Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

RAPHAEL WARE
Coppa, Leda e il cigno, Francesco Xanto Avelli, Urbino, 1530 ca.

URBINO. Il Palazzo Ducale ospita la mostra "Rapahel ware. I colori del Rinascimento"; in esposizione 147 raffinati esemplari di maiolica rinascimentale italiana, provenienti dalla più grande collezione privata del settore al mondo.



Una raccolta di altissimo livello appartenente ad un colto collezionista che ha concesso di esporre il suo tesoro nei prestigiosi spazi di Palazzo Ducale di Urbino, in concomitanza con la grande mostra “Raffaello e gli amici di Urbino" che si potrà ammirare al Palazzo Ducale fino al 19 gennaio 2020.

Ciascuna delle 147 maioliche testimonia, a livelli altissimi, come la grande stagione rinascimentale italiana sia riverberata su ogni forma artistica e, nello specifico, in quella della maiolica. Tecnica, o meglio arte, che esprime in pieno la ricerca estetica, il clima culturale, ma anche il modus vivendi, che fanno dell’Italia e dei suoi artisti, tra Quattrocento e Cinquecento, il faro culturale dell’Occidente.
Già dal Seicento, nei paesi europei, la maiolica cinquecentesca italiana diventa una vera e propria passione collezionistica ed, a quella istoriata, da considerarsi a pieno titolo un aspetto della pittura rinascimentale, viene associato il nome del grande pittore urbinate: in inglese Raphael ware.


E Raphael ware è anche il titolo di questa affascinante mostra. A curarla, con la direzione di Peter Aufreiter, sono Timothy Wilson e Claudio Paolinelli.


Seguendo il gusto rinascimentale per la decorazione figurata, i pittori di maiolica – tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento – iniziano a coprire ogni superficie disponibile dei loro oggetti, con istorie di ogni sorta. Le composizioni possono essere invenzioni originali degli stessi maestri ceramisti o riecheggiare quelle delle arti maggiori, ed ancora, essere estratte da xilografie o incisioni.

Nel ducato di Urbino, Casteldurante, Gubbio, Pesaro ma, soprattutto, il capoluogo, divengono famosi per l’istoriato. Urbino è infatti la città che, nella seconda metà del Quattrocento, il Duca Federico trasforma in una delle capitali del Rinascimento, richiamandovi i massimi esponenti della cultura del tempo ed edificandovi il Palazzo Ducale, capolavoro indiscusso della storia dell’architettura di ogni tempo. La città che, di lì a poco, proprio per il clima culturale instauratovi, dà i natali a Raffaello, il pittore la cui levatura ancora giganteggia nel panorama artistico universale.
Proprio il contesto che dà vita al genio raffaellesco, fornisce l’humus creativo e la formazione artistica necessari alla nascita ad alcuni dei più grandi artisti della maiolica italiana: Nicola da Urbino, Francesco Xanto Avelli e Francesco Durantino.

Ad accogliere la mostra è, al secondo piano del Palazzo Ducale di Urbino, la luminosa Loggia del Pasquino, con l’intenzione di mostrare questi raffinati oggetti nella piena luce naturale poiché la maiolica – più di ogni altra forma d’arte del tempo – mostra i suoi colori perfettamente conservati come all’origine, quando uscì dalla bottega del ceramista.
La loggia è posta a fianco alle sale che espongono una parte delle ceramiche della collezione permanente e l’allestimento – appositamente creato – verrà poi utilizzato proprio per ampliare lo spazio espositivo dedicato a questa sezione.

 

Sede: Galleria Nazionale delle Marche - Palazzo Ducale, Piazza Rinascimento 13, Urbino (PU) | +39 0722 2760
Periodo: 31 ottobre - 13 aprile 2020

 

Nella foto: Coppa, Leda e il cigno, Francesco Xanto Avelli, Urbino, 1530 ca.