Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Il Presepio Zucchini

Conservare ed allestire il presepio in Romagna, particolarmente a Faenza, era una consuetudine che si tramandava in molte famiglie, specie di nobile censo, di generazione in generazione; il sentito entusiasmo verso questa forma di edificazione religiosa impegnava le famiglie ad organizzare il proprio presepe nei saloni dei palazzi aperti al pubblico nel periodo natalizio.
Le piccole statue, che videro impegnati spesso plasticatori di note botteghe ceramiche, costituivano come un patrimonio di casa e così lo scenario, opera affidata spesso a veri e propri pittori di scenografie d'ambiente, attivi localmente specie attorno alla metà dell'Ottocento.
Uno dei presepi più noti, allestito più volte in Mostre anche recenti, acquisito in dono al Museo faentino nel 1991, è quello dei conti Zucchini della metà del XVIII secolo. Il corredo plastico è costituito da 61 elementi fra statue e gruppi in terracotta dipinta a freddo, attribuiti per tradizione al plasticatore Filippo Galli detto Il Mutino Vecchio, attivo a metà dell'Ottocento, del quale non si hanno notizie certe ed a cui viene attribuito anche parte del presepe di San Maglorio. Il complesso in terracotta è un tutt'uno con lo scenario, importante quanto la piccola statuaria presepistica del Galli; il presepio è realizzato come voleva la cultura faentina dell'Ottocento a modo di una composizione prettamente teatrale, dotata di boccascena, quinte e fondali. Lo scenario del presepe Zucchini, di metri 2,20 per 3,23, realizzato in tempera su carta, è prova della duttilità scenografica di Romolo Liverani (1809-1872), applicata all'ambientazione dei presepi e confermata anche da quella affine realizzata per il presepio dei conti Mazzolani, perduto a seguito dell'ultimo conflitto mondiale. Esso consiste nell'organica composizione dei diversi elementi, secondo la prassi in uso nella scenografia teatrale dell'epoca, in modo da allestire sul palcoscenico le varie parti della rappresentazione e fare da supporto alle figure statuarie. Nel fondale, attraverso una successione di quinte, si susseguono immagini architettoniche (ponti, cippi, castelli, capanne, ruderi, ecc. ) che rimandano all'eclettica cultura scenica operistica dell'epoca, di cui lo scenografo faentino è stato uno degli interpreti di maggiore talento; a questa cultura fa riscontro una sapiente resa pittorica, che esalta in modo singolare gli effetti naturalistici del paesaggio, interpretato nel caso del Presepe Zucchini in un coinvolgente spirito romantico.