Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

SUPERFICI D’AUTORE

Le eccellenze del design internazionale applicato alla ceramica industriale

SUPERFICI D’AUTORE
23 settembre - 9 ottobre 2016

Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, in concomitanza con due delle più importanti fiere dedicate alla ceramica in Italia: il Cersaie a Bologna e  Tecnargilla a Rimini, mette in mostra i lavori di quattro marchi noti dell’industria ceramica: CEDIT -  Ceramiche d'Italia del gruppo Florim, Lea Ceramiche, Mutina e Ceramica Sant’Agostino che hanno scelto di investire nella produzione di alcune linee di superfici progettate da designer di importanza internazionale.

“Superfici d’autore”  è il titolo della mostra, che inaugura al MIC di Faenza alla presenza di Giovanna Cassese, presidente dell’ISIA Faenza e l’architetto e designer David Palterer, il 22 settembre, alle 19,e che raccoglie le migliori produzioni di CEDIT -  Ceramiche d'Italia del gruppo Florim, con i lavori realizzati da Barbara Brondi & Marco Rainò, Marco Casamonti, Giorgio Griffa, Franco Guerzoni, Matteo Nunziati, Giorgia Zanellato&Daniele Bortotto; di Lea Ceramiche con Diego Grandi e Patrick Norguet; di Mutina con Barber&Osgerby, Ronan&Erwan Bouroullec, Raw Edges, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka e di Ceramica Sant’Agostino con Philippe Starck.

Al MIC di Faenza sarà quindi possibile, dopo un breve excursus storico con esempi appartenenti alla collezione permanente, vedere le eccellenze del design internazionale applicato alla ceramica industriale.

 

“Nel settore industriale ceramico quando si parla di Design si pensa subito a una produzione italiana. – commenta Eugenio Emiliani, Presidente della Fondazione MIC di Faenza - L'Italia pur calando negli anni la quantità della sua produzione, ha sempre cercato di mantenere o crescere la qualità della stessa e questo ha spesso comportato la collaborazione fattiva con Designer e Artisti. L'evoluzione della tecnologia verso i grandi formati e le lastre ha dato alle aziende, pronte ad investire, le armi per accrescere il proprio posizionamento sui mercati internazionali, attraverso lo studio di prodotti che sanno aggiungere alle migliori qualità tecniche anche una raffinata e moderna qualità estetica. A Faenza abbiamo voluto mettere in mostra i progetti di alcune di queste, realizzati assieme a importanti Designer internazionali, per fare capire quale è il miglior livello della produzione nazionale attuale e quali ulteriori spazi può aprire la ceramica alla architettura moderna”.

 

Sinonimo per oltre cinquant’anni di sperimentazione materiale e ricerca stilistica in ambito ceramico, CEDIT -  Ceramiche d'Italia del gruppo Florim, è tornata ad essere protagonista con una nuova produzione, frutto della collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi nomi della creatività Italiana contemporanea. Un viaggio tra tessuti, simboli, erosioni, materie e memorie raccontato attraverso lo sguardo e la creatività di artisti e designer, eccellenze italiane nel mondo appartenenti a generazioni differenti. Universi nascosti che emergono in letture e reinterpretazioni personali innovando l’idea di spazio architettonico, il senso del luogo e del tempo, dell’abitare. A Faenza sono esposti i progetti di Barbara Brondi & Marco Rainò | BRH+, Marco Casamonti | Archea Associati, Giorgio Griffa, Franco Guerzoni, Matteo Nunziati, Giorgia Zanellato & Daniele Bortotto | Studio Zanellato Bortotto, presentati al Fuorisalone di Milano.

 

Mutina, nel 2005, intraprende un percorso nuovo: quella del progetto d’autore, della produzione sartoriale che unisce tecnologia e fatto a mano, della sperimentazione che è anche sfida ad andare oltre i limiti della materia, della ricerca imprescindibile dell’alta qualità del prodotto finale. Accompagnata da un modo inedito di guardare alla ceramica, non più semplice rivestimento ma essa stesso progetto d’interior design. A Faenza Mutina espone i lavori di alcuni dei suoi migliori designer: Barber & Osgerby, Ronan &Erwan Bouroullec, Raw Edges, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka. La loro sfida comune è sperimentare l’infinita gamma del bianco, del nero, dei neutri. I non colori diventano tonalità da coordinare, accostare, contrastare o scegliere come total look. Il lavoro è frutto di una continua ricerca: testare quali tra le lavorazioni artigianali e industriali, frutto delle tecnologie più avanzate, siano le più adatte per produrre rivestimenti ceramici da parete e da pavimento, per vestire le architetture come una seconda pelle.

 

Lea Ceramiche a partire dagli anni 2000 inizia la collaborazione con architetti e designer di fama mondiale grazie ai quali emerge sempre più chiaramente l’enorme potenziale della ceramica e del grès porcellanato. Il loro apporto creativo supportato dal know-how e dal desiderio di sperimentare dell’azienda, offrono una nuova interpretazione del prodotto ceramico. Lea Ceramiche propone due designer che recentemente sono stati alla ribalta: Patrick Norguet con la collezione “Naive Slimtech” che trae ispirazione da una tecnologia d’avanguardia in un incontro fra design e tecnologia, fra artigianato e industria, fra grès porcellanato e smalti.

E Diego Grandi con Type 32 Slimtech, che è stato insignito lo scorso giugno della Menzione D’Onore del Compasso d’Oro ADI 2016, storico e autorevole riconoscimento per il design a livello internazionale, nato da un’idea di Gio Ponti e giunto alla sua XXIV edizione. Con Type 32 Diego Grandi, sorprende con un gioco di grafismi proposti in 4 varianti cromatiche che danno origine ad infinite combinazioni e ad una originale ed insolita variante di pavimento decorato.

 

Infine Ceramica Sant’Agostino presenta Flexible Architecture di Phillippe Starck.

Il progetto nasce dalla visione poetica che Philippe Starck ha sull'origine del prodotto ceramico: «Ho scelto di disegnare un prodotto ceramico perché mi piacciono le belle storie. Immagino il primo uomo, la prima donna, che con del fango e dell'acqua miscelati e poi messi nel fuoco, in un forno, all'improvviso, hanno assistito al miracolo di questo meraviglioso materiale che prendeva forma. Tutto ciò è fantastico perché è aristocratico, nobile, perché è la storia stessa dell'umanità, perché è l'intelligenza.., il genio dell'umanità.»

Da questa riflessione è nata una collezione dal carattere forte ed estremamente innovativo, in grado di affermare una nuova visione nel panorama ceramico; una vera e propria rivoluzione per il panorama progettuale e per il modo di concepire l'utilizzo della ceramica in architettura.

 

A contestualizzare il percorso in mostra saranno esposte circa 50 piastrelle provenienti dai depositi del MIC di Faenza di aziende (Cedit, Ceramo, Gabbianelli, Cooperativa di Ceramica di Imola, La Faenza, Corallo, Richard Ginori, Omega, Nuova d’Agostino) che dagli anni sessanta in avanti hanno fatto ricerca insieme ad importanti designer come Ettore Sottsass, Federica e Marco Zanuso, Paolo Tilche, Francesco Coppola, Ugo La Pietra, Danilo Brugiani, Bruno Munari, De dominicis-Manini-Vegni, Enzo mari, Lupi-Guidotti, Gio Ponti, Marco Duina, Armando Chitolina, Roberto Arioli, Maria Luisa Belgioioso, Noti Massari – Renato Toso, Sergio Calatroni, Antonio Bullo, Augusto Betti, Gianfranco Morini, Alessandro Mendini, Giorgietto Giuggiaro, Gae Aulenti, Lodovico AsirelliStudio original Designer’s 6R5 Network.


La mostra rimane allestita fino al 9 ottobre.


La mostra è resa possibile grazie al contributo fondamentale di Sacmi, in collaborazione con Confindustria Ceramica, Cersaie, Acimac e Tecnargilla.