Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LA COLLEZIONE BRUNORI

La donazione Marisa Gasparini in memoria del marito Gabriele Brunori (1933-1998)

Lunedì 08 marzo 1999

Fin dalla sua nascita il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è cresciuto e si è arricchito grazie alla generosità di numerosi collezionisti. Tra le donazioni giunte nel secolo scorso, trova un posto di pregio la collezione Brunori, pervenuta nel 1999 attraverso le disposizioni testamentarie di Marisa Gasparini in memoria del marito Gabriele Brunori (1933-1998).

 

Stimato restauratore di ceramiche, oltre che mercante d’arte, Gabriele Brunori era conosciuto nel mondo dell’antiquariato e del collezionismo come “il medico dei cocci”. Nella sua bottega in centro storico a Bologna, oltre che appassionati collezionisti o clienti in cerca di aiuto con opere frantumate in pezzi, passavano anche numerosi antiquari che incitavano, senza successo, il restauratore a cedergli opere della sua nota collezione di oggetti d’arte decorativa, custodite nella sua dimora bolognese.

 

La collezione arrivata al Museo di Faenza comprende pregevoli maioliche, terrecotte, terraglie e porcellane, tra le quali si ricordano le belle maioliche del Settecento italiano, il bassorilievo in terracotta con la “Fuga in Egitto” dello scultore bolognese Giuseppe Maria Mazza, le porcellane delle manifatture Ginori a Doccia, di Geminiano Cozzi a Venezia e infine quelle napoletane.

Oltre alle ceramiche trovano parte anche altri importanti oggetti d’arte quali: mobili, quadri, sculture, vetri, avori, coralli, smalti, disegni, tappeti e la sua biblioteca d’arte al completo.

 

Già dal suo ingresso la collezione Brunori è stata inclusa nel percorso museale e integralmente esposta fino al 2004, in seguito è andata ad arricchire le varie sezioni del Museo.

 

La pubblicazione sul web dell’intera collezione vuole restituirle un’ideale integrità e rimarcare il gusto, la competenza e la sensibilità con cui Brunori ha formato la sua mirabile raccolta di opere d’arte.