Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

CON LA TERRA E CON IL FUOCO
CON LA TERRA E CON IL FUOCO

ASCOLI PICENO. Inaugurata, presso il Museo della Ceramica di Ascoli Piceno la mostra, Con la terra e con il fuoco. L’Arte della maiolica ad Ascoli Piceno dal XV  secolo a oggi, che celebra la produzione ceramica ascolana da fine Trecento ai giorni nostri con un’ampia sezione dedicata ai ceramistiattualmente attivi nel territorio.



Un’antica tradizione legata all’arte della maiolica contraddistingue la città di Ascoli e il suo territorio dagli altri centri marchigiani attivinella produzione ceramica. Seppur contrassegnata da un alternarsi di vicende, che in alcuni casi ne hanno arrestato momentaneamente lo sviluppo, già dalla fine del XIV secolo la città vanta numerose fabbriche di maiolicai specializzati nella decorazione della ceramica su smalto e questa tradizione, nonostante il terremoto del 2016, perdura fino a oggi.

La tipica ‘rosetta’, i paesaggi rurali, le torri merlate e i richiami ai dipinti dei pittori attivi in città fin dal quattrocento, come Carlo Crivelli, sono i soggetti scelti dagli artigiani locali e che nel corso del tempo hanno contraddistinto le maioliche ascolane.

 

La mostra, allestita negli ambienti del Convento annesso alla duecentesca Chiesa di San Tommaso, oggi sede del Museo dell’Arte Ceramica, è articolata in cinque sezioni e segue un ordinamento cronologico.
La prima sezione è dedicata ai bacini in maiolica arcaica realizzati ad Ascoli sul finire del Trecento; la seconda e la terza sezione illustrano i rapporti intrattenuti dalla città di Ascoli Piceno con il grande centro manifatturiero di Castelli, attivo nel confinante Regno di Napoli, dove fra Cinque e Seicento si rifornirono gli Anziani del Comune, i principali monasteri cittadini e le più importanti famiglie del patriziato.
La quarta sezione presenta le ceramiche prodotte ad Ascoli Piceno dalla manifattura allestita nel 1787 dal colto abate di sant’Angelo Magno, Valeriano Malaspina, con l’intento di porre freno all’importazione di prodotti castellani e di rivitalizzare la produzione locale.
La quinta sezione infine, incentrata sul Novecento fino ai giorni nostri, ricostruisce le vicende delle più importanti botteghe attive ad Ascoli in questo arco temporale: cinquanta anni dopo la chiusura della manifattura Paci, sarà l’ing. Matricardi a fondare una nuova fabbrica di maioliche, dapprima servendosi di artisti castellani e dopo di un grande ceramista pesarese Gian Carlo Polidori che portava ad Ascoli Piceno una straordinaria esperienza creativa che si esprime nella originali decorazioni dei grandi piatti con figure di portatrici, vedute adriatiche, scene in maschera di chiaro spirito dèco, valorizzate dall’uso di smalti brillanti e dalla ramina in rilievo. La crisi economica degli anni Trenta colpì duramente l’artigianato artistico ascolano, ma i lavoranti della ditta Matricardi si organizzarono in modo autonomo dando vita alla Fama che proseguì nel solco della tradizione aperta dal Polidori: oggi sono una ventina i laboratori ceramici attivi in città dove si continua una tradizione decorativa tipica del territorio.

La mostra si chiude nel chiostro medioevale del Museo con una selezione di opere realizzate dai ceramisti attivi oggi nel territorio di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata che, anche se colpiti duramente dal sisma del 2016, continuano ancora a mantenere viva quest’antica tradizione locale.

 

La mostra curata di Giuseppe Matricardi e Stefano Papetti è organizzata dal Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con Regione Marche, ANCI Marche, e l’Accademia dei Maiolicari di Ascoli Picenoe con il contributo messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ed è patrocinata dal MiBAC, dall’Associazione Italiana Città della Ceramica e dall’Università degliStudi di Camerino.

 

Sede: Museo dell’Arte Ceramica - Musei Civici Ascoli Piceno, piazza Arringo 7, Ascoli Piceno | t. 0736 298213
Periodo: 13 aprile - 3 novembre 2019
Orario: dal martedì al menerdì apertura su prenotazione; sabato, domenica, festivi e prefestivi 10-13 e 15-18