Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Delle gentili donne di Faenza

Studio del ritratto sulla maiolica faentina del Rinascimento

16 settembre - 29 ottobre 2000

PALAZZO ESPOSIZIONI - Corso Mazzini 92. Faenza

La mostra, a cura della Dott.ssa Carmen Ravanelli Guidotti, prende il titolo dalla felice operina letteraria "Stanze in lode delle gentili donne di Faenza", oggi pressoché dimenticata, scritta dall'insigne letterato faentino Messer Giulio Castellari, e stampata da Antonio Manuzio a Venezia nel 1557, vuole fare una panoramica della maiolica "d'amore", cioè presentare quelli che sono le testimonianze, i "pegni d'amore", che venivano fatti per i matrimoni dal XV al XVI sec. circa.

L'opera - ed il suo titolo ammiccante - mostrava tutte le prerogative culturali per offrirsi quale stimolante occasione di studio per i cultori della materia e di attraente richiamo sul pubblico più vasto, intorno a ciò che ha rappresentato la donna, la "bella" ed il suo "ritratto" sulla ceramica faentina del Rinascimento che in generale ha, come è noto proprio nella poesia d'amore il suo sostrato letterario.

Essendo un genere "amatorio", o se si preferisce "gamelio" cioè nuziale, tra i ritratti femminili ci saranno anche dei busti virili, come confermano sia i materiali dei contesti di scavo sia i vasellami del collezionismo, in cui vediamo rappresentati i due giovani nubendi, a singola figura oppure in coppia, regolati secondo gli stessi meccanismi compositivi.

Il termine "ritratto", è bene chiarire, sarà sempre indicato tra virgolette: ciò a sottolineare che di "ritratto" vero e proprio non si tratta, ma che ci si trova in presenza di profili, femminili e talvolta maschili, nei quali non si perseguono intenti di caratterizzazione espressiva o di restituzione fisionomica a somiglianza del personaggio, quanto piuttosto di ideali di bellezza serena, idealizzata e astratta: quasi personificazioni di stati dell'animo: pensosità, malinconia, mitezza, soavità, dolcezza, fermezza, ecc. rafforzati dall'accostamento dell'epiteto "bella", il più ricorrente accanto al nome poiché da solo riesce a sintetizzare le qualità capaci di appagare l'animo attraverso i sensi amorosi, in quanto oggetto di meritata e degna contemplazione.

Complessivamente il genere delle "belle" ed il cosiddetto "vasellame d'amore" in senso lato prendono piede a Faenza verso l'ultimo quarto del '400, nel momento in cui si registra nella ceramica, sia essa maiolicata o ingobbiata, il passaggio a stili esclusivamente rinascimentali, con l'abbandono graduale dei canoni orientaleggianti e del decorativismo gotico per interpretare più da vicino possibile il gusto della committenza: essa, infatti oramai sensibili all'altro genere trainante e più colto costituito dalla "poesia d'amore", alimentato a sua volta dalla corrente neoplatonica, richiede sui vasellami la figura e soprattutto busti di "belle" donne nel pieno della loro venustà.

Il "ritratto" ceramico inoltre prende corso artisticamente in virtù di un esercizio lineare maturato a fianco dei miniatori, medaglisti, niellatori, decoratori di tavolette lignee, silografi, ecc.

In mostra saranno esposte circa 100 opere in maiolica faentina provenienti dai maggiori musei italiani, (Museo di Palazzo Venezia di Roma, Museo del Vino di Torgiano (Pg), Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo, Musée National de Céramique de Sèvres, Museo Civico Medievale di Bologna, Collezioni d'Arte Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza).

Orari dal 16 al 24 settembre 2000: dal lunedì al venerdì 11,30/19,30; sabato e domenica 10,00/20,00.

Ingresso: L. 15.000 (ridotto L. 10.000). Il biglietto è comprensivo anche dell'ingresso al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.