile nelle culture nordiche e dell’estremo oriente. La fascinazione per l’elemento scarno, scevro da rigoglii e colorazioni vivaci, è stata a lungo un tutt’uno con una primordiale matericità abbinata a raffinate superfici tendenti al lucido; su di esse l’ostentata scelta d’una tavolozza cromatica fatta di pochi colori, bianco e nero abbinati a toni d’ocra e sottilmente ripensati nell’accenno decorativo dettato dal fuoco. Passato il tempo delle cotture a 980°C, i nuovi lavori sfidano anche sul piano tecnico la resa di argille portate verso alte temperature.
Nella ricerca espressiva dell’autore la materia ceramica è canale privilegiato, ma non esclusivo, data l’esistenza di sculture in resina con cui ancora una volta rievocare la tensione dell’uomo nella sua consapevole evoluzione.

L’entità scultorea solitaria, nel lavoro di Simone Negri, si riallaccia quindi ad una visione epica del presente.

V’è la precisa sensazione che la bianca materia così forgiata, in cui possiamo riconoscere richiami geometrici elementari, non sia altro che uno degli elementi che compongono l’esistenza. Su di essa si riversa e si fissa in maniera indelebile un sottile strato di colore nero, che traccia e codifica la sua identità.

Da un lato siamo certi che sia opera dell’essere umano, che a darne forma e decoro non possa che essere mano umana, ma nel contempo vediamo che gli esiti del tempo hanno tatuato sulla superficie un lascito inevitabile. Non vi è fatalità nel gesto, ma in quel preciso contrasto tonale, si coglie la forza di un testo non scritto che richiama l’interazione tra raziocinio e irrazionale. La solidità con cui queste sculture si ergono nello spazio è data anche dalla loro simmetria e dall’essere nettamente delineate. L’unico tratto che ne inficia una presunta perfezione è proprio quel loro rientrare nella storia, nel presente recente, attraverso un processo identitario che ne segna le superfici.

La classicità universale anelata da Simone Negri si distingue per la pervasività dell’elemento temporale. Nella sua lettura e rappresentazione del presente ideale, ancora una volta ciò che deve accadere, accade.
  

Sede: Galleria Modern Shapes, Kloosterstraat 16 | Anversa – Belgio, t. +32 475 60 63 91
Periodo: 14 febbraio - 10 marzo 2019