Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

56° PREMIO FAENZA

Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea

56° PREMIO FAENZA
28 giugno - 20 settembre 2009

Per la seconda volta, negli anni Duemila, il Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte di Faenza è dedicato ai giovani artisti under 40.

A motivare questa scelta hanno concorso diverse considerazioni. La principale consiste nella volontà di favorire, con l’assegnazione del Premio Faenza e con la visibilità espositiva in un importante e riconosciuto contesto, i nuovi attori di una scena in continua mutazione e sempre più complessa. E’ la fiducia riposta nelle nuove proposte che questa edizione del Concorso intende confermare e ulteriormente promuovere. Con la consapevolezza, inoltre, di un necessario ruolo agente e non puramente contabile del Premio Faenza.

Una scelta certamente non indolore per la forzata esclusione di ricerche ed eccellenze che non rientrano nella rigida maglia generazionale e alle quali si sta offrendo spazio con la mostra dedicata ai Maestri del Concorso e, in futuro, con altre esposizioni appositamente dedicate. In modo da offrire al pubblico e agli artisti stessi motivi di confronto e di riflessione. Una scelta, però, che se opportunamente perseguita e debitamente promossa potrebbe ancor più caratterizzare il concorso della ceramica d’arte di più lunga vita e costituirsi come un punto di riferimento privilegiato per i giovani artisti che anche con la ceramica intendono esprimersi.

In un contesto di libere partecipazioni, la Giuria ha preso atto dei diversi gradi di sviluppo che la ricerca ceramica sta registrando nelle aree occidentale e estremo orientale da cui proviene la maggior parte delle adesioni. Più interessata alla libera narrazione, alla riconsiderazione di se stessa e ad un disinibito rapporto con altre manifestazioni artistiche la prima e più solidamente ancorata alle specificità della disciplina la seconda pur nella novità di un innovativo dialogo con lo spazio di opere spesso centripete e autoreferenziali.

Per l’autorevolezza di entrambe le proposte, la Giuria ha deciso di rendere apprezzabile questa diversità mediante l’assegnazione del Premio Faenza ex aequo e di conferirlo paritariamente alla migliore espressione dell’una e dell’altra tendenza in modo da rimarcare uno stato odierno della ricerca dell’arte ceramica a livello internazionale.

A Tomonari Kato il Premio Faenza è stato assegnato per l’opera Topological Formation la cui rara perfezione formale è dovuta sia a una esemplare perizia esecutiva sia al magistrale controllo dell’evolversi spiralico e annodato di un movimento organico risolto in un silente stato di stasi.

Ad Andrea Salvatori, con l’opera Waiting in the moon, il Premio Faenza è stato invece affidato per motivazioni complementari. Il virtuosismo esecutivo, pur decisamente apprezzabile, è in questo caso funzionale alla credibilità di un racconto intriso di ironia e visionaria surrealtà: le inquietudini contemporanee trovano al tempo stesso stimolo e sedimento riflessivo.

Con il premio acquisto a Mariko Wada per l’opera Pulse si è inteso segnalare una singolare serie di riflessioni sulla forma e sul colore, sull’apparenza morbida delle dure materie utilizzate e sul rapporto tra interno ed esterno che fanno dell'opera un frutto ambiguo e anomalo di una mutante condizione odierna.

Di rilievo anche le opere segnalate di Caterine Coetz, con un abaco fluorescente di forme geometrico-astratte, di Min-Soo Lee, con un frammento vorticista di delicata perfezione, di Antoinet Deurloo, con una scultura-contenitore memore del disinibito approccio al design della scuola olandese, di Hsuan-Yu Shih, con un surreale strumento musicale che rivendica le ragioni delle culture del mondo, di Kazumasu Futamura, con minuziosi assemblaggi di componenti paratecnologiche, di Junko Shimomura, con un contenitore impossibile dall'ineffabile presenza, di Alessandro Neretti, con una composizione polimaterica di forte impatto scenografico, di Yoshinori Akazawa, per la sentita adesione al perpetuarsi di una tradizione tecnica e formale elegante e senza tempo, di Kate Haywood per la innovativa ricerca materica. Una speciale menzione di merito è stata assegnata a Barnaby Barford per una originale opera video in cui la ceramica, tramite una serie di figure tra ready-made e invenzione, gioca un inedito ruolo di attore in un teatrino animato fitto di ironiche allusioni sia alla più leggiadra vocazione della piccola statuaria da salotto sia alle sue possibilità di declinazione in chiave multimediale.

I Premi Faenza uscenti, Simone Lucietti e Ian Macdonald, hanno confermato la validità delle loro ricerche con opere di forte impatto e decisa caratterizzazione.

Pur nei limiti di una selezione attuata nell’ambito di una libera concorsualità, il quadro che il 56° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza può offrire è senz’altro rappresentativo di molte tendenze oggi emergenti in campo ceramico-artistico. Ai giovani artisti il compito di meglio definirlo nelle prossime edizioni e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza l’ambizione di attuare selezioni sempre più significative con l’aiuto di commissari nazionali e internazionali che, come quelli della presente edizione, siano attenti e sensibili ai nuovi destini dell’arte della ceramica.