Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

OMAGGIO ALL'ARTE CERAMICA TEDESCA

Opere dalla Collezione del MIC

OMAGGIO ALL'ARTE CERAMICA TEDESCA
31 agosto - 9 settembre 2018

Nella Project Room del MIC è stato allestito un piccolo omaggio alla storia dell’arte ceramica tedesca attraverso le opere delle Collezioni retrospettive e moderne del museo. Diversi sono già i pezzi esposti in maniera permanente nelle sale del MIC (Sala Europa - Sala 13) e parte si trovano nel grande patrimonio nascosto dei depositi, il museo nel museo.
La storia ceramica tedesca si lega in parte ad una produzione in maiolica ma ciò che la rende davvero popolare è la produzione in grès salato associata ai famosi boccali da birra, già a partire dalla fine del XIV secolo in Renania e nel Westerwald.

La vera rivoluzione che cambiò la storia della ceramica europea e collegata alla storia della ceramica tedesca fu la scoperta e l’affermazione della porcellana a pasta dura: nel 1708-10 fu impiantata la prima manifattura europea di porcellana a Meissen in Sassonia. In breve tempo sorsero numerose manifatture, sia in Germania (Fürstenberg nel 1747, Berlino nel 1751, Frankenthal nel 1753, Ludwigsburg nel 1758) che nel resto d’Europa. La produzione in porcellana per tutto il Settecento si adeguò alla moda delle “cineserie”, per poi sviluppare un filone di gusto occidentale con la predominanza degli ornati floreali, piccole sculture di genere, servizi da tavola, con vasellame dalle nuove forme legate al consumo di bevande “esotiche” (caffè, tè e cioccolata), importate dall’Oriente e dal Messico nel XVI-XVII secolo. Fino al XIX secolo si alternarono differenti manifatture, assecondando le mode dell’epoca.

Nel XX secolo una interessante produzione è quella legata alle ceramiche appartenenti alla Repubblica di Weimar. Questa singolare produzione ebbe una durata molto breve (1919 – 1933), e vide l’industria tedesca operare con designers formati presso l’avanguardistica scuola del Bauhaus. La progettualità legata alla ceramica d’uso fu una delle chiavi di lettura per un’innovazione legata alla produzione di massa. Costruttivismo, neoplasticismo, astrazione furono i principi su cui si fondarono le vivaci decorazioni a spruzzo con sagoma degli oggetti d’uso. Tra le principali manifatture coinvolte sono da segnalare C&E Carstens di Gräfenroda, la Lehmann&Sohn, la Grünstadt, la E. Werner&Co di Bunzlau, la più nota Villeroy&Boch di Torgau, Bonn, Dresda e Mettlach, la J. Paul&Sohn di Bunzlau, la Chr. Carstens di Neuhaldensleben, solo per citarne alcune tra le più prestigiose. Con i proibizionismi legati all’arte contemporanea “degenerata, comunista e non tedesca” della seconda metà degli anni ’30, questa ricca produzione fu interrotta a favore di forme e decori più tradizionali.

La memoria di questa gloriosa esperienza continuò nel dopoguerra grazie alla manifattura Rosenthal di Selb. Essa si è caratterizzata negli anni per una linea di raffinato design coinvolgendo artisti, architetti, designers che hanno proposto nuove linee di prodotto divenute negli anni riferimento per numerose manifatture internazionali.

 

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