Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LE CERAMICHE DEI LAGHI - GHIRLA E LAVENO 1900-1955
LE CERAMICHE DEI LAGHI - GHIRLA E LAVENO 1900-1955

VARESE. Una mostra allestita a Luino, nel Palazzo Verbania, racconta una visione d'insieme  del panorama ceramico nel varesotto nella prima metà del XX° secolo.



La mostra, nata dalla passione di Enrico Brugnoni e Marco Dozzio e voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Luino,vuole proporre una grande visione d’insieme di quel significativo mondo dell’arte ceramica nel varesotto, tra i due laghi, il Maggiore e il Lago di Ghirla. In questi due luoghi nacquero a partire dal primo Ottocento la manifattura di Ghirla e da metà Ottocento la Società Ceramica Italiana di Laveno. Questa esposizione intende proporre opere d’eccellenza di questa arte ceramica, forse ancora sconosciuta ai più, con una rappresentazione esclusiva delle opere prodotte dai più validi artisti operanti nelle due manifatture.

Saranno esposte per l’occasione alcune opere inedite e rare, con un complessivo di 35 opere per la manifattura di Ghirla e per la ceramica di Laveno.

La ceramica di Ghirla, nata in Valganna in un contesto rurale, ha saputo ben coniugare forme e decori che, fino alla metà del Novecento, sono stati la rappresentazione dell’identità del territorio, soprattutto nell’arte pittorica applicata, spesso riproducendo sulle varie forme ceramiche i luoghi o il frutto della produzione agricola locale. Dagli anni Venti la collaborazione con validi artisti (vedi Giuseppe Talamoni, Guerrino Brunelli, Ines Pella, Mario Figini, Gino Rosio, Angelo Campagnani, Carlo Ghisolfi e altri) diede un notevole impulso qualitativo con una produzione di oggetti d’arte e raffinati decori per un significativo successo di critica e commerciale. Opere ormai divenute rare, particolarmente ricercate da vari collezionisti ed esposte in questa rassegna.

Presso la Società Ceramica Italiana di Laveno (S.C.I.), invece, fin dagli inizi assistiamo a una produzione industriale che per decenni proporrà oggetti d’uso definiti all’epoca “le ceramiche buone”. Dal primo Novecento spiccano i successi per le forme proposte da Giorgio Spertini e di Piero Portaluppi. In seguito, il merito per il successo della S.C.I. è da ascrivere principalmente a Luciano Scotti (direttore generale della fabbrica) per le innovazioni tecnologiche e per aver assunto un giovane architetto, Guido Andlovitz che, nel volgere di pochi anni e con un continuo rinnovamento stilistico, ottenne un significativo successo commerciale. Di grande rilievo la collaborazione con il maestro Angelo Biancini dalla fine degli anni Trenta: vennero proposte importanti figure scultoree, alto e bassorilievi, che unitamente alle forme architettoniche di Andlovitz completarono un ricco catalogo. Dal secondo dopoguerra la figura di Antonia Campi ed il suo concetto “informale”, la linea “free”, divenne per molti anni il riferimento nell’arte ceramica anche oltre i confini nazionali. Le opere esposte completano un lungo periodo storico, dal floreale, all’art déco all’informale.

 

Sede: Palazzo Verbanio, viale Dante Alighieri 6, Luino VA | info 0332 530019
Periodo: 4 ottobre - 14 novembre 2019
Inaugurazione: venerdì 4 ottobre , ore 18
Orario: martedì 10-13 e 18-18, mercoledì 10-15, giovedì 15-18, venerdì-domenica 10-13 e 15-18. Chiuso il lunedì.