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Lidia Carlini


Via della Croce, 35/A - cell. 333 6870706  - 48018 Faenza
E-mail: lidiacarlini@yahoo.it

La vetrina dell'esposizione 2004.

Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte per la ceramia "G.Ballardini" di Faenza apre l'attività nel 1979. La produzione predominante è dedicata alla ricerca di forme e decori contemporanei.  Una piccola parte è legata alla realizzazione di copie di maioliche dal 1400 al 1900 e di interpretazione degli stessi stili, compreso il liberty, su oggetti in uso oggi. La "Bottega" si propone con piastrelle da rivestimento, servizi da tavola, oggetti per regalistica aziendale, ceramiche da arredo cercando di curare al meglio "il fatto a mano" di produzione. Lidia Carlini si rende disponibile anche nella produzione di manufatti personalizzati, su commissione della clientela.

Francesco Santi ha detto di lei: “Lidia Carlini, con i suoi cuori, può, a buon diritto, essere inserita nel contesto di chi fa propria questa lezione, e la travasa nel suo lavoro, con il coraggio e la spregiudicatezza necessaria di chi cerca una nuova via, attraverso le insidie di questo sconfortante panorama ceramico attuale. Dalla stagnante attività artigianale, dalla monotona ed ossessiva riproposizione delle maniere antiche, ha tratto il bisogno di misurarsi in una nuova stagione della sua vita, con un progetto diverso, che presuppone una completa rottura con la vecchia consumata esperienza della copia, di un lavoro dal quale ha saputo trarre tuttavia forti insegnamenti tecnici e severa disciplina estetica. E’ così nata la stagione dei cuori, di un emblema e di un simbolo, di un tema nuovo ed antico allo stesso tempo, di un pretesto anche per svolgere con esso un colloquiale percorso di ricerca, che preluda a nuovi soggetti, sempre legati alla individuazione  di forme, colori, segni e suoni della tradizione iconografica più diretta, di facile lettura, al confine della tradizione popolare, dei segni, della magia, dei rituali. Una tradizione popolare ma non popolaresca, ma anzi raffinata ed emblematica, simbolica e perciò capace di stimolare un pensiero, una riflessione, un sogno.”

La vetrina dell'esposizione nel turno 2002-2003.