Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

POST FATA RESURGO

Domenica 06 ottobre 2013

A cura di Irene Biolchini e Martina Marolda.

La settimana del contemporaneo ritorna a Faenza, dopo la felice esperienza dell’anno passato.

Per la settimana del Contemporaneo il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza presenta un progetto che, come nelle passate edizioni, dialoghi apertamente con la collezione e con la storia del museo.

Il dialogo con la storia della collezione è il punto di partenza della mostra Post Fata Resurgo.

La frase, simbolo della fenice, è un tributo alla figura di Gaetano Ballardini, storico fondatore del Museo Internazionale delle Ceramiche. In un quaderno conservato al museo egli riporta l’avvenuto bombardamento dove, con scoramento, individua i danni subiti, ma auspica una nuova vita dopo il tragico evento, richiamandosi alla mitica figura della Fenice.

L’augurio di Gaetano Ballardini, si concretizza nella mostra che il Museo inaugurerá in occasione della giornata UNESCO. Per la prima volta verranno presentati al pubblico i pezzi salvati da Gaetano Ballardini e riassemblati, grazie ad una ricerca durata oltre un sessantennio, dal Laboratorio di Restauro del Museo.

La mostra Post Fata Resurgo nasce dunque con l’intento di rendere omaggio alla storia del museo attraverso le espressioni di diversi artisti contemporanei che, con diversi linguaggi -dalla videoarte all'installazione- dialoghino con il concetto della rinascita.

Gli artisti chiamati ad esporre riflettono sul tema della fenice adattandolo alle loro personali ricerche poetiche attraverso diversi livelli interpretativi.

Loredana Longo con il celebre progetto Explosion ha avviato una ricerca sull'elemento del fuoco e dell'esplosione di oggetti domestici, attentamente ricomposti dopo la frattura. È infatti la stessa artista ad affermare: «Ogni conflitto lascia un segno, anche dopo la riconciliazione, che comunque io definisco una sorta di compromesso continuo ed indispensabile per la continuazione. E così l’ esplosione lascia dei segni e nella ricostruzione io vedo questa sorta di compromesso, si vede la traccia della rottura, è inevitabile.» La forza del fuoco, della distruzione rimane il tema portante della sua ricerca poetica e segna anche il lavoro presentato negli spazi museali.

Il compromesso, la ricostruzione come riconciliazione dei rapporti umani, caratterizza anche il lavoro di Marcella Vanzo che nel lavoro Les Amants Immortels dialoga proprio con il concetto di eternità. Se la fenice si presta come un augurio di nuova vita, il lavoro presentato da Marcella Vanzo sembra proprio chiederci se esista un termine mortale anche per il rapporto di coppia. I soggetti prescelti, celeberrime coppie intellettuali, divengono gli strumenti per questa indagine. Una ricognizione che ci presenta oggetti che dalla vita personale e quotidiana divengono quasi prove indiziare del rapporto di coppia, esempi universali del rapporto amoroso.

La catalogazione è anche il fulcro della ricerca artistica di Martina Della Valle che, lavorando sull'idea stessa dell'archivio, tenta di dare nuova vita ad oggetti e forme quotidiane, riportate su parete grazie alla polvere, simbolo della fugacità del nostro passaggio mortale. Dalle polveri, o dalle ceneri, tali oggetti rinascono trovando nuova vita nel linguaggio dell'artista.