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Premessa
Museo:
origine
e sviluppo
La
maiolica, o
faenza smalta-
ta nei secoli
a Faenza
La
ceramica
a Faenza nel
XX secolo
Il
Concorso
Internazionale
Ceramica
d'Arte
Per
una visita
al Museo
Glossario
dei
termini tecni-
ci e decorativi
Bibliografia
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Concorso
Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea
Il Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea,
ha segnato la storia culturale di Faenza nel XX secolo, facendone
un punto di riferimento ceramico mondiale soprattutto a partire
dagli anni Sessanta.
Istituito nel 1932 con dimensione regionale per iniziativa del
Museo di Faenza e il patrocinio dell'E.N.A.P.I. (Ente Nazionale
Artigianato e Piccole Industrie), il Concorso non si presentava
come una manifestazione autonoma, ma inserita in un complesso
di iniziative a carattere fieristico- promozionale, anche eterogenee
tra loro, che Faenza aveva realizzato da alcuni anni con il nome
di "Settimana Faentina".
Il Concorso non era, fin dalle sue origini, una iniziativa estemporanea:
traeva origine dalla tradizione ceramica faentina ed aveva una
premessa nei dettati di Gaetano Ballardini che aveva stabilito,
con felice intuito, nello statuto del nascente Museo (1908) di
"indire mostre internazionali, periodiche, di ceramiche interessanti
l'uno e l'altro punto dell'arte, della tecnica, dell'uso pratico"
nonché di "indire concorsi internazionali per la produzione
della ceramica sotto l'aspetto d'arte e di tecnica".
Nel 1938 il Concorso prese carattere nazionale; era la prima manifestazione
in questo settore che veniva inaugurata in Europa con una precisa
caratterizzazione, una cadenza periodica e senza finalità
commerciali.
La parentesi bellica interruppe nel 1942 lo svolgimento del Concorso
che già nel 1946 riprendeva, proseguendo regolarmente fino
ad oggi: con cadenza annuale fino al 1987, biennale dal 1989.
Nel 1963 il Concorso si è ampliato a livello internazionale.
La Manifestazione è stata, fin dall'inizio, un importante
momento nella valorizzazione, nel rinnovamento, nella promozione
della ceramica sia sotto l'aspetto artistico e decorativo, sia
in quello funzionale e dell'arredo.
La stessa Manifestazione ha inoltre dato impulso a una ricerca
complessa, non solo estetica, ma riguardante anche esperienze
nel settore della tecnologia delle argille, degli smalti, delle
cotture mutuandole dall'industria e coinvolgendo di ritorno l'industria
stessa nel design di oggettistica e di piastrelle.
Visto non solo come stimolo nei confronti della ceramica tradizionale
ma soprattutto come esperienza - spesso problematica - per avvicinarsi
a questo materiale, per plasmarlo, per volgerlo a fini estetici,
il Concorso di Faenza ha permesso un interessante confronto con
l'arte contemporanea e, specie negli ultimi cinquant'anni, ha
visto un significativo coinvolgimento con la scultura.
Mentre fra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà
del Novecento, ad eccezione di alcune personalità di grande
rilievo come Arturo Martini, il termine di confronto della ceramica
perlomeno in Italia era soprattutto la pittura, nei decenni a
noi più vicini e specie dal secondo dopoguerra è
la scultura ad aver preso il sopravvento su ogni altra forma d'arte
come termine di confronto di livello alto. La storia del Concorso
di Faenza rispecchia con particolare evidenza questo fenomeno,
e può essere considerata un importante riferimento per
una stimolante indagine fenomenica.
Al Concorso di Faenza hanno partecipato artisti italiani - ricordiamo
fra i tanti: Angelo Biancini, Guido Gambone, Leoncillo Leonardi,
Pietro Melandri, Carlo Zauli - e stranieri - Eduard Chapallaz,
Sueharu Fukami - che hanno fatto non solo la storia della ceramica
del XX secolo ma anche quella della scultura e della pittura,
con aspetti non marginali sul fronte della sperimentazione e della
contaminazione fra vari materiali non esclusivamente ceramici.
Quest'ultimo approccio può essere fonte di impensabili
sviluppi verso nuove prospettive.
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