Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

AUGUSTO BETTI. PICCOLE CERAMICHE

BOTTEGA BERTACCINI

9 novembre - 3 dicembre 2013

Scrive la figlia di Augusto Betti, Cristiana:

“ Mio padre aveva deciso di fare questa mostra circa un anno fa. Doveva essere un momento per mantenere i contatti con la sua città e rivedere gli amici. Io ho deciso di farla comunque, anche se lui non c'è più, per ricordarlo. Ho mantenuto l'impostazione che mi aveva chiesto, che dà spazio innanzi tutto alla didattica: “le mostre devono servire ad insegnare, altrimenti perché farle?”, diceva. L'insegnamento e lo studio dei meccanismi della creatività erano per lui le cose più importanti
Il periodo in cui furono realizzate queste ceramiche (anni ’60 - inizi ’70) era un momento di grande fermento e crescita creativa e lui ne fu uno degli artefici, anche se non si mise mai in mostra. Si preoccupò molto di più di avviare al mondo del lavoro i suoi allievi che non della propria carriera artistica.
Al giorno d’oggi, nella crisi di fantasia in cui siamo sprofondati, spero che questi piccoli oggetti siano un contributo per riallacciarsi al suo pensiero e che la filosofia da cui sono nati ci ispiri a trovare soluzioni per un futuro migliore, a “progettare per sopravvivere”, come non si stancava mai di ripetere, preoccupato per le attuali condizioni dell’umanità e del pianeta.
Egli ebbe una grande perspicacia e capacità di comprendere le persone ed i fenomeni dell’universo e fu animato da una instancabile curiosità in tutti gli ambiti dello scibile fino alla fine, quando se ne è andato dicendo “vado a fare un viaggio: ormai sono stanco di stare qui perché non riesco più a lavorare e sono curioso di vedere cosa c’è di là”. (Cristiana Betti)

 
Breve biografia di Augusto Betti (1919-2013)
Nato a Faenza nel 1919, rimase orfano da bambino ed ebbe un'infanzia durissima. Formatosi alla Scuola Comunale di Disegno, ebbe come maestri Francesco Nonni e Roberto Sella. Nel 1947 riuscì a realizzare il suo sogno di studiare all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove conobbe Giovanni Romagnoli.
Geniale sperimentatore, nel 1960 inizia la sua personale ricerca con materiali come le resine e la plastica. Come designer concepisce sedie, poltrone, tavoli, servizi da tè e altri contenitori.
Nel 1965 inizia l’attività di insegnante di Disegno Professionale Artistico presso l’Istituto Ballardini di Faenza. Nel 1980 ricopre la cattedra di Teoria della Percezione all’Isia di Faenza.
Si occupò in particolare del lavoro di ricerca sull'arte e la creatività, anche in collaborazione con Silvio Ceccato ed il suo Centro di Cibernetica.
Fu molto apprezzato dai critici d'arte della sua epoca, primo fra tutti Giulio Carlo Argan, ma preferì dedicarsi all'insegnamento e alla sperimentazione di nuove tecniche e possibilità
artistiche (e alla pesca sportiva, a contatto con la natura), piuttosto che alla carriera attraverso le mostre ed il lavoro per l'industria che gli furono proposti.
Nel 2001 il Comune di Faenza gli dedica la mostra “Forme della vita” al Palazzo delle Esposizioni. Al 2003 risale invece la mostra “Riflessi” promossa dal Comune di Palazzuolo sul Senio.
E’ scomparso a Ivrea lo scorso 30 marzo.

 

Bottega Bertaccini
Libri e Arte
Corso Garibaldi, 4 - Faenza
tel. 0546-681712
Orari: 9,30-12,30 / 15,30-19,30. Chiuso lunedì mattina.