Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

INAUGURA LA NUOVA SEZIONE DI BIOCERAMICI AL MIC

Martedì 17 maggio 2011, ore 19:30

Da sempre con la ceramica si sono realizzati oggetti con l’intenzione di assolvere a funzioni precise: basti pensare, fra tutte, alla produzione di vasellame presso le diverse civiltà. In questi casi la ricerca formale spesso non si è limitata a garantire l’essenzialità della funzione, ma si è data finalità estetiche che hanno trasceso il raggiungimento di un semplice obiettivo tecnico.
Nell’ambito dei ceramici avanzati l’assolvimento della funzione è predominante e  non lascia spazio a molteplici soluzioni formali. L’oggetto, il più delle volte, può avere una sola forma perché diversamente ne sarebbe compromessa la funzione stessa. Ciò è particolarmente vero nel campo dei ceramici biomedicali. Anzi, in questo settore, più che di oggetti, si tratta di componenti: parti del nostro corpo riprodotte in uno sforzo di mimesi totale. La loro apparente semplicità è il risultato, di fatto, di una complessa ricerca,  che interseca vari ambiti di studio, e di una raffinata tecnologia, messa a punto espressamente per la loro realizzazione.
Non è certamente innovativa la funzione che si prefiggono: gli esempi di protesi con diversi materiali sono testimoniate da civiltà antiche, ma con i bioceramici l’espressione del nostro primordiale istinto di conservazione ha raggiunto, nell’arco degli ultimi decenni, risultati di grande efficacia.

La ricerca oggi si muove nell’ottica di ridurre l’invasività degli interventi, da un lato progettando protesi sempre più durevoli per limitare il ripetersi delle revisioni e sostituzioni, dall’altro punta a stimolare la reazione del corpo umano a rigenerare se stesso.
Un altro importante contributo viene offerto sul fronte dei dispositivi in materiali ceramici avanzati per la diagnostica, le attività terapeutiche e gli interventi chirurgici.

L’osservazione di questi ceramici biomedicali ci richiama alla consapevolezza della perfezione del nostro corpo e allo stesso tempo della sua vulnerabilità. La qualità della nostra vita può essere fortemente condizionata da questi minuscoli apparati che sono responsabili sia di importanti funzioni del nostro organismo sia del funzionamento di sofisticate apparecchiature mediche.

La mostra allestita negli spazi del MIC, a cura di Anna Maria Lega e Valentina Medri,  è stata realizzata in collaborazione con CNR-ISTEC nell’ambito dell’accordo di collaborazione sottoscritto tra le due Istituzioni, con il supporto di CeramTec, Fin-Ceramica, Eurocoating e la collaborazione di Esaote, 3EMESPE e Vincenzo Castellano.