Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

MUSICA DI SMALTO

La mostra aprirà a settembre al Guandong Museum of Art di Canton e, a ottobre sarà al Teatro Regio di Parma

8 settembre - 29 ottobre 2006

Dopo il successo ottenuto nel 2004 all’interno del progetto di collaborazione tra il Museo Internazionale delle Ceramiche ed il prestigioso Maggio Musicale Fiorentino, in occasione del quale fu ospitata nella Sala delle Reali Poste alla Galleria degli Uffizi a Firenze, la mostra Musica di smalto è ora attesa in Oriente.

Dall’8 al 24 settembre al Guandong Museum of Art di Canton (Cina) nell’ambito della "Fiera della piccola e media industria" che ha luogo a Canton nell’anno che i due governi hanno proclamato Anno dell’Italia in Cina 2006, si potranno ammirare 25 capolavori in maiolica, opere “istoriate” con dilettevoli frasi d’amore ed epiteti romantici,di cui s’adorna la maiolica gradita nell’età dell’Umanesimo. Accanto a queste saranno esposte 6 opere di artisti contemporanee realizzate da noti faentini: Carlo Zauli, Ivo Sassi, Gianna Boschi, Goffredo Gaeta, Emidio Galassi e il greco Panos Tsolakos. La mostra verrà onorata dalla visita del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e della intera delegazione rappresentata dagli assessori per sottolineare un esempio tra i più positivi dell’attività museale della nostra Regione. E’ attesa peraltro anche la presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi. La mostra si avvale del contributo finanziario decisivo della Regione Emilia Romagna e dell’aiuto della Sacmi di Imola. La mostra Musica di smalto sarà nuovamente pronta a catturare l’attenzione del pubblico italiano, tornando in Italia per la sua terza tappa prevista dal 3 al 29 ottobre nello splendido scenario del Teatro Regio di Parma.

Questa mostra tematica di taglio multidisciplinare curata da Carmen Ravanelli Guidotti, Conservatore alle collezioni retrospettive del MIC si propone nei suoi intenti di andare a sondare la qualità dei rapporti tra la ceramica e la musica, soprattutto di dimostrare quanto la ceramica non abbia mai rinunciato attraverso i secoli ad accostarsi alla musica, così da evocare, celebrare, esaltare l’arte musicale e i suoi strumenti, legandoli ai protagonisti delle “istorie” profane e bibliche, delle allegorie profane, dei “trofei” cinquecenteschi. L’argomento dunque coinvolge col suo fascino evocativo specie se si va ad indagare il rapporto tra ceramica e musica allargando alle immagini del mito e della realtà, a quell’universo delle Muse posto in onore dalla maiolica “istoriata”, che finì col comprendere e tramandare anche immagini del costume, consuetudini, curiosità. Non meno interessante è osservare quella che da sempre appare come una gara impossibile tra visivo della ceramica e sonoro della musica, tra forma e contenuto, forse tra corpo e anima.

Tuttavia questa rassegna, che si compone di venticinque opere, è poco più che uno sguardo su ciò che è stato recepito e trasfuso dai maiolicari del mondo della musica, dai suoi aspetti aulici fino alle espressioni più popolari. Non si poteva infatti offrire una lettura complessiva e completa dell’argomento spaziando in tutta la maiolica italiana, dal Medioevo in poi: questa ricerca è maturata pertanto fondamentalmente attraverso la messa a fuoco di un ridotto ma sceltissimo gruppo di opere disponibili sull’argomento nelle raccolte del Museo faentino. Si vedrà comunque come la maiolica possa essere un indicatore significativo dell’uso e del disuso di precisi strumenti attraverso i secoli ed altresì sia alveo di conservazione incorruttibile nel tempo di immagini della realtà del tempo: si vedrà, ad esempio, come nel Rinascimento fossero diffusi i liuti e la viella (o lira da braccio), così l’organo, sia portativo sia positivo, che invece non riscontriamo più dalla maiolica barocca in poi, mentre il violino si attesta soprattutto nella maiolica del Settecento.

Il tema di questa esposizione può offrirsi come evasione di raro piacere catturando chi guarda in un attraente gioco di “istorie” ed atmosfere, in una rara osmosi di un’arte - la musica - nell’arte, la ceramica. Splendidi vasellami di terre vulgari, di non vulgare artifizio mostreranno quanto sappiano ancora oggi porsi come espressione di gusto, di eleganza, di seduzione, al punto che vien proprio voglia di lasciare il congedo alle parole di smalto imperituro, della coppa musicale che qui ancora oggi canta: Segui il cuor e non restar.

E’ motivo di particolare orgoglio per il museo faentino – per la direttrice del MIC Jadranka Bentini-vedere ospitata a Canton una mostra tematica sul rapporto tra l’arte musicale e la ceramica italiana dei secoli XVI- XVIII, progettata e prodotta internamente.

“…un evento che contribuisce a suggellare – afferma il Presidente della Fondazione MIC Pier Antonio Rivola - i rapportitra l’Italia e la Cina, culla di una millenaria, straordinaria tradizione ceramica.” nell’anno dell’evento “Italia Cina 2006”