Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

PAGANI ZONDA

arte, design e tecnologia

PAGANI ZONDA
21 giugno - 30 settembre 2009

La presentazione della Zonda della Pagani Automobili si inserisce in un quadro di rinnovate attenzioni del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza al mondo del design: un aspetto della progettualità che in Italia, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, ha dato segni di grande vitalità e ha espresso figure di notevole rilievo.

 

Dopo l’evento “Motociclette e ceramiche: fra tecnologia e design (1904-1940)” del 2006, dedicato all’età d’oro del motociclismo e ad accostamenti con la ceramica futurista, il MIC ospita una delle esperienze di maggior significato del design italiano in campo automobilistico.

 

Motore creativo del progetto della Zonda è Horacio Pagani, italo-argentino, che inizia giovanissimo a sviluppare progetti di design. Entra da protagonista nel mondo dell’auto realizzando, a 22 anni, una monoposto di Formula 2. Trasferitosi in Italia, lavora in Automobili Lamborghini, contribuendo alla progettazione e allo sviluppo di numerosi modelli tra cui spiccano i famosi Countach Evoluzione, Anniversary e Diablo. Nel 1991 fonda Modena Design, azienda all’avanguardia nell’applicazione dei materiali compositi. Nel 1998 dà vita a Pagani Automobili, marchio con il quale presenta il progetto Zonda, supercar dal design innovativo con carrozzeria interamente realizzata in fibra di carbonio. Il concetto di design applicato nella sua Compagnia si ispira alla filosofia Rinascimentale di Leonardo Da Vinci che vedeva l’arte e la scienza fondersi insieme.

 

Progettare una vera automobile sportiva richiede ingegno umano e competenza tecnica. Progettare un sogno significa interpretare con la tecnologia una visione ideale. L’impresa di tradurre il sogno in realtà aveva il sapore delle sfide d’altri tempi, quelli leggendari dei grandi campioni della pista, che facevano delle proprie vetture una ragione di vita. Il più grande di tutti, Juan Manuel Fangio, raccolse la sfida insieme a Horacio Pagani, esaminando con lui i progetti e i modelli che via via definivano lo stile della Zonda. Fu grazie al grande uomo che nacque l’incontro con Mercedes-Benz, tuttora fornitrice del potente propulsore 12 cilindri.

 

Modena Design nasce per rispondere alla crescente richiesta di servizi di design, progettazione, engineering, costruzione di modelli, stampi e prototipi. Horacio Pagani trasmette al suo gruppo la passione e un ostinato rigore sul lavoro, coniugando un difficile compromesso tra arte e tecnologia. La paziente manualità da artisti rinascimentali combinata a tecnologie da F.1 permette a Modena Design di essere all'avanguardia nella progettazione e nella realizzazione di prodotti in materiali compositi, il partner ideale per le aziende che operano nei settori commerciali, sportivi e agonistici in cui la richiesta di soluzioni innovative è in costante crescita. L'esperienza accumulata ed una incessante ricerca hanno permesso a Modena Design di collaborare con grandi aziende tra cui Dallara, Ferrari, Aprilia, Berman, Lange e Renault.

 

Dalle parole di Horacio Pagani:

 

«Mi sia permesso raccontare la storia di Zonda C12.

Gennaio 1988. Fangio invita a cena un gruppo di amici.

Quella sera, immaginando un’auto inspirata alla sua vita, un grande amico comune, Juan Manuel Bordeu mi disse: “Horacio, disegna un’auto con il nome Fangio”...

Fangio mi disse: “Sono grato a tutti quelli che mi hanno dato la possibilità di correre, di vincere, però la mia massima riconoscenza va alla Mercedes Benz. Io sono un uomo Mercedes. La macchina deve avere questo motore, ricordalo, se un giorno la farai”.

Nell’agosto ‘88 feci vedere a Fangio il mio primo disegno. Si parlava di un motore Mercedes 12CC e avevo ipotizzato un lay out con questa soluzione. Solo nel ’92 incontro la concentrazione, la tranquillità e l’ispirazione necessarie per disegnare la vettura. La presento a Fangio; ricordo ancora l'espressione, lo sguardo che accompagnarono la sua approvazione. Mi dissi con chiarezza: “Tutti i progetti sono interessanti quando smettono di esserlo per trasformarsi in realtà”.

Il compito non era facile. Creare una vettura unica che riflettesse quei valori obiettivi e soggettivi di un uomo unico. Il design della Super Car doveva essere originale, ispirato alle vetture Sauber Mercedes del gruppo C. La linea di Zonda, che doveva esprimere nuovi e vecchi concetti, è nata in pochi giorni. Il nostro difficile obiettivo era quello di creare una vettura senza tempo, con forme e particolari fortemente emotivi e, nello stesso tempo, armonici. Forme esagerate ma morbide, senza la banalità del troppo tondo. L’abitacolo, piccolo fuori come un cacciabombardiere e confortevole dentro.

L’applicazione di tecnologie di F.1, il telaio e la carrozzeria in materiali compositi avanzati, patrimonio consolidato della Modena Design, hanno permesso di realizzare una vettura molto rigida e leggera senza sacrificare il comfort. Il carbonio è stato utilizzato in maniera razionale secondo i dettami dei 15 anni  di esperienza.

Il nostro obiettivo era quello di far esprimere al carbonio sia l’arte che la tecnologia, mani esperte lo hanno lavorato seguendo questa filosofia. In più, compito importante fu esaltare la natura dei materiali utilizzati.    

Zonda: è stata, per il nostro team, una complicata ricerca di idee semplici.»

 

In mostra un grandioso esemplare della Zonda e alcuni elementi di particolare e ricercato design cui non è estranea la ceramica.