Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

ALESSANDRO ROMA: VERTIGO. WALKING ON THE EDGE OF THE TONE

A cura di Irene Biochini

ALESSANDRO ROMA: VERTIGO. WALKING ON THE EDGE OF THE TONE
13 settembre - 21 ottobre

La mostra personale di Alessandro Roma, che inaugura il 12 settembre 2018, ore 19, è il risultato di una collaborazione durata oltre un anno con l’artista che ha vissuto, frequentato e prodotto all’interno degli spazi del museo.

 

All’interno del programma di mostre dedicate allo stretto contemporaneo -  inaugurato già nel 2011 e in cui gli artisti venivano chiamati per costruire un dialogo con la collezione del museo -  Vertigo apre ad una nuova metodologia in cui il Museo non è solo ospite, ma parte integrante della costruzione progettuale dell’intervento. Nel corso dell’anno di costruzione della mostra, infatti, Alessandro Roma ha dialogato con il personale del Museo, ha esaminato l’archivio fotografico, esplorato i depositi, passeggiato tra le vetrine e consultato i volumi unici della biblioteca. In altri termini, l’artista ha avuto accesso alle numerose risorse scientifiche ed operative della struttura faentina che rimane un caso unico all’interno della scena mondiale per vastità geografica e cronologica delle collezioni.

 

Questa frequentazione continuativa ha generato la produzione di otto nuovi lavori in ceramica, prodotti all’interno del laboratorio didattico del Museo Internazionale delle Ceramiche, fondato da Bruno Munari. Come era stato nel progetto di Munari, in cui artisti contemporanei dialogavano direttamente con la struttura, il MIC ha in questo caso prodotto i lavori esposti all’interno della mostra Vertigo. Walking on the edge of the tone.

 

La costruzione lenta e progressiva della mostra ha permesso di poter integrare le ceramiche prodotte a Faenza con un anno di ricerca dell’artista, dando vita ad un ‘gorgo’ immaginativo in cui pittura e ceramica si fondono in un’installazione ‘all over’ pensata site specific. All’interno degli spazi interrati del Museo, infatti, le grandi stoffe dipinte da Alessandro Roma nell’ultimo anno si presentano come un progetto ambientale che amplifica la forza cromatica delle ceramiche. Lo spettatore che attraversa lo spazio è esposto ad un labirinto pittorico in cui perdere, serenamente, l’orientamento.

 

Seguendo la linea segnata dalla mostra Ceramics Now, in cui la ceramica contemporanea viene presentata nei suoi molteplici linguaggi e declinazioni, l’ambiente di Alessandro Roma ridiscute l’idea di pittura, scultura e produzione ceramica. Ripartendo da questa continuità indistinguibile, il catalogo della mostra (prodotto con il prezioso contributo di z2o Sara Zanin Gallery di Roma e la Yamamoto Keiko Rochaix di Londra) presenta gli scatti dell’installazione site specific  e le ricerche che Alessandro Roma ha condotto negli ultimi anni. All’interno del catalogo i contributi di Irene Biolchini, curatrice della mostra, e di Marina Dacci, che da anni segue il lavoro dell’artista.

 

Alessandro Roma (Milano, 1977)

Dopo aver trascorso  alcuni anni a Londra ora  vive e lavora a Milano. Ha studiato all’Accademia di Brera e successivamente ha partecipato a una residenza artistica alla Künstlerhäuser Worpswede (Germania). Nel 2007 ha preso  parte alla IV edizione dell’ International Painting Prize, Diputación de Castellón del Museo de Bellas Artes de Castellón. Il suo lavoro è stato esposto musei e gallerie internazionali tra cui: Biennale di Praga (2009) , Mart di Trento e Rovereto con la personale  Humus (2011).

Tra le sue mostre personali si ricordano: Vertigo. Walking on the edge of the tone, MIC Museo della Ceramica a cura di I.Biolchini, Faenza (upcoming); The vivid dream,  Yamamoto Keiko Rochaix gallery, Londra (2017) ; Swamp, Museo di Villa Croce, Genova (2016); One foot in the world and the other in the stillness, Z2o Sara Zanin Gallery, Roma (2016); Solo show Sobering Gallery, Art Brussels, Bruxelles (2015); Solo show, Coburn project, Londra (2015); Locus amoenus, Sobering gallery, Parigi (2014); Organizzazione organica di forme, Contemporary art Museum, Lissone (2014); Enclosure, Paradise Row gallery, Londra (2013); Il sole mi costrinse ad abbandonare il giardino, Brand New Gallery, Milano (2012); Unfolding the Folds, Galerie Alexandra Saheb, Berlino (2011); Sites of action, Scaramouche gallery, New York (2011).