Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

IL GRUZZOLO DI FAENZA. UN TESORETTO DI MONETE DEL XVIII SECOLO

CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE E IMOLESE - FAENZA

21 aprile 2012 - 19 aprile 2013

Gruzzoli, tesoretti, ripostigli, nomi diversi con cui indicare monete o altri oggetti preziosi nascosti dai loro proprietari per evitarne il furto, la requisizione, la tassazione o il sequestro. Quello di Faenza, più di mille monete in gran parte in buona lega d'argento, racconta molte storie, fotografando la Faenza pontificia e la sua situazione socio-economica all'avvicinarsi dell'armata napoleonica,  e  illustrando un campionario pressoché esaustivo delle monete presenti sul mercato romagnolo intorno al 1796.
dal Museo/2012/contenitore_bccfaenza.jpgDurante un piccolo lavoro di ristrutturazione nello scantinato di casa, in un angolo del muro vicino al pavimento, senza rendermene conto ho colpito con il martello una ciotola di terracotta che si trovava in una nicchia creata tra le pietre. La ciotola, rotta nella parte superiore vicino al coperchio di ferro, lasciava cadere per terra delle monete. Una volta estratta dal muro, ho notato che la parte rimasta intatta della ciotola conteneva ancora molte monete, sistemate in verticale e incastrate in modo ordinato tra loro. Con grande stupore e curiosità ho estratto le monete, erano moltissime e non mi capacitavo di come potessero essere tutte contenute in quella piccola ciotola.” Così racconta Vittorio Gambi, proprietario dell'immobile situato nel centro storico di Faenza, ricordando l'emozionante momento della scoperta, del tutto casuale, avvenuta nell'ormai lontano 1993.
In questi quasi vent'anni, sono successe molte cose. Superato il primo momento di comprensibile sorpresa, il Sig. Gambi parla subito dell'inconsueto rinvenimento a un parente che a sua volta, conoscendo l'ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, li mette in contatto. Durante l'incontro, Gambi esprime la volontà di rendere pubblico il rinvenimento, consapevole di avere trovato qualcosa di importante per la storia della propria città.
Ricevute le monete, la Soprintendenza inizia lo studio del gruzzolo, a cui fa seguito una pubblicazione, diffusa solamente tra gli specialisti numismatici; nonostante resti del tutto ignota ai cittadini faentini e al grande pubblico, lo studio ha comunque il merito di rendere nota alla comunità scientifica questa importante scoperta.
L'occasione per condividerla con tutti si materializza quando il Credito Cooperativo ravennate e imolese, rispettando la volontà del rinvenitore, esprime l’intenzione di mostrare al pubblico il gruzzolo, corredandolo di una nuova pubblicazione che documenti in modo esaustivo il rinvenimento.
E quale luogo migliore di una banca per esporre questo piccolo tesoro? Pare quasi di sentire il sospiro di sollievo di chi, alla fine del XVIII secolo, aveva voluto nascondere, e quindi proteggere, questo bel gruzzolo di monete...
Il gruzzolo è composto da 1174 monete, di cui il 71% in buona lega d'argento (per un peso complessivo di kg. 1,749) e  il 29% di lega d'argento bassa, comunemente detta mistura (per un peso di kg. 1,191); le due monete residue sono in rame.
A parte 39 pezzi datati tra Clemente VIII (1592-1605) e Innocenzo XII  (1691-1700), il 3% di tutto il ripostiglio, il grosso del gruzzolo è stato emesso nel XVIII secolo, con il 1796, anno di coniazione di quella più recente, a fissare il terminus post quem della formazione di questo ripostiglio. La maggior parte delle monete appartengono allo Stato della Chiesa di cui Faenza faceva parte dai primi decenni del Cinquecento. Le emissioni più numerose sono quelle relative ai papi Clemente XI (1700- 1721), 108 monete, Clemente XII (1730–1740), 253 monete, Benedetto XIV (1740–1758), 373 monete, e Pio VI (1775–1799), 223 monete; a queste si aggiunge un piccolo nucleo di monete appartenenti ad altri Stati (il Granducato di Toscana, la Spagna e l'area germanica), nonché quelle coniate nelle sedi vacanti  del 1689, 1740, 1758, 1769 e 1774-1775.
Non deve stupire la presenza di monete provenienti da altri Stati, visto che per ovviare alla mancanza di monete in argento ed oro, lo Stato Pontificio consentiva all’interno del suo territorio la libera circolazione dei grandi nominali appartenenti a Stati esteri.
La mostra "Il gruzzolo di Faenza", collocata nella sala aperta al pubblico della Sede di Faenza del Credito Cooperativo ravennate e imolese, lo rende fruibile da chiunque sia interessato a una memoria storica che rimanda a un’economia di altri tempi, certamente più chiusa ma anche più fragile. La mostra delle monete è affiancata da un filmato multimediale che permette al visitatore di ricevere un’informazione completa di tutte le opere degli artisti locali –piccole e grandi– presenti all’interno della Banca situata nel cuore del centro storico di Faenza, in provincia di Ravenna.
Durante il week end che chiude la 14° Settimana della Cultura, si tiene inoltre l'iniziativa "Porte aperte alla BCC", visite guidate alle mostre "Il gruzzolo di Faenza" e "Piccoli tesori della Bcc:opere di maestri artigiani dal XVIII secolo a oggi" allestite nei locali del Credito Cooperativo ravennate e imolese. L'appuntamento è per sabato 21, dalle 10 alle 12, e domenica 22 aprile 2012, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30
Sabato 21 aprile 2012, dalle ore 17, presso il Teatro Masini di Faenza, in Piazza Nenni/Molinella n. 3, si terrà il convegno "Monete ieri, Moneta oggi", collegato alla mostra "Il gruzzolo di Faenza" e all'omonima pubblicazione curata da Michele Chimienti e da Chiara Guarnieri, archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna.
Il programma del Convegno prevede l'introduzione e la presentazione dei lavori a cura di Secondo Ricci, Presidente Credito Cooperativo ravennate e imolese, e Edo Miserocchi, Direttore Generale Credito Cooperativo ravennate e imolese. Dopo il video che sintetizza i punti chiave dell'esposizione, avrà luogo la presentazione del volume “Il gruzzolo di Faenza” a cura di Chiara Guarnieri, Archeologa e Direttore Coordinatore della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, e Michele Chimienti, Numismatico e studioso de "Il Gruzzolo di Faenza: un tesoro culturale".  Il Convegno si chiuderà con una conversazione sul tema “Dalle monete di ieri, alla moneta di oggi, l’Euro”, con Vera Negri Zamagni, professore ordinario di Storia Economica all'Università degli Studi di Bologna.
L'analisi delle monete e del loro stato di conservazione ha permesso a Michele Chimienti, a cui è stato affidato lo studio del complesso, di proporre un'ipotesi riguardo la formazione di questo tesoretto: si tratta con ogni probabilità del frutto di risparmi prolungati nel tempo e occultati in tutta fretta per scongiurare il pericolo che questo gruzzolo di denaro venisse requisito dalle armate di Napoleone.
Catalogo "Il gruzzolo di Faenza. La scoperta di un tesoretto settecentesco" a cura di Michele Chimienti e Chiara Guarnieri (Bononia University Press, 2012)

Credito Cooperativo ravennate e imolese - Piazza della Libertà n. 14
La mostra è visitabile negli orari di apertura della banca:  lunedì-venerdì  8.20 - 13.20 e 14.30 - 16.30
Apertura straordinaria in occasione della XIV Settimana della Cultura: sabato 21, dalle 10 alle 12, e domenica 22 aprile, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30
PER INFORMAZIONI: Credito Cooperativo ravennate e imolese - ufficio soci banca e territorio 331 1753966 - 0546.690157 - 0546.690178; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna