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Carmen Fantinelli


Via Bondiolo, 11 - tel. 0546 663069
- 48018 Faenza

Carmen Fantinelli si è diplomata nel ''70 Maestra d'Arte all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica "G.Ballardini" di Faenza. Ha poi frequentato presso lo stesso istituto il biennio del magistero per la sezione restauro e nel 1973 apre un suo laboratorio a Faenza. L'apporto culturale da una parte e la grande passione per la maiolica hanno fatto si che in breve tempo la sua bottega assumesse una tipica fisionomia e si collocasse tra i migliori laboratori di ceramica, del '400 e '500, del comprensorio faentino. Nel 1978 e nel 1979 vince la medaglia d'oro al concorso di ceramica tradizionale istituito dalla riunione cittadina di Faenza meritando critiche molto lusinghiere; è poi invitata in numerose mostre collettive in Italia e all'estero. Nel 1981 viene scelta per rappresentare la ceramica faentina alla fiera di Stoccarda dove per venti giorni il suo stand viene visitato da migliaia di persone che la osservano decorare piatti e vasi in stile tradizionale. Lei con orgoglio veste i panni della Maria Bella (dama del '400 che rappresenta il marchio delle ceramiche di Faenza) e viene ricevuta da ministri e autorità dove fa dono di piatti e vasi da lei eseguiti. Dal 1996 divide il laboratorio con il marito, lo scultore ceramista Ivo Sassi in una suggestiva chiesetta del '600 nel cuore della città: Visitare lo studio è una sosta piacevole, è un connubio unico tra grandi sculture moderne e l'essenza della tradizione più classica faentina. Nel 1988, sentendo l'esigenza di rinnovare, in parte, la propria produzione oltre ai motivi del rinascimento italiano, effettua una ricerca sui motivi del '900 con tecnica a lustri e riflessi a terzo fuoco. Da sempre la produzione di manufatti è limitata, frutto della scelta di lavorare da sola. Attualmente si dedica anche al restauro ceramico. La lavorazione dei manufatti tradizionali avviene su biscotto reperito dai tornianti faentini. Viene quindi applicato tramite spruzzatura o per immersione lo smalto di base (maiolica) intervenendo poi con una gamma di ossidi colorati preventivamente disciolti in acqua e quindi applicati con appositi pennelli. Si esegue quindi la decorazione tramite spolveri o a mano libera, si spruzza poi con cristallina lucida per permettere ai colori una migliore fusione in seconda cottura a 920°C. I pezzi unici riflessati vengono eseguiti direttamente in laboratorio con l'utilizzo del tornio e bassorilievi eseguiti manualmente.