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Storia di un’arte
che rivela la civiltà dei popoli:
la nuova Guida ragionata del MIC
racconta la ceramica dall’antichità alla modernità
presentazione: 30 maggio 2008, ore 17,30
Prolusione di:
Andrea Emiliani
"Gaetano Ballardini, Corrado Ricci e i musei in Romagna nel Primo Novecento"
Interverranno:
Jadranka Bentini
Direttore MIC
Marcella Vitali
Presidente di Italia Nostra-sezione di Faenza
Franco Bertoni
Esperto delle Collezioni Moderne e Contemporanee del MIC
Carmen Ravanelli Guidotti
Conservatore alle Raccolte retrospettive del MIC
“Nessuna forma d’arte è più rivelatrice della civiltà di un paese della ceramica” scriveva Herbert Read. E se la ceramica può raccontarci molto della storia dei popoli, diventa cogente la necessità di raccontare in modo sistematico ed esemplare anche la sua stessa storia. Questo si propone la nuova Guida ragionata del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza edita da Umberto Allemandi & C. che con le sue 103 pagine di testi e oltre 140 immagini, restituisce una fotografia intelligibile per campioni eccellenti di un patrimonio permanente - quello del MIC - che non ha eguali nel panorama mondiale per caratteristiche tipologiche e vastità delle raccolte, perché è la ceramica, dal Medioevo alla contemporaneità, a costituire l’identità culturale predominante della città.
Dopo una introduzione di Jadranka Bentini sulle origini e l’attualità del Museo, La Guida segue un percorso museale e si suddivide in due parti: la prima, di Carmen Ravanelli Guidotti, è dedicata alla ceramica dal Vicino Oriente antico all’Ottocento italiano con capitoli su: collezionismo, Faenza, officine italiane del Rinascimento e dal Seicento all’Ottocento, ceramiche del Vicino Oriente antico, dell’Islam, precolombiane, classiche e popolari italiane. La seconda parte, di Franco Bertoni, tratta della ceramica europea del Novecento divisa nelle seguenti sezioni: Europa, Faenza, Italia, design italiano e tradizione popolare. Conclude la guida ragionata un glossario dei termini tecnici e decorativi e una bibliografia essenziale.
Il Museo - oggi Fondazione - ebbe i natali da una vasta Esposizione Internazionale dedicata al terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli, inaugurata a Faenza il 21 settembre del 1908, sulla base di un ambizioso progetto promosso dal fondatore Gaetano Ballardini.
Per la città romagnola fu un successo senza eguali: un intero quartiere urbano venne destinato all’Esposizione e i grandi artisti che parteciparono furono garanti dell’ingente presenza di importanti opere figurative, di arte applicata e di manufatti di grande pregio, come ebanisterie, metalli, tessuti, ceramiche di produzione italiana e straniera.
Alcune parti dell’attuale Museo coincidono ancora con gli spazi del primo nucleo permanente fondato dal Ballardini - come l’ala del primo piano adibita alla conservazione delle maioliche faentine che appartiene all’area dell’ex Convento di S. Maglorio - ma la collezione è sensibilmente aumentata fin dal primo Novecento, grazie a ingenti donazioni di privati ed artisti da tutto il mondo, fino al concorso di ceramica bandito negli anni ’40 che arricchì il patrimonio di opere contemporanee.
Le finalità del Museo, fortemente tese anche alla creazione di una liaison con le scuole di formazione tecnica e artistica, soprattutto per quel che concerne la ceramica, sono da sempre finalizzate alla diffusione del gusto per la ceramica dall’oggetto all’architettura: dalla raccolta e documentazione della ceramica di tutti i tempi e di tutto il mondo al rapporto con le fabbriche, dalla promozione di mostre nazionali e internazionali, alla stampa di pubblicazioni scientifiche specifiche, fino all’istituzione di scuole. La crescita continua delle raccolte e l’apertura di una biblioteca specializzata e di locali ad uso didattico richiesero nel 1938 l’apertura della nuova ala di S. Caterina.
Dopo i bombardamenti del II conflitto mondiale, l’edificio venne ricostruito e le sale iniziarono a riaprire nel 1949 sempre grazie al fondatore e direttore Ballardini, ancora una volta indefesso conquistatore del favore di collezionisti e governi. Particolare risalto assunsero gli interventi di artisti come Picasso, Matisse, Chagall, Léger e le edizioni del Concorso della ceramica artistica, che, dal 1963, hanno svolto una costante funzione propulsiva per l’arricchimento della sezione contemporanea con opere da tutto il mondo.
Le istanze museali degli anni ’80 per una più moderna impiantistica a garanzia di una migliore conservazione, sollecitarono l’Amministrazione Comunale ad intraprendere un nuovo progetto di ristrutturazione e ampliamento ancor oggi in corso per l’ultima ala destinata alla ceramica contemporaneaAttualmente il Museo può contare su oltre 9.000 mq di superficie per esposizioni permanenti e temporanee e servizi al pubblico: al visitatore si presentano architetture di grande pulizia formale che non entrano in conflitto con le opere esposte lungo un percorso di visita diviso in due grandi settori, la parte retrospettiva ospitata negli spazi ristrutturati, e la parte del Novecento distribuita nei nuovi corpi di fabbrica, diversificando oggetti ed epoche in continuità e coerenza con gli stili architettonici. All’interno del percorso è presente il bookshop con la più ampia fornitura di pubblicazioni scientifiche e divulgative sulla ceramica di tutti i tempi.
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