Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Le Targhe a Rilievo

Per quanto concerne le targhe a rilievo, occorre distinguere due tipologie tecniche: quelle ricoperte dal più economico ingobbio e quelle rivestite in maiolica, entrambe dipinte in policromia su fondo bianco.
Nelle botteghe locali, dalla seconda metà del XV secolo si avvia una produzione plastica maiolicata, alimentata dalla tradizione padana e dai canoni scultorei toscani, la quale sviluppa opere in rilievo raffiguranti deposizioni e natività, la cui vivace gamma cromatica si fonde armonicamente con le forme plastiche dell’oggetto.

Dopo la persistenza nel XVI secolo del carattere iconografico rinascimentale, si approda alla grande produzione del Seicento, momento di espansione del genere delle targhe, specie in seguito alla diffusione del culto mariano nel periodo di rinnovamento cattolico promosso dalla Controriforma.

In seguito al processo di allargamento del mercato a strati sociali meno elevati nel XVII secolo la targa votiva semplifica l’espressione formale dell’immagine, seguendo le finalità devozionali proprie della cultura popolare. Le targhe ceramiche devozionali presentano diverse raffigurazioni sacre, specie mariane, i cui modelli iconografici attingono ai repertori di incisioni e stampe.

Rare sono le targhe faentine plasticate del Seicento: in queste emergono forme piuttosto elementari nel modellato, ma le annotazioni di paesaggio sugli sfondi rivelano una freschezza abbozzata, libera da schemi precostituiti tipica dello stile compendiario dei bianchi di Faenza. In tale contesto larga diffusione ha il culto della Beata Vergine delle Grazie, invocata contro le pestilenze, i contagi, e i terremoti. Accanto a questi temi iconografici mariani compaiono, anche se in minor quantità, altre rappresentazioni di santi invocati contro le calamità naturali e come protettori degli animali da cortile e della stalla: come, ad esempio, San Vincenzo Ferrer e Sant’Antonio Abate.

Nel corso del Settecento continua a svilupparsi una straordinaria varietà di devozioni locali, che alimenta la popolarità della targa da stampo in ceramica. La targa plastica ottocentesca prosegue la tradizione precedente, apportando innovazioni solo stilistiche e conferisce uno spiccato processo di produzione seriale. La continuità di schemi iconografici tradizionali del passato si registra anche nel XX secolo per mano di maestranze locali.