Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza



Mostra “Ceramics Now! i grandi artisti della ceramica contemporanea”

(fino al 14 ottobre 2018)

Il MIC possiede la più grande raccolta italiana di ceramiche precolombiane, con affascinanti testimonianze provenienti dall’area peruviana, Messico e Costa Rica. La mostra, a cura di Antonio Aimi e Antonio Guarnotta, espone oltre 300 pezzi unici al mondo per raccontare la scoperta e la storia delle Americhe dalla parte dei vinti.


Visite guidate alla mostra: durata 1 h. Costo 50 € a classe
Destinatari: scuole secondarie di 1° e 2° grado


Workshop: durata: 2 h. Costo 5 € a ragazzo.
Destinatari: scuole secondarie di 2° grado.


NEL SUO GIARDINO > Africa

L’opera di Ngozi-Omeje Ezema è dedicata alle impronte dell’inconscio lasciate da desideri, sogni ed utopie. L’artista nigeriana parte da un esame della condizione femminile e delle speranze inappagate, offrendo lo spunto per una riflessione sul terzo mondo e sulla percezione che la società del benessere ha di quest’ultimo. In laboratorio decodificheremo i codici estetici dell’opera per proporre una citazione di quest’ultima attraverso la realizzazione di stratificazioni e frammenti ceramici con argille diverse tra loro: daremo vita, a crudo, ad una installazione di gruppo che potrà rievocare un paesaggio, uno skyline o una dimensione  naturale. Quando i manufatti saranno cotti ciascun ragazzo, autonomamente, li assemblerà secondo una modalità suggerita dall’installazione in mostra, per riflettere sul proprio lavoro e, allo stesso tempo, su quello dell’artista.

 

GRANDIOSA FRAGILITÀ > Taiwan

Il lavoro del taiwanese Hsu Yunghsu è di grande liricità e di straordinaria complessità pur nel suo aspetto armonico e sottile. Ci si avvicina facilmente a queste forme morbide ed accoglienti per poi lasciarsi avvincere da meandri compressi e da una dimensione dinamica e pulsante. Commuovono e intrigano allo stesso tempo, le tracce lasciate dalle impronte delle dita che aggiustano e cuciono tra loro il corpo e le
sue fratture. Dopo aver riflettuto sulla complessità dei procedimenti operativi e sulla straordinaria potenza evocativa dell’opera, in laboratorio ripeteremo parte del procedimento tecnico, semplificandolo ed adattandolo ad una superficie di argilla bianca che accoglierà segni, impronte e ritmi su una lastra di cui sperimenteremo le potenzialità scultoree e dinamiche.

 

GLI ANTENATI > Israele

Efrat Eyal, delicata artista israeliana, propone un’opera di grande impatto estetico in cui proietta immagini che lei chiama “fantasie materiali” e che sembrano trascendere gli aspetti puramente fisici e chimici dell’argilla: cornici frammentate accolgono tracce di volti frastagliati che ricordano i procedimenti della fotoceramica ed evocano come in sogno memorie di avi ed antenati. Partendo da queste suggestioni, in laboratorio lavoreremo con tecniche miste per ottenere un approccio creativo e polimaterico all’argilla partendo da una tecnica di stampa a monotipo per arrivare a sperimentazioni plastiche nell’esecuzione della cornice e del supporto ceramico.