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Premessa
Museo:
origine
e sviluppo
La
maiolica, o
faenza smalta-
ta nei secoli
a Faenza
La
ceramica
a Faenza nel
XX secolo
Il
Concorso
Internazionale
Ceramica
d'Arte
Per
una visita
al Museo
Glossario
dei
termini tecni-
ci e decorativi
Bibliografia
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Origine
e sviluppo del Museo
Il
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è stato
fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini. L'esposizione con la quale
in quell'anno la città di Faenza celebrò il terzo
centenario della nascita del concittadino Evangelista Torricelli,
inventore del barometro, raccolse nelle sale dell'ex convento
di San Maglorio - che poi ospitarono il Museo - prodotti di molte
manifatture italiane ed europee accanto ad esemplari di antiche
fornaci, soprattutto italiane. Chiusa l'esposizione, i doni degli
espositori costituirono il punto di partenza del Museo Internazionale.
Esso ebbe il patrocinio di illustri personalità della cultura
e dell'arte, d'ambito nazionale e internazionale, che ne facilitarono
il decollo.
Il comitato locale intanto, in uno statuto approvato con Regio
Decreto il 19 luglio 1912, creava le basi per il futuro sviluppo.
Così recita lo statuto:
1. Il Museo Internazionale di Faenza (ceramiche) è stato
fondato in Faenza da un Comitato italiano, qui riunitosi nel settembre
1908, per iniziativa di alcuni membri del Comitato per l'Esposizione
torricelliana, del Comitato per la 1a Mostra romagnola d'arte
e della direzione della società per il risveglio cittadino.
2. Esso è retto da detto comitato, che ha facoltà
di aggregarsi altri membri, senza limite di numero.
3. L'amministrazione e la disposizione delle collezioni spettano
ai cinque membri residenti in Faenza, che eleggono nel loro seno
un direttore, un tesoriere, un bibliotecario.
In caso di rinuncia o di decesso dei medesimi, il consiglio comunale
provvederà alla lorosostituzione.
4. Un Comitato internazionale ne patrocina in Italia e all'estero
gli interessi morali e materiali.
5. Il Museo è eretto in ente morale autonomo sotto il patronato
del Comune di Faenza, a cui è devoluta la proprietà
delle collezioni, per garantirne il perpetuo uso pubblico e l'inalienabilità.
6. È finalità del Museo: a) raccogliere e disporre
sistematicamente i tipi della produzione ceramica italiana e straniera,
interessanti sotto l'aspetto dell'arte, della tecnica, della tradizione,
mediante la cooperazione delle fabbriche nazionali ed estere e
dei privati collezionisti; b) mettere in relazione le fabbriche
con la pubblicazione di uno speciale bollettino; c) indire mostre
internazionali periodiche di ceramiche,interessanti l'uno o l'altro
punto dell'arte, della tecnica, dell'uso pratico; d) raccogliere
pubblicazioni in modo da offrire agli studiosi un materiale bibliografico
di critica, di storia, di arte, di tecnologia ceramica; e) disporre
una rappresentazione oggettiva dello sviluppo della ceramica -
arte, tecnica, uso, tradizione - mediante una collezione di oggetti
retrospettivi; f) divulgare il gusto della decorazione ceramica,
in modo da intensificarne l'uso estetico e razionale nella casa,
nella applicazione architettonica; g) indire concorsi internazionali
per la produzione, sotto l'aspetto d'arte e di tecnica, di oggetti
di determinato uso pratico; h) sottoporre all'esame di congressi
internazionali di ceramica le questioni che interessano l'arte,
la letteratura e bibliografia ceramica, la legislazione (invenzioni
e brevetti) e la tecnica; i) stabilire una terminologia internazionale
scientifica, per evitare l'anfibologia nelle discussioni di critica
storica e nei trattati tecnici; j) farsi promotore di una scuola
pratica di ceramica in Faenza che, ad integrazione delle finalità
del Museo, sia intesa all'elevamento intellettuale e tecnico dei
ceramisti; k) proporre e favorire ogni altra iniziativa che rientri
nelle finalità del Museo.
7. Il Museo provvede ai suoi scopi: a) con l'uso gratuito dei
locali ceduti dal Comune di Faenza; b) col sussidio annuo di L.
500 elargito dal Comune di Faenza; c) coi sussidi dei Ministeri
di agricoltura, industria e commercio e della pubblica istruzione;
d) coi concorsi degli enti locali; e) coi proventi delle entrate
nei giorni non festivi; f) coi proventi della vendita dei cataloghi
e delle riproduzioni; g) coi proventi ordinari delle oblazioni
degli amatori e dei fautori dell'opera; h) coi doni di oggetti,
libri, stampati, ecc., che gli pervengono dai corpi ufficiali
e dai privati, così nazionali che stranieri; i) con ogni
altro mezzo, sia ordinario che straordinario, che possa essere
a sua disposizione.
A
sorreggere tale programma fu istituito da Gaetano Ballardini un
Comitato italiano e un Comitato internazionale con corrispondenti.
Il Comitato italiano era composto da personalità quali:
Felice Barnabei, Leonardo Bistolfi, Giacomo Boni, Galileo Chini,
Vincenzo Giustiniani, Francesco Malaguzzi Valeri, Aurelio Minghetti,
Paolo Orsi, Tito Pasqui, Giovanni Piancastelli, Vittorio Pica,
Corrado Ricci e Giulio Aristide Sartorio.
Nel Comitato internazionale ricordiamo fra i tanti altri: Otto
v. Falke, Albert Van De Put, Bernard Rackham, Hans St. Lerche,
Josè Queiroz, Gaston Migeon, Alexandre Bigot, Henry Wallis.
Le raccolte di ceramiche al Museo, in un'ampia campionatura di
documentazione mondiale, si sono arricchite via via nel tempo
attraverso acquisti ma soprattutto mediante donazioni, e sulla
stessa linea si è proceduto dopo gli ingenti danni dell'ultimo
conflitto mondiale che distrusse ambienti e raccolte. Tra i contributi
generosi che hanno consentito di colmare le molte gravi perdite
prodotte dalle distruzioni belliche merita una particolare menzione
la donazione Mereghi, esposta in un'unica sala per desiderio del
donatore.
Accanto alla Sezione delle Nazioni - nucleo iniziale più
consistente del Museo - si raccolsero esemplari di manifatture
e di artisti viventi italiani, riuniti nel 1926 nella Mostra permanente
della moderna ceramica italiana d'arte. Nel 1916 fu fondata la
Sezione dell'antica maiolica italiana e, sempre nello stesso anno,
s'iniziò quella delle ceramiche popolari delle varie regioni
italiane. Nel 1919 si ordinarono le ceramiche dell'Estremo Oriente.
Accanto a queste vennero a configurarsi altresì le seguenti
sezioni: quelle didattiche, per lo studio d'attribuzione per il
restauro e le analisi di laboratorio, consistenti nei frammenti
di scavo delle maioliche italiane; quelle delle ceramiche preistoriche
e del mondo classico; quella del Medio Oriente, delle regioni
mediterranee lungo il corso dei secoli, arricchite nel 1930 con
la donazione dell'orientalista dottor Fredrik Robert Martin di
Stoccolma. Con alcuni doni via via si formò anche una documentazione
della ceramica precolombiana.
La ceramica italiana contemporanea continuò ad essere documentata
a partire dagli anni '30 con i Concorsi annuali del "Premio
Faenza", che dagli anni '60 divennero internazionali, permettendo
così di acquisire opere di artisti e di manifatture di
tutto il mondo. Dal 1989 i concorsi internazionali sono divenuti
biennali.
Dagli anni '70 ad oggi diverse migliaia di nuove opere sono venute
ad accrescere il patrimonio museale sia per donazioni sia per
acquisti. Da segnalare dagli anni '80 alcune importanti donazioni
di ceramica antica, moderna e contemporanea di: Galeazzo Cora,
piemontese divenuto cittadino di Firenze, Angiolo Fanfani fiorentino,
Pietro Bracchini faentino, Francesca Tucci Bonardi romana, Gian
Tomaso Liverani, faentino divenuto cittadino romano, Marisa Gasparini
in Brunori di Modena, l'Associazione Amici del Museo Internazionale
delle Ceramiche inFaenza costituitasi nel 1978.
Notevole incremento ebbero negli anni la Biblioteca specializzata,
la Fototeca specie per la maiolica italiana, la raccolta di documenti
riguardanti l'arte della maiolica italiana.
Dal 1913 viene pubblicata la rivista bimestrale Faenza, repertorio
di studi storici dell'arte della ceramica, e una serie di volumi
di storia della ceramica, di carattere anche didattico, oltre
a volumi annuali sulle diverse Collezioni del Museo dalla prima
metà degli anni '80.
Dal 1979 funziona un Laboratorio didattico per la ceramica, ideato
da Bruno Munari, al quale convergono le scuole materne, elementari
e medie prevalentemente del territorio faentino, ma che vede la
partecipazione a corsi speciali anche di insegnanti e ceramisti
italiani e stranieri, e i cui sviluppi sono strettamente collegati
alla Facoltà di Scienze della formazione dell'Università
di Bologna.
Nel 1996 ha preso avvio l'Istituzione Museo Internazionale delle
Ceramiche in Faenza, mentre è prossimo lo sviluppo in Fondazione.
Essa ha lo scopo di proiettare il Museo stesso in un futuro di
maggiore autonomia gestionale secondo il nuovo modo di considerare
i musei fra risorse pubbliche e private oltre che rinnovarlo secondo
le nuove strategie anche tecnologiche di gestione amministrativa,
scientifica, didattica e promozionale.
Nel maggio 2001, in occasione della 52a edizione del "Premio
Faenza", vengono inaugurate le rinnovate sezioni della ceramica
romana, del Vicino Oriente Antico e dell'Islam.
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