Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

PIETRO LENZINI - “INCONTRO SENZA TEMPO”

BOTTEGA BERTACCINI

1 - 31 marzo

La mostra rientra nelle iniziative “Cent’anni di Canti Orfici” organizzate dal Comune di Faenza e dedicate al Centenario della prima edizione del libro di Dino Campana.

 

Nel mese di luglio del 1914 a Marradi esce dal tipografo Bruno Ravagli la prima edizione dei “Canti Orfici di Dino Campana, uno dei libri più emblematici, drammatici e dolenti della poesia italiana del Novecento.

Molto si è scritto sul libro e sul suo sfortunato autore, a partire dalla peregrinazione del manoscritto originale, “Il più lungo giorno”, consegnato dal poeta nell’autunno del 1913 a Giovanni Papini per una eventuale pubblicazione, e da questi dato ad Ardengo Soffici, condirettore della rivista Lacerba, che lo smarrisce. Campana in pochi mesi riscrive l’opera utilizzando precedenti abbozzi e vecchie stesure.

 

Pietro Lenzini ha incontrato Dino Campana “in tempi non sospetti” già agli inizi degli anni ’70, all’inizio del suo percorso artistico, realizzando i suoi primi studi grafici, le sue prime acqueforti raccolte in un ciclo dal titolo “Incontro senza tempo” dedicate espressamente al poeta.

E’ significativo che Lenzini, artista completo ed eclettico, forte delle sue esperienze come pittore, scenografo e scultore, abbia invece preferito la tecnica dell’incisione per restituire su carta il tormentato mondo interiore del poeta di Marradi: il segno inciso richiama con prepotenza il segno lasciato da Campana, permettendo a Lenzini di mettere a punto il suo personale linguaggio, nervoso e complesso, fatto di larghe zona d’ombra e di illuminazioni improvvise.

L’amore per Campana nasce in Lenzini anche dal comune amore per Faenza, la “vecchia città, rossa di mura e turrita”, dagli “archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato”, con la grande piazza che “ha un carattere di scenario nelle loggie ad archi bianchi leggieri e potenti”.

Per Campana, Faenza è solo il primo dei tanti luoghi del suo vagabondare, la prima tappa nella sua convulsa fuga da Marradi. Per Lenzini, invece, la città, pur non essendo il luogo di nascita (o forse proprio per questo), diviene una scelta consapevole, la casa, la terra dove abitare.

 

In mostra saranno esposte le sei incisioni del 1972 che compongono la cartella, accanto a disegni preparatori e ad altre incisioni successive ancora ispirate ai Canti Orfici e all’amore del poeta per Sibilla Aleramo.

 

BOTTEGA BERTACCINI
Corso Garibaldi, 4 - Faenza
Orari: 9,30-12,30 / 15,30-19,30
Chiuso domenica e lunedì mattina