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Susanna Vassura

Via Firenze, 145 - 48018 Faenza  - tel. 0546.21378

Sito Internet: www.cadarte.it

e-mail: ca_darte@yahoo.it

 

Susanna Vassura è nata nel 1973 a Faenza dove vive e lavora. Si è diplomata all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza, dove ha conseguito anche il Perfezionamento in Gres e Porcellana e ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Il suo percorso artistico, ben sostenuto da una solida ed accurata preparazione tecnica, è chiaramente scandito, nonostante la giovane età, da tappe ben delineate, iniziando da un candido stupore per le cose del mondo, belle o brutte che siano. Sviluppa subito un linguaggio molto personale ed inizia il suo viaggio nel mondo della scultura ceramica traendo ispirazione soprattutto dalla natura, dagli animali (vitale il suo rapporto con i gatti) e dall'attonita consapevolezza della vita e della morte. Alle prime disillusioni sulle miserie umane scatta uno sconfinato amore per gli animali in generale ed in modo particolare per il gatto che assume a simbolo di libertà ed in cui si identifica e ricorre costantemente nelle sue sculture. La sua vita artistica è da poco iniziata ma ha già ricevuto importanti riscontri da parte di critici ed esperti d'arte che sottolineano come..."in una Faenza affollata di giovani talenti, ha saputo proporsi con originalità dimostrando grande talento e non comuni capacità tecniche....",.."il valore carico di magica suggestione delle sue opere...." ... barbuti fauni e i magici gatti di Susanna ..." ".....le tue figure sono transiti lievi, delicatezze soavi dove parlano mondi lontani fusi ad un presente che ti scorre sotto le dita come la ceramica che plasmi. Belle e musicali creature, la musica dei tuoi gattoni sinuosi: arpa-gatto, gattoflauto, creature egizie e sfingee, enigmatiche come il tuo mondo interiore, misterioso e affascinante......" ebbe a scrivere di lei il critico d'arte Sandra Lucarelli di Pisa nel 1996.
Al tempo stesso, in diverse sue opere, si assiste alla voglia prepotente e vitale di rinascere, di risvegliarsi dal sonno della riflessione, pur continuando, in altre, nel tema del sogno ad occhi aperti, nella visione di mondi migliori.