Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

CERAMICA CULTURA INNOVAZIONE

I cambiamenti nella ceramica europea del 1851 a oggi

CERAMICA CULTURA INNOVAZIONE
28 febbraio - 2 maggio 2004

La mostra “Ceramica Cultura Innovazione 1851-2000” è parte di un più ampio Progetto Europeo cui hanno aderito sei importanti musei: Iparmuvèszeti Mùzeum di Budapest; Museu Nacional do Azulejo di Lisbona; Musée National Adrien Dubouché di Limoges; The Potteries Museum and Art Gallery di Stoke-on-Trent; Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza; Deutsches Porzellanmuseum di Hohenberg/Eger-Europäisches Industriemuseum für Porzellan di Selb.

Gli scritti in catalogo sono di Gabriella Balla, Paulo Henriques, Chantal Meslin-Perrier, Miranda Goodby, Giancarlo Bojani, Wilhelm Siemen, direttori o responsabili di dipartimento dei musei che hanno promosso l’iniziativa.

Scopo della mostra è quello di focalizzare l’attenzione sugli sviluppi artistici e tecnologici avvenuti in campo ceramico dal 1851 ad oggi.

La data del 1851, che coincide con la Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations di Londra, con la costruzione del Crystal Palace di J.Paxton e con la prima grande chiamata a raccolta del mondo degli oggetti in un ambito anglosassone già saldamente improntato a una diffusa produzione industriale, è, ormai, una convenzione dalla quale si fanno partire le vicende della modernità nel campo architettonico e in quello del design.
A partire da questa data le Esposizioni, nazionali e internazionali, si sono succedute con ritmo crescente con il duplice scopo di favorire un incontro degli oggetti con un nuovo pubblico e di verificare costantemente la qualità di una innovazione che poteva essere di tipo tecnologico o formale. Ogni area geografica e culturale europea ha dato risposte diverse e peculiari al nuovo rapporto con una società di massa: dall’aristocratico tentativo di mantenere un rapporto con la tradizione e con una atemporale idea di qualità (il pezzo unico pregiato e irripetibile) all’adesione incondizionata ai nuovi ideali di una esteticità diffusa (il design).
Anche in campo ceramico sono ravvisabili i grandi filoni che hanno percorso le vicende delle arti, dell’architettura e del prodotto industriale in genere a seguito di questa grande mutazione sociale e produttiva.

Ognuno dei sei musei ha selezionato dal proprio patrimonio un gruppo di quaranta opere in modo da contribuire a una visualizzazione delle principali linee di tendenza che nell’arco di un secolo e mezzo si sono succedute o intersecate in campo ceramico tra Storicismo, Orientalismo, Simbolismo, Art Nouveau, Art Deco, Futurismo, Razionalismo, Post-Modern, non escludendo una ceramica intesa come pura manifestazione artistica fino alla ceramica per l’architettura.

Di particolare interesse è, inoltre, la possibilità che viene offerta al pubblico di apprezzare e comprendere le grandi conquiste raggiunte dalla ceramica, soprattutto nel XIX secolo, in campo tecnico: dai colori a smalto alla fotoceramica, dai lustri agli smalti sangue di bue, dalle tecniche a grana di riso alle decorazioni a riporto e alla sanguigna.

Gli stessi materiali utilizzati, dalla porcellana alla terraglia forte, dalla maiolica al grès, dal refrattario agli impasti inediti, si accompagnano alle scelte operate volta per volta da industrie, artigiani, artisti e designer per veicolare i propri intenti formali, espressivi e comunicativi.

L’occasione della mostra fornirà agli specialisti e al largo pubblico una miriade di sollecitazioni visive e conoscitive. Sollecitazioni finalizzate, come è nei propositi del Progetto europeo che sottende la mostra, a una progressiva circolazione di conoscenze e di idee su un patrimonio comune non escludendo un contributo a un ulteriore sviluppo e a un rinnovamento di una tradizione plurisecolare che ha profonde radici nella storia della civiltà europea e che, anche oggi, è chiamata a nuovi compiti nel campo dell’oggetto, dell’arte, dell’architettura.