Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

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"NOI SIAMO QUI": COME ROMPERE IL TABÙ DEL CANCRO

L’UO di Oncologia dell’Ospedale di Faenza, lo IOR e l’ISIA danno vita a un pro-getto innovativo di comunicazione

Domenica 09 ottobre 2011

Cancro, tumore, carcinoma, neoplasia, sono parole ancora avvolte nella bruma della paura, quasi non si potessero neppure pronunciare. Sinonimi di una malattia grave e, ancor di più, di un tabù. Eppure comunicare il male cattivo e tutto ciò che lo circonda è un passo importante per la prevenzione, per il rapporto fra medico e paziente, per rendere il territorio in cui si vive ancora più attento a questa realtà. Insomma: non si affronta questa battaglia con tabù e superstizione ma con la conoscenza e l’utilizzo ottimale delle risorse. Da questi presupposti, tutt’altro che banali, è nato un progetto per comunicare le attività e le peculiarità dell’Unità Operativa di Oncologia dell’Ospedale di Faenza, patrocinato dallo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) e con la collaborazione dell’ISIA. L’UO faentina, diretta dal Dottor Stefano Tamberi, è una struttura collocata nell’ambito del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Ausl di Ravenna che ogni anno visita 500 nuovi casi di tumore e tratta con terapie speci-fiche circa 400 pazienti. A queste attività, la struttura manfreda affianca una profonda riflessione sui problemi legati all’informazione, alla prevenzione e alla costruzione di un rapporto umano con il cittadino e paziente. Come comunicare tutto ciò, sgombrando il campo da per-niciosi luoghi comuni? Come spiegare al cittadino, anche al più sano, l’importanza sociale del-le risorse presenti sul nostro territorio? Da qui la sfida, raccolta dall’ISIA di Faenza, di rom-pere i tabù comunicativi legati al cancro.

A partire da novembre dello scorso anno, gli studenti del corso di comunicazione del primo anno secondo livello, guidati dal professor Roberto Ossani, hanno sviluppato 15 campagne di comunicazione. Lavori costruiti su tre linee guida. In primo luogo la chiarezza: ciò che si può comunicare si può anche capire. E ciò che si capisce fa meno paura. Secondo punto, anche se la diagnosi è infausta niente panico. All’UO di Faenza il cancro è una realtà che conoscono molto bene e sono in grado di garantire la mi-gliore terapia possibile. Terzo, ma non ultimo, questa realtà pubblica è sul nostro territorio, vicino a noi.

Il progetto presentato domenica 9 ottobre nel centro congressi Artemide di Castel San Pietro, in occasione del XXV Convegno dei Volontari e degli Operatori IOR. Nel corso della mattinata il dottor Vincenzo Erroi, direttore dell’Istituto Oncologico Romagnolo, premierà Martina Tiradossi e Angelica Ruggiero, vincitrici ex-equo.

Nell’ambito del progetto è stato anche sviluppato uno spot, nato all’interno del corso di Videomaking dell’università faentina, che sarà proiettato in anteprima nel corso della presenta-zione. Titolo del video: Noi siamo qui. A partire dal 10 ottobre il video, sviluppato su un’idea della studentessa Alessia Lusini, sarà visibile sul sito dello IOR (www.ior-romagna.it)