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Jiki. Porcellana giapponese tra Oriente e Occidente. 1610-1760

26 giugno - 7 novembre

Una mostra di grande valore e importanza che è possibile suddividere in tre diverse parti: la porcellana giapponese mai vista in Europa, la produzione giapponese per il mercato europeo e le successive imitazioni in Europa.
Nella zona di Arita la produzione giapponese iniziò dopo il 1610, sulla base delle esperienze coreane e cinesi, e si distinse subito in vari gruppi. Tra questi la produzione Nabeshima è quella per lo shogun e la classe dirigente giapponese, caratterizzata dalla perfezione della produzione, dalle forme rispondenti agli usi giapponesi, dalla riproduzione di soggetti naturali o augurali, dalla decorazione comune ad altri oggetti, da una asimmetria rispondente alla filosofia Zen. Un altro stile, quello Kakiemon, risponde alle richieste dei mercanti olandesi per il mercato europeo ed è contraddista da una colorazione rossa, da forme e decori funzionali agli usi occidentali, dalla simmetria del disegno e dalla ricerca di soggetti legati anche alla cultura europea.

La mostra è divisa in quattro sezioni:
- Le origini e lo sviluppo della porcellana Imari
- Porcellana per l'aristocrazia giapponese e le corti europee
- Capolavori di Imari per il mercato europeo
- Le ceramiche europee imitano gli originali di Imari