Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LA COPPA CON IL PARNASO E STEMMA SALVIATI A JESI ALLA MOSTRA "RAFFAELLO E ANGELO COLOCCI"

Giovedì 20 maggio

La Coppa col “Parnaso” e stemma Salviati, Faenza, 1531, maiolica appartenente alla nostra collezione è in prestito fino al 30 settembre 2021 ai Musei Civici di Palazzo Pianetti  di Jesi alla mostra “Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica”. 

 

La mostra vuole indagare i nessi tra Raffaello e il grande umanista jesino Angelo Colocci che fu, nei primi trenta anni del XVI secolo, a Roma, uno dei punti di riferimento per gli artisti, gli antiquari, i poeti, li studiosi della lingua e i cultori della scienza e della cosmologia. I suoi rapporti con Agostino
Chigi favoriscono probabilmente l’incontro con Raffaello e l’inizio di un profondo rapporto intellettuale che avrebbe portato l’Urbinate a volere Colocci a fianco – con Fabio Calvo ravennate quale traduttore (Bayerische Staatsbibliothek, Cod. It. 37 e Cod. It. 37a) – nel tentativo di curare un’edizione del De Architectura di Vitruvio e, soprattutto ad attingere ispirazione diretta ai suoi vastissimi studi di cosmologia per dare vita, forme e colori ad uno dei suoi più grandi capolavori, la Stanza della Segnatura Vaticana.

 

Forse Colocci affiancò Raffaello anche nella straordinaria impresa che rimase incompiuta per la morte dell’artista, la realizzazione di una pianta di Roma antica che, nelle intenzioni e da quanto si legge in ciò che ne rimane, la Lettera a  Leone X, era molto più di una pianta antiquaria. L’opera doveva essere introdotta dalla nota Lettera a Leone X, scritta da Baldassar Castiglione (Mantova, Archivio di Stato, già Archivio Privato Castiglioni) e modificata dalla cerchia di letterati, antiquarii e architetti che affiancava Raffaello (München, Bayerische Staatsbibliothek, Cod. It. 37b). 
Negli anni di massimo splendore romano di Raffaello, Angelo Colocci è dunque uno dei punti di riferimento per tutti coloro che, come l’artista, guardano alla rinascita dell’Antico come a una nuova forma di splendore della rinata caput mundi. Personaggio coltissimo, multiforme e poliedrico, centrale nella cultura umanistica della Roma di Raffaello e Leone X, Colocci è ancora un mistero da chiarire e fu certamente un personaggio chiave non solo per Roma, ma anche per tutta la cultura umanistica italiana.

 

https://raffaelloecolocci.it