Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LA DONAZIONE DEL MARCHESE PAOLO MEREGHI

Martedì 04 agosto 1953

Paolo Mereghi (1871-1953) apparteneva a quel mondo colto e raffinato dell’aristocrazia italiana della fine dell’Ottocento, partecipe e talora protagonista del mondo letterario ed artistico in senso lato; dai frammenti biografici raccolti sulla sua personalità si intuisce che Mereghi era dotato di una profonda e sensibile cultura artistica. Intensa fu la sua passione di musicofilo e altresì il suo gusto dilettevole (“per ammazzare la noia”) per le lettere: ne sono testimonianza i libretti con versioni degli autori classici, alcune in metro italiano ed altre in vernacolo romanesco, date alle stampe in edizioni fuori commercio, solo per lasciare ricordo di sé agli amici.

 

All’arte della ceramica il marchese Paolo Mereghi aveva votato un interesse particolare già a partire dalla fine degli anni ’20 del secolo scorso, epoca a cui risale il primo e più cospicuo nucleo della sua raccolta. Mereghi fu naturalmente tra i collezionisti che, nel secondo dopoguerra, non rimasero indifferenti alla nobile gara sollecitata dal Ballardini per ricomporre al più presto le collezioni del Museo dopo il disastroso bombardamento del 1944: ne è conferma l’incremento sensibile dei suoi doni dal 1945 al 1949. Nel 1945-‘46, insieme alla decisione di donare porcellane e quadri ai Musei Capitolini e all’Accademia di San Luca, matura anche quella di lasciare al Museo di Faenza la sua raccolta di ceramiche, che custodiva nella “stanza dei vasi” nella sua dimora romana.

 

La donazione del 1953 si compone di 208 esemplari, comprensiva di maioliche italiane ed europee (per la maggior parte di produzione centro italiana del Cinquecento, affiancate da altri significativi capi dei principali centri ceramici italiani e da cinque esemplari europei) e ceramiche orientali (una trentina di ceramiche ottomane, cinque porcellane cinesi e due potiches veneziane a cineserie).
L’integrità della collezione, entrata al Museo come legato, è recuperabile nel catalogo edito dal Museo nel 1987, a cura di Carmen Ravanelli Guidotti (Donazione Paolo Mereghi. Ceramiche europee ed orientali, Grafis Edizioni), a testimonianza di un’illuminata e preziosa raccolta privata divenuta patrimonio comune.