Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

La ceramica in Europa dal XVI al XX secolo

Questa sala intende documentare i principali centri produttivi europei dal XVI al XX secolo. Le ceramiche scelte sono state suddivise in base al materiale (maiolica, grès, terraglia, porcellana) per agevolare il dialogo e il confronto tra Nazioni, rappresentate attraverso le proprie eccellenze e specificità.

 

Apre il percorso la maiolica europea con i lustri spagnoli, le fantasiose “cineserie” in “bianco e blu” di Delft, gli ornati “a piccolo fuoco” con il primato del motivo “alla rosa” che nel corso del ‘700 da Strasburgo si diffuse in tutta Europa fino alle sue propaggini orientali.

 

La porcellana e la terraglia furono le vere innovazioni del XVIII secolo. Ambita per secoli attraverso il collezionismo dei vasellami cinesi e giapponesi, la porcellana fu la vera “regina di tutto il secolo”. In Europa la scoperta della porcellana dura si deve all’alchimista tedesco Johan Friedrich Böttger nel 1708 a Meissen, con una rapida diffusione presso le più importanti manifatture europee. Un analogo successo commerciale fu conseguito dalla terraglia, introdotta nello Staffordshire già a partire dagli anni Venti-Quaranta del XVIII secolo. Meno costosa della porcellana, ma più fine della maiolica, la terraglia con il suo caldo candore si rivelò la materia ideale per incarnare l’eleganza neoclassica.

 

La produzione europea in grès è brillantemente esemplificata da una sezione di boccali dal tipico rivestimento a salatura (Raeren, Colonia e la regione del Westerwald), risalenti al XVI-XVII secolo.  Il XX secolo si caratterizza soprattutto nel primo ventennio per il raffinato stile liberty diffuso e declinato nelle varie nazioni con personalissimi risultati. Uno spaccato particolare è fornito dalle ceramiche della Repubblica di Weimar, una produzione di vasellame d’uso limitata nel tempo, che ebbe vasta diffusione in tutte le classi sociali, esempio di un’arte d’avanguardia applicata alla produzione popolare.

 

Chiude il percorso l’esperienza di Picasso a Vallauris, che anticipa concettualmente la sala attigua dedicata alla scultura internazionale del XX secolo.

 

Con il contributo di Banca di Romagna – Gruppo Cassa di Risparmio di Cesena

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