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PERSONALE
DI FUKAMI SUEHARU
11
GIUGNO - 31 DICEMBRE 2005
Per
festeggiare i numerosi riconoscimenti artistici in vari continenti
– Europa, Stati
Uniti, Giappone – il Museo Internazionale delle Ceramiche in
Faenza ha voluto dedicare all’artista giapponese Sueharu Fukami
questa esposizione che testimonia dei suoi ultimi venti anni di
attività.
Proprio nel 1985, infatti, Fukami con l’opera “La distesa del
mare in lontananza” vinse
il Premio Faenza, inaugurando la sua stagione maggiormente
ricca di produzioni artistiche e di riconoscimenti a livello
mondiale.
Clicca
qui per vedere foto di alcune delle opere in mostra.
Le
sue opere sono caratterizzate per 2 aspetti specifici: il volume e i
cromatismi.
Le sue
sculture in porcellana sono per lo più realizzate con dimensioni al
limite delle possibilità di cottura nei forni e sono
fra le più grandi mai prodotte. Attualmente Fukami è l’unico
artista al mondo a produrre opere di dimensioni così notevoli
realizzate in un unico pezzo.
I cromatismi, poi, si sviluppano fra l’azzurro chiaro e il verde
, secondo la tradizione, ormai estinta, di un’antica tradizione
cinese (come meglio approfondito oltre), che le rende ancora più
suggestive, quasi monoliti di un’era fantastica cristallizzata fra
medioevo e contemporaneo.
Sono oltre venti le opere in
mostra, fra cui le 3 presentate al 43° Premio Faenza (una di proprietà del MIC) e l’opera che lo
stesso Fukami regalò al MIC in occasione della retrospettiva
d”Artisti dal Mondo” del 1999.
Note
biografiche
Nato
nel 1947 da famiglia di tradizione ceramica, Sueharu Fukami inizia a
lavorare la ceramica verso la metà degli anni Sessanta.
Nella sua produzione, ricca di vasi, ciotole e altri oggetti di
piccole dimensioni, vi sono anche oggetti plastici e sculture di
grandi dimensioni, tanto da avvicinarsi al limite di contenimento
del forno di cottura. Verso gli anni ’70 lascia l’oggettistica per
dedicarsi alla scultura pura. Da questo momento la sua produzione
aumenta considerevolmente. Dall’inizio si distingue per il suo
“Seihakuji”, o bianco e azzurro chiaro, riprendendo una
tradizione secolare giapponese e che ha
dato la possibilità a Fukami di evidenziare la sua
sensibilità nel
modellare e la sua abilità come ceramista.
Man mano che Fukami si emancipa dalle restrizioni legate alla
tradizione, emerge la sua abilità nel modellare la ceramica.
In particolare si distingue l’eccezionale bellezza della
porcellana celadon bianca, soggetta a determinate limitazioni
nell’oggettistica funzionale, ma che nelle sculture di Fukami si
esprime nel modo più puro e più libero. La produzione della
porcellana celadon bianca, “Yin ch’ing”,
prospera in Cina tra l’11° e il 13° secolo nelle fornaci
di Jingdezhen, e si ottiene con l’applicazione di cenere di legno,
contenente una piccola parte di ferro, ad una base di argilla grezza
bianca, sottoponendo il tutto a riduzione. Lo smalto verde chiaro
che rimane nelle superifici convesse sfuma fino a divenire quasi
bianco nei bordi esterni.
Fukami è un perfezionista, “la porcellana mostra ogni segno della
mano del vasaio, e voglio lasciare la minima impronta possibile
delle mie mani sull’argilla. (…) Preferisco lasciare
il tratto sottile del mio cuore o della mia spiritualità”.
La scultura ceramica di Fukami comprende sia opere modellate
che opere “a colaggio”, tecnica che consiste nel versare il
composto terroso lentamente attraverso un piccolo foro in uno stampo
di gesso e la pressione occorrente viene esercitata meccanicamente.
Il procedimento è lungo e delicato – dura più di tre ore – e
richiede la massima attenzione perché, se la colata non riempie
bene lo stampo, il lavoro può rompersi o alterarsi durante la
cottura. I lavori realizzati dall’artista giapponese spiccano per
la loro linearità e per le loro forme razionali. In particolare
prevalgono le forme affilate o a colonna e,
siano esse verticali od orizzontali, sono sempre
caratterizzate da forme molto pulite, senza ornamenti superflui. Le
opere, dalla semplicità solo apparente, sono in realtà sono il
risultato di procedimenti tecnici estremamente complessi, che
creano un movimento dolce e sinuoso il cui rimando è ad
un’armonia classica.
Ma da dove trae l’ispirazione per le sue opere? Gli oggetti
richiamano “le forme dei tetti dei templi, che svettano verso il
cielo, e l’oceano che ho attraversato diverse volte” afferma
l’autore, specificando che “il panorama o le esperienze che ho
atteso non erano lì: ogni volta che vi andavo, il posto mi appariva
differente da come era stato la volta precedente. Si mischiavano
ricordi di infanzia, ma più dei ricordi visivi nella sua arte
riporta le sensazioni tattili di quel periodo. Aveva 21-23 anni
quando frequentava quei posti. Superati i trent’anni, riporta
nelle sue opere i ricordi delle sensazioni provate durante quegli
anni. Sensazioni, queste, che non avrebbe provato altrove.
Principali
premi
Ma i suoi riconoscimenti iniziano nel 1969, con il premio
assegnatogli dalla Kansai Art Exibition di Osaka. L’impegno di
Fukami di “portare il cielo e il mare nella ceramica” ha inizio
verso i 27-28 anni, quando ha cominciato a proporre i suoi lavori a
diverse giurie internazionali, vincendo 28 premi, incluso 6 gran
premi, tra i quali il Chunichi International Ceramics Exibition nel
1982 e nel 1985, e il premio internazionale Faenza, nello stesso
anno.
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