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Premessa
Museo:
origine
e sviluppo
La
maiolica, o
faenza smalta-
ta nei secoli
a Faenza
La
ceramica
a Faenza nel
XX secolo
Il
Concorso
Internazionale
Ceramica
d'Arte
Per
una visita
al Museo
Glossario
dei
termini tecni-
ci e decorativi
Bibliografia
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Per
una visitia al Museo
Seguendo
un criterio cronologico, il percorso attuale per la visita alle
raccolte prende avvio al piano terra con la Sezione delle Ceramiche
Precolombiane, acquisita tramite una serie di donazioni e ad una
recente politica di acquisti mirati. Il criterio espositivo, supportato
da una suadente didattica, si ispira alla suddivisione in aree
archeologico-culturali del continente americano. Sei vetrine custodiscono
al loro interno oltre duecento oggetti provenienti dalle aree
mesoamericana, caraibica, intermedia, amazzonica, peruviana, andina
meridionale, pampeana. Una maggiore enfasi è data alle
aree mesoamericana e peruviana, sia per la qualità degli
oggetti posseduti dal Museo, sia per la loro importanza particolare
all'interno del quadro culturale generale delle Americhe.
Nell'insieme è esposta la produzione ceramica di sessantuno
culture archeologiche, le quali benché siano accomunate
dalla qualità di "precolombiane", sono assai
diverse tra loro. Tra le terrecotte antropomorfe più curiose
se ne segnala una messicana del Periodo Inferiore (di Ixtlàn)
raffigurante una partoriente assistita da tre figure maschili
e sei figure femminili incinte.
Segue al piano terra la Sezione dell'Antichità Classica,
greca, etrusca e romana, che raccoglie un'ampia scelta di materiali
rappresentativi delle più importanti produzioni del bacino
del Mediterraneo, cronologicamente collocabili dall'età
del bronzo fino all'epoca ellenistica.
La sistemazione definitiva di questa Sezione, inaugurata nel 1996,
è il risultato di un accurato lavoro di riordino riguardante
tutti i materiali dell'antichità preromana, originariamente
raccolti all'interno della cosiddetta "Sezione Retrospettiva"
del Museo. La nuova presentazione si articola in quattro grandi
vetrine corredate da un ampio apparato didattico, in cui vengono
proposte varie tematiche di approfondimento riguardanti le tecniche
produttive e decorative dell'antichità, l'importanza della
ceramica in archeologia, la diffusione e il commercio di questi
materiali nel bacino del Mediterraneo.
I pezzi esposti sono stati in primo luogo sistemati tenendo conto
dei loro luoghi di produzione e, all'interno di queste suddivisioni,
le diverse classi ceramiche sono state disposte secondo il loro
sviluppo cronologico.
Rappresentative dell'area greca sono le ceramiche egee, geometriche
e italo-geometriche, corinzie ed etrusco-corinzie, greco-orientali
e attiche di tutte le principali classi; per l'area italica invece
sono documentate le ceramiche apule, magno-greche, figurate, sovraddipinte
e a vernice nera, e infine le produzioni etrusche comprendenti
l'impasto, la depurata acroma, il bucchero, la ceramica dipinta
e a vernice nera.
Si sono inaugurate nel maggio 2001 le seguenti sezioni: le Ceramiche
romane, quelle del Vicino e Antico Oriente, e le islamiche. L'itinerario
indicato nelle planimetrie è attualmente (2001) soltanto
in parte realizzato.
Salendo al primo piano del Museo, si possono ammirare le Maioliche
faentine dal Trecento al Seicento suddivise nelle varie tipologie
dall'arcaico fino allo stile compendiario ("bianchi").
Caratteristici tra la tipologia rinascimentale sono il vasellame
d'amore con ritratti di "belle" donne, mani intrecciate,
cuori trafitti, ardenti, alati, ecc. e la piccola plastica di
fine Quattrocento costituita da deliziosi calamai con raffigurazioni
religiose o profane. Splendidi anche gli esempi di maioliche compendiarie
che dalla metà del Cinquecento sostituirono l'istoriato
e i repertori policromi della maiolica italiana. Esse si imposero
per la sobrietà e l'eleganza della decorazione abbinata
ad uno spesso, morbido e sofisticato smalto bianco, che puntava
a valorizzare soprattutto le foggie, talvolta bizzarre (trionfi
da tavola, calamai, coppe traforate ecc.) segnando il passaggio
dal Manierismo al Barocco.
Proseguendo nel percorso, si può ammirare la Sezione della
Maiolica Italiana del Rinascimento, suddivisa per aree regionali
partendo dalle espressioni medievali ("arcaiche") laziali,
per passare in Umbria tra lo stile gotico e quello quattrocentesco
e policromo e le suggestive maioliche a riflessi metallici iridescenti
di Gubbio e Deruta; si prosegue verso le fastose maioliche a veste
decorativa figurativa ("istoriata") di Urbino e di altre
officine marchigiane del Cinquecento ed oltre, per giungere alla
Toscana con produzioni di Montelupo, prima quelle gotico-quattrocentesche
e poi quelle successive dalla squillante policromia e con soggetti
popolari. L'ambito italiano rinascimentale si conclude con una
significativa raccolta di ceramiche di Castelli d'Abruzzo, in
particolare con opere del corredo Orsini-Colonna uscito dalla
fornace dei Pompei.
Una successiva Sezione illustra gli sviluppi della Ceramica dal
Seicento all'Ottocento fra cui opere realizzate a Faenza, Bologna,
Nove di Bassano, Firenze, Pesaro, Napoli, Castelli, Milano e Savona.
Qui è possibile trovare anche un'ampia selezione di opere
settecentesche faentine della manifattura Ferniani: si segnala
a tal proposito uno splendido servizio da puerpera ("Impagliata")
decorato a "rovine"; il tipico decoro sviluppato dalla
manifattura tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento
è quello denominato "al garofano". L'Ottocento
è rappresentato sia dalla pittura su ceramica che, imitando
la tecnica e gli esiti della pittura a cavalletto, ci ha lasciato
straordinari ritratti naturalistici e vedute acquarellate, sia
dal 'revival' del vasellame rinascimentale esplicato soprattutto
attraverso la realizzazione di grandi vasi decorati "a raffaellesche".
Nella Sala Europa, situata tornando indietro verso l'ala nuova
del Museo, si può ammirare una rapida selezione di ceramiche
rappresentative dei principali centri europei, dal XIV secolo
fino al XIX. Vi si trovano lustri spagnoli e saggi di pavimentazione
e rivestimenti, oltre ad esemplari che mostrano il forte influsso
della maiolica rinascimentale italiana nei Paesi europei come
Francia, Fiandre, Olanda.
Non mancano esemplari di impasti ad alta temperatura, come il
vasellame da birra tedesco in grès a salatura, le porcellane
di Meissen, gli eleganti vasi neoclassici di Wedgwood. Un posto
a parte occupa la terraglia, di origine inglese, che a partire
dalla fine del Settecento fornisce all'industria il materiale
ideale per la produzione seriale e la decorazione a decalcomania.
Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è
anche attento a quanto ancora oggi si produce nel settore sia
artistico sia industriale. Attualmente vasti spazi dedicati al
contemporaneo prendono le mosse dai "Premi Faenza",
il Concorso Internazionale che si svolge dal 1938. In questo spazio
saranno prossimamente collocate le Ceramiche italiane della prima
metà del Novecento, mentre i "Premi Faenza" verranno
collocati nella sala successiva. La selezione contemporanea accoglie
anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come Pablo
Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger, Henry Matisse, Georges
Rouault, Leoncillo Leonardi, Lucio Fontana, Alberto Burri, Arturo
Martini, Fausto Melotti, Ugo Nespolo, Enrico Baj, Arman, Matta.
Al Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea
è dedicata una apposita sezione dove sono esposte tutte
le opere presentate dal 1938 ad oggi alle quali è stato
assegnato nelle varie edizioni il "Premio Faenza".
Dalla visita di tale sala emerge come le forme della ceramica
contemporanea si siano evolute dal dopoguerra ad oggi. È
proposta anche una selezione di designer di tutto il mondo, mentre
si prevede prossimamente una presentazione di piastrelle per l'edilizia
antiche e soprattutto del XX secolo.
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