Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

RIAPRE LA SEZIONE DEDICATA ALLE CERAMICHE DELL'ESTREMO ORIENTE

Inaugurazione del nuovo allestimento

Sabato 22 ottobre 2011

La riapertura di uno spazio espositivo dedicato alla produzione delle ceramiche dell’Estremo Oriente rappresenta per il Museo Internazionale della Ceramica in Faenza il traguardo di un progetto museale e didattico pluriennale in collaborazione con il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ di Roma.
Nella nuova sezione saranno esposti circa 400 manufatti rappresentativi dei principali centri di produzione ceramica dell’Asia estrema, quelli che hanno fatto la storia del commercio internazionale della porcellana dai tempi di Marco Polo fino all’epoca delle Compagnie delle Indie Orientali, grazie alle quali l’Europa conobbe, apprezzò e imitò la genialità tecnica e artistica dei vasai della Cina e del Giappone, nonché della Tailandia – l’antico Siam - e del Vietnam.
Attraverso le opere esposte, il visitatore potrà godere, come lo fecero i nostri antenati, delle meravigliose merci arrivate in Europa attraverso la ‘Via della Porcellana’.
Dai forni del principale centro manifatturiero dell’Asia, Jingdezhen nella provincia cinese del Jiangxi, fino agli splendidi manufatti dei sec. XIII-XV prodotti nelle rinomate fornaci di Longquan (nella provincia del Zhejiang). Particolarmente rappresentativa è poi la raccolta di porcellane – i famosi vasi “bianco e blu”- dove figurano splendide stoviglie prodotte a Jingdezhen sia per il raffinato mercato cinese nel periodo delle due ultime dinastie – Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911) –, sia per l’esportazione verso l’Occidente (i famosi “bianchi e blu” kraak e Swatow particolarmente imitati a Delft, ma non solo) tra il 1550 e il 1650, il periodo di più stretto monopolio del commercio olandese con le Indie orientali.
A queste si affiancano non meno eccellenti piatti dello stesso genere “bianco e blu” fatti in Giappone dalle fornaci di Arita, principale centro di produzione dell’arcipelago che, nel Sei e Settecento, seppe competere con quelli prodotti in Cina. E ancora di fattura giapponese, di Arita, sono le porcellane Imari sulle quali ai decori “bianco e blu” si aggiunge lo smalto rosso e l’oro. Nella sezione dedicata alla produzione giapponese figurano i gres di uso quotidiano di straordinaria raffinatezza, fatti per la maggior parte nelle fornaci di Seto, una località dell’isola di Kyushu, annoverata tra i “sette antichi forni” del Giappone, attivi dal sec. XII.
Non mancano numerosi esempi dei gres con coperte di diverso stile (tra cui tazze a coperta rossa o nera nel ben noto stile dei Raku) usati nella ‘Cerimonia del tè’ o quelli usati per il sakè. Non possiamo non segnalare poi la scoperta, tra le opere in deposito, di due eccezionali esempi delle porcellane ottocentesche Bencharong e Lai Nam Thong, prodotte a Jingdezhen, in Cina, per l’uso esclusivo della Corte del Re del Siam, oggi Tailandia, splendidamente decorate a smalti policromi con scene di ispirazione buddhista.
Saranno esposte anche opere a soggetto religioso anche in materiali diversi dalla ceramica, come l’eccezionale statua di bronzo raffigurante il Re Celeste Duo Wen Tianwang ("Colui che tutto ode") che accoglie i visitatori all’ingresso del nuovo allestimento. Il percorso espositivo attraverso “la Via della Porcellana” sarà accompagnato da supporti didattici che forniranno al visitatore sintetiche notizie per godere appieno della visita.

La scelta e lo studio delle opere esposte è stato coordinato dal dott. Roberto Ciarla (Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’) che si è avvalso della collaborazione della dott.ssa Fiorella Rispoli (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente), della dott.ssa Chiara Molinari, una giovane studiosa che da qualche tempo collabora con il MIC, e, naturalmente, del personale del Museo.

Si ringraziano per il sostegno e il contributo alla realizzazione di questa nuova sezione:
Fondazione del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza
Banca di Romagna Provincia di Ravenna
Sistema Museale provinciale