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Premessa
Museo:
origine
e sviluppo
La
maiolica, o
faenza smalta-
ta nei secoli
a Faenza
La
ceramica
a Faenza nel
XX secolo
Il
Concorso
Internazionale
Ceramica
d'Arte
Per
una visita
al Museo
Glossario
dei
termini tecni-
ci e decorativi
Bibliografia
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Premessa
La
storia della ceramica ha origini antichissime, tali da confondersi
con quelle stesse dell'uomo. È una storia di una attività
dell'uomo fondamentalmente gelosa ed appartata, costituita da
un ripetersi di conoscenze tecniche, gestualità e materiali,
ma anche perdite e recuperi periodici e costanti delle tradizionali
pratiche di lavoro ma anche storia di scoperte, di novità.
Scoperte e riscoperte sia di oggetti d'uso più svariato
sia di opere d'arte, da parte di umili ed anonimi artigiani e
di celebri artisti.
Faenza è uno dei luoghi privilegiati del far ceramica da
tempo immemorabile, e ha dato il nome internazionalmente a quest'arte
con la "faenza", una terracotta invetriata, smaltata,
ingobbiata, entrata nel vocabolario di moltissime lingue. Anche
a voler considerare l'introduzione del tornio elettrico, del forno
elettrico e a gas, oggi computerizzati, che hanno sostituito nel
tempo l'azione del piede e l'uso della legna e determinato la
scomparsa di tante abitudini e riti, nelle botteghe artigiane
della città romagnola si possono ancora trovare gestualità
e pratiche che Cipriano Piccolpasso da Casteldurante annotava
e schizzava nel Cinquecento nella sua opera didascalica Li tre
libri dell'arte del vasaio.
Il panorama ceramico faentino trova poi in una realtà multiforme
la sua particolare caratterizzazione, a partire dal suo famoso
Museo Internazionale delle Ceramiche, con scuole, laboratori,
enti promotori.
Il Museo fu detto "Internazionale" sin dall'inizio perché
intendeva mettere a confronto la produzione faentina e italiana
con quella delle maggiori fabbriche estere, per trarne indicazioni
e incentivi a un rilancio della ceramica che era entrata in grave
crisi tra Otto e Novecento. Così il nucleo originale del
Museo, mediante donazioni e acquisti, si configurava anche come
contenitore ed espositore di ceramica contemporanea, artigianale,
industriale e artistica, in una sorta di "stanza commerciale"
dove le varie manifatture italiane potevano esporre le novità
della loro produzione, e fare del Museo un punto di scambi, diffusione,
promozione del prodotto. In quest'ottica particolare, il Museo
di Faenza si definì e crebbe come Museo non soltanto nell'accezione
più comunemente intesa, e cioè come centro per la
divulgazione oltre che di conservazione e di studi, ma come una
istituzione con strutture di ricerca tali da rivitalizzare un
così antico mestiere e innestarlo nell'attualità,
nella proiezione nel futuro con l'utilizzo di tecniche avanzate.
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