Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

UN ULTIMO SALUTO AD ALESSIO TASCA

Il maestro, scomparso il 28 gennaio all’età di 90 anni, lascia un grande vuoto nel mondo dell’arte ceramica

Martedì 28 gennaio

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Direttore, Presidente e personale del Museo con cordoglio comunicano la scomparsa del desiner-artista di Rivarotta, Alessio Tasca.

 

Amico del nostro Museo, e della città di Faenza, lo vogliamo ricordare in questa foto scattata in occasione della mostra al MIC "La ceramica che cambia" (2014), di fronte alla sua opera.

 

Alessio Tasca
Figlio di un abile pittore in ceramica, dopo la Scuola d'arte di Nove, dove è allievo di Petucco e di Parini, frequenta l'Istituto d'Arte di Venezia e si diploma all'Istituto d'arte di Firenze. Tornato a Nove avvia con i fratelli un'attività artigianale di buon livello, rinnovando forme e motivi decorativi, anche grazie alla collaborazione di Mario Morelli che gli propone il suo smalto "verde". Contemporaneamente sviluppa la sua innata propensione alla scultura in grandi composizioni non figurative, mentre per committenze pubbliche si esprime nei modi consueti di una figurazione molto stilizzata.

Diventato insegnante avvia una cospicua esperienza didattica che sarà importante per l'evoluzione della sua poetica, sempre più orientata tra anni '50 e '60 a una rilettura della stagione del Bauhaus e della Scuola di Ulm. Aperto un proprio laboratorio, Tasca avvia una produzione rinnovata che culmina a metà anni '60 nelle ideazioni pensate per la trafila, da cui nascono le ceramiche estruse che tanti riconoscimenti hanno riscosso in Italia e in Europa: cornovaso, canoa, arcovaso, i cesti (e tante altre ideazioni) diventano gli emblemi di una funzionalità liberamente legata alla intenzione seriale.

Le presenze alle Biennali di Venezia e alle Triennali di Milano, al Salone del Mobile, assieme ai mobili ideati da Gigi Sabadin e con la promozione d'immagine proposta da Luciano Svegliado, fanno di questo periodo una stagione esaltante, nel segno dell'autonomia della ceramica veneta rispetto all'industrial design di marca milanese. Tasca, assieme a Pianezzola e a Sartori, intercetta il sostegno critico di Licisco Magagnato, incisivo supporto nella direzione della tradizione rinnovata e, in Inghilterra, di John Mallet, che raccoglie per il Victoria & Albert Museum le prove migliori di questo periodo.

Dalla metà dei '70 si impegna in grandi sculture in refrattario e in gres, ora realizzate tramite una trafila gigante che gli consente di mantenere la struttura razionale dell'estrusione rispetto alla quale l'azione dell'operatore può essere sia conseguentemente "rispettosa" (la grande Sfera derivata da una struttura ortogonale) sia dirompente o comunque dirimente. Le sue opere sono in numerosi musei italiani e europei.

Per molti anni ha vissuto e lavorato tra Rivarotta, dove ha restaurato una antica fabbrica di "cristalline", e Fara Vicentino, assieme alla ceramista tedesca Lee Babel.

Alla sua arte è dedicato il docu-film di Riccardo De Cal “Raccolto d’inverno” (2010).