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In Giappone il 53esimo Premio Faenza

Il ceramista giapponese Nishida Jun è il vincitore del riconoscimento più importante del 53° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea. Tra i 37 finalisti, la Giuria ha premiato altri nove artisti.
E’ questo tra i momenti più rilevanti al mondo quanto all’evoluzione della cultura e dell’arte della ceramica: la 53esima edizione del prestigioso Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea, ha tributato il  riconoscimento più ambìto, il Premio Faenza, a un artista giapponese.
La Giuria Internazionale ha infatti assegnato al venticinquenne artista Nishida Jun, il “Premio Faenza” (pari a Euro 26.000,00 offerti dalla Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza e la medaglia d’argento de “L’Incisore di via Maioliche 18 Faenza” per l’opera “Nought”.

Il giovane ceramista giapponese
è stato scelto tra i 37 finalisti per un’opera che, secondo la motivazione della Giuria, “esalta la prima finalità del Premio, come evidenzia il Bando di Concorso, finalizzato a stimolare la ricerca, il rinnovamento di tecniche e materiali, di forme e modi espressivi. L’artista utilizza infatti in modo magistrale e con grande originalità la porcellana con cottura a 1240 gradi. Il risultato, di grande forza espressiva e innovativo nell’invenzione formale, attesta la capacità di utilizzare la profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche per realizzare un’opera che non si limita all’abilità e alla perfezione tecnica, ma è un’importante scultura eseguita in ceramica.”
Quindi la Giuria ha inteso valorizzare soprattutto originalità, ricerca,“novità legate a una grande conoscenza della tecnica, non improvvisate, con il significato che non si limita alla verità tecnica, ma va nel campo della scultura.” Scegliendo opere che “sono delle vere sculture fatte in ceramica”.
Questo giudizio espresso dalla giuria con particolare riferimento all’opera di Jun, è un concetto estendibile a tutte le opere selezionate in questa edizione, opere che mostrano standard di ricerca legata all’arte ceramica di altissimo livello, sia in ambito tecnico che in ambito semantico ed estetico.

La giuria
era composta da Luciano Caramel (Ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea e Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Giuseppe Lucietti (ceramista e docente di Bassano del Grappa, vincitore di numerosi prestigiosi riconoscimenti fra cui il Premio Faenza nel 1984), e Wilhelm Siemen, (direttore del Museo della Porcellana di Hohenberg, Germania).
Oltre al ceramista giapponese, la Giuria ha premiato altri nove artisti su una rosa di 37 selezionati, provenienti da 22 nazioni con 51 opere e selezionati a loro volta fra 1203 autori candidatisi con 2800 opere presentate (il regolamento del concorso prevede la possibilità di proporre da uno a tre elaborati), provenienti da 62 nazioni.
Alla ceramista belga Sophie Ronse è stata conferita la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica per l’opera “Nihil” che
“per l'imponente ingombro spaziale e per i contrasti di ombre e luci, è di rilevante suggestione, suggerendo misteriose realtà attraverso una sorta di grande libro sigillato,ottenuto con rilevante padronanza della tecnica nella lavorazione dei materiali ceramici.”
La Targa d’argento del Presidente del Senato della Repubblica, è stata attribuita all’inglese Nicholas Lees, per
"Earthgrip" e "Wormhole". I due lavori, strettamente correlati, “suggeriscono -nel rapporto tra esterno ed interno, nellamodellazione e nel ricorso a materiali, tecniche e quindi colori differenti -quasi un percorso verso l'interiorità, con la scoperta di quanto di misteriosamente prezioso è sotto l'involucro delle cose.”
Al giapponese Hiroshi Kehata, è andata la Medaglia d’argento del Presidente della Camera dei Deputati per l’opera “Global Warming”. La motivazione con cui la giuria ha attribuito il premio è che “l 'opera presenta con sintesi efficace un messaggio-denuncia sull'effetto serra che minaccia il pianeta. Rilevante l'uso, nell'immagine, di cifre relative al codice binario informatico, sempre in relazione al contenuto ecologico.”
La Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione due riconoscimenti.
La Targa d'argento della Regione è stata assegnata all’artista greca Vula Gunela per un complesso di creazioni che
“offre suggestive forme organiche che fluttuano come musica nello spazio.”
Mentre la Targa del Consiglio Regionale alla giapponese Keiko Iwanaga, per l’ opera "Uruma" che “presenta una caleidoscopica immagine di forme e colori con cui l'artista intende rappresentare la varietà del reale. Le molte, varie, singole forme, sculture nella scultura, si risolvono in una magica unità.”
La Targa della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ravenna è andata al giapponese Noboyuki Ogawa con "
Silence".
Il Lions Club Faenza Host ha attribuito la Medaglia d’oro alla tedesca Anne Kǖckelhaus per "Kreis, 2001" e "Strang Il, 2002".
La Medaglia d’oro del Rotary Club di Faenza è andata invece al venezuelano, residente in Svizzera, Wolfgang Vegas, con "The lake of the landscape".
Il cinese Meng Zhao si è aggiudicato con "Rock in Sunglow", la Medaglia d’oro in memoria di “Eleuterio Ignazi” " riservata ad un giovane artista.
A tutti i vincitori è stato riservato un abbonamento annuale alla rivista “D’A”.

La mostra esporrà, dal 7 giugno 2003
, insieme a quelle dei nove vincitori, tutte le opere dei 37 artisti selezionati, provenienti da Giappone (11), Germania (4), Repubblica Popolare di Cina e Gran Bretagna (2), Slovenia, Italia, Thailandia, Venezuela, Canada, Danimarca, India, Grecia, Finlandia, Polonia, Egitto, Svezia, Belgio, Messico, Croazia, Australia, Bulgaria, Stati Uniti (1 per ognuna).Un catalogo riprodurrà tutte le opere selezionate corredate da note critiche.
Inoltre, per gli appassionati di arte contemporanea, per chi vuole seguire il flusso creativo che nella nostra epoca anima un’arte tanto profondamente antica e affascinante, sarà possibile accedere a tre mostre allestite in contemporanea, in occasione del 53° Premio Faenza.
La prima delle tre mostre è “La forma tra continuità e innovazione”, una selezione di opere dai paesi partecipanti al Concorso, un insieme dei lavori proposti alla giuria selezionatrice a dare accurata testimonianza di tutti i paesi e le diverse scuole artistico/artigiane che operano nel mondo ceramico.
Unica nel suo genere, poi, l’opera dell’artista Ana Cecilia Hillar a cui è dedicata la seconda mostra legata al Premio Faenza. L’artista, già vincitrice con “Sombra del viento” nel Concorso nel 2001, presenterà le opere realizzate in questi due anni.
Infine, un appuntamento che sposta l’attenzione sui giovani, ribadendo l’attenzione del MIC verso l’evoluzione dell’arte ceramica, è lo spazio che vede protagonisti
gli studenti degli Istituti d’arte italiani che hanno partecipato al concorso (a loro riservato) “Arte della Ceramica”, il cui tema, scherzoso e dall’immediato gradevole rimando hollywoodiano, è “Tea for two”.
Tutte le 2800 opere presentate per il 53esimo Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea, saranno documentate in un cd.

Arte della Ceramica
Concorso a tema riservato ad allievi degli Istituti d’Arte Italiani

 Otto giovani premiati e un riconoscimento all’Istituto “Contini” di Oristano

Anche i giovani studenti italiani potranno esibire il proprio lavoro a Faenza. Nell’occasione sono stati infatti assegnati anche i premi del quarto concorso a tema “Arte della Ceramica” riservato alla realizzazione dei prototipi eseguiti dagli allievi degli Istituti d’arte italiani. Gli studenti erano invitati quest’anno a confrontarsi sul tema, scherzoso e dall’immediato gradevole rimando hollywoodiano, “Tea for two”. Otto gli istituti che hanno proposto lavori dei propri allievi, una campionatura significativa e rappresentativa del panorama nazionale.
Il concorso permette una verifica del livello artistico/creativo della ceramica negli Istituti d’Arte, utile altresì per verificarne la validità nel campo della formazione e per fissarne con maggiore precisione le finalità specifiche. I lavori degli studenti sono eseguiti nel rispetto delle tradizioni storiche, ma rinnovati nei moduli compositivi, nelle strutture, nelle decorazioni e nei processi tecnici esecutivi. All’edizione di quest’anno sono stati ammessi 8 Istituti. La Giuria, composta come per il “Premio Faenza” da Luciano Caramel, Giuseppe Lucietti e Wilhelm Siemen, ha assegnato tre primi premi.

Roberta Pusceddu
dell'Istituto Statale d'Arte "C.Contini" di Oristano con "Pensieri", Alberto Dasasso dell'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica "G. Ballardini" di Faenza con "Recupera-tea" Valentina Boco dell'Istituto Statale d'Arte "A. Magnini" di Deruta con "Fiamma" hanno vinto il Primo Premio di Euro 1.550,00 offerti rispettivamente, dalla Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza, dall’ Amministrazione Comunale di Faenza e dall’ Associazione Amici della Ceramica e del Museo.
Ai tre è stato assegnata anche la Medaglia d'argento de “L’Incisore di via Maioliche 18 Faenza”.
La Medaglia d'argento de “L’Incisore di via Maioliche 18 Faenza” è stata assegnata anche alle opere "Chiocciola 2" di Maria Cristina Perconte dell'Istituto Statale d'Arte "G. Bonachia" di Sciacca e"Cubic horse"di Donata Mapelli  della Scuola "Cova" di Milano.
A Marika Greco dell'Istituto Statale d'Arte "F. Menna" di Salerno per "Angeli"; Melania Maci dell'Istituto Statale d'Arte "G. Pellegrino" di Lecce per "Lustriato", Oriana Mainolfi e Antonio Cappiello dell'Istituto Statale d'Arte di Cerreto Sannita per "Servizio da te" è stato assegnato il Lingottino d’argento de “L’Incisore di via Maioliche 18 Faenza”.

Un premio collettivo per l'Istituto Statale d'Arte "C.Contini" di Oristano a cui è andata la Medaglia d’argento della rivista D’A. per la qualità d'insieme del complesso delle opere presentate.
A tutti i vincitori l'Editrice Milo offrirà un abbonamento annuale alla rivista "D'A".