Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

La terraglia italiana

Ceramica a impasto bianco, poroso e ricoperto di vernice piombifera trasparente.

Ha origine in Inghilterra nel Settecento e ottiene grande rinomanza per l’abbondante e svariata produzione dello Staffordshire. Meno compatta e costosa della porcellana e più fine della maiolica, la terraglia incontra il favore del mercato, anche popolare, e viene largamente realizzata nelle manifatture europee del Settecento e Ottocento.
In Europa essa è indicata con diverse denominazioni: terraglia all’uso di Inghilterra, faïence fine, steingut, ecc.

Verso la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo la terraglia si diffonde in vari centri italiani come Savona, Milano, Torino, Venezia, Treviso, Bassano, Este, Faenza, Pesaro, Napoli e molti altre che, memori di una prestigiosa e tradizionale produzione di maiolica, accolgono con favore il nuovo, raffinato tipo di impasto bianco e si dedicano alla fabbricazione di vasellame da mensa, per lo più cospicui servizi da tavola.

I prodotti italiani in terraglia, oltre alla decorazione sia pittorica sia decalcomania blu o bruno/manganese, mostrano lavorazioni a rilievo ricavate da stampi oppure vasellami a pareti traforate a imitazione dell’intreccio dei vimini.