Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

YURI RAGAZZINI: VARIAZIONI DELLO SPETTRO

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

11 novembre - 2 dicembre 2012

22 opere in ceramica policroma realizzate dal 2000 al 2012

Ritratto Yuri RagazziniYuri Ragazzini, nato nel 1978, ha seguito i corsi dell'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza e poi ha collaborato con la Bottega Gatti, con l'Opificio Bertozzi e Casoni di Imola e con Ivo Sassi.

Scelte oculate che gli hanno permesso di entrare nella bottega fondata nel 1928 da Riccardo Gatti, maestro degli smalti a riflesso; nel laboratorio imolese dal quale sono uscite opere destinate alle Biennali di Venezia del 2009 e del 2011 e alle più importanti gallerie d'arte internazionali; nello studio dell'artista faentino che affermando “io sono la ceramica” intende ergersi a ultimo e unico detentore di specifiche conoscenze frutto di una lunga tradizione.

Queste frequentazioni, ben diverse tra di loro per interessi e finalità, sono state affiancate da una ricerca personale che ormai vanta un decennio di coerenti sviluppi caratterizzati da una predilezione per smalti preziosi e per magmatiche forme di derivazione largamente zoomorfa e fitomorfa.

Ragazzini, ricercando e lavorando, si è immesso, in realtà, in una lunga direttrice di marcia che proprio a Faenza ha trovato nel corso del XX secolo singolare affermazione sia per la presenza di artisti quali Angelo Biancini o Carlo Zauli; sia per il contributo dato dal Concorso Nazionale e Internazionale della Ceramica d'Arte che nel tempo ha virato da originarie vocazioni oggettuali verso l'arte tout court; sia per il costituirsi di un polo di attrazione per protagonisti del mondo dell'arte che in questo materiale hanno scoperto possibilità espressive non ottenibili altrimenti.

Il tutto verso la scultura con la ceramica.

Su questa direzione Ragazzini si è orientato, in prima battuta, con ipotesi di relazione tra un ignoto rappresentato dalle interrogative forme che assumono le manifestazioni di dati naturali totalmente indifferenti all'avventura umana e la necessità di confrontarle con moduli, spesso geometrici, frutto del pensiero e del raziocinio. Questo tentativo, già percorso da Leoncillo e da tanti suoi emuli nel corso del Novecento, sta, nelle opere più recenti di Ragazzini, trasformandosi in  una più piena accettazione di forze e forme che sono ben più forti dell'uomo e dei miti che lo hanno rappresentato o lo rappresentano. Senza più la necessità di una preventiva strutturazione della forma la liquidità dell'argilla può incunearsi agilmente nelle cavità di un universo interiore ed esteriore ancora sconosciuto o nascosto per poi solidificarsi in calchi misteriosi e inquietanti.

Si tratta delle ultime opere e in alcune di queste (Terra e cielo e Simbiosi del 2012) scompaiono gli ormai stanchi segni di una retorica dell'umanizzazione e si dispiega una più piena disponibilità a indagare per il puro piacere di farlo, sapendo di non sapere.

E' un viaggio senza meta e senza scopi prefissati. Proprio per questo ne vale la pena.

 

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
corso Mazzini 92

11 novembre – 2 dicembre 2012

Inaugurazione: sabato 10 novembre ore 18.00