Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

DECEDUTA L'ARTISTA EUGUBINA NEDDA GUIDI

Mercoledì 15 aprile

"Il materiale ceramico è tanto suadente da costituire una vera trappola per chi lo pratica. Si è sempre tentati di conservare le porosità e le screpolature al taglio del filo, di assecondare le venature occasionali, le striature della mano, le tracce delle cinque dita, gli strappi e le lacerazioni così affascinanti. E poi le affumicature del fuoco, i bei bruni-neri che rimandano alla fucina di un vulcano o ai primordi dell’umanità. Si può parlare così di ritorno alle origini, ... di atto riconciliante con la terra, terra-madre come di un ventre in cui possano placarsi le angosce e le scissioni di un mondo al quale non possiamo chiedere le risposte ultime della vita. Ecco che la ceramica celebra i suoi fasti ... in una sorta di abbandono risarcente, nella piacevolezza di una alta cucina che soddisfa la parte più sensoria di noi. Ma la ceramica non è solo questo. Può anche essere idea e problema che si materializzano, nello spirito di precisione, attraverso una costante elaborazione del materiale grezzo di cui si decantano le virtualità più appariscenti, restituendo alla ceramica la funzione dell’oggetto artistico. Allora diventa limpida terracotta chiara e sonante come una campana, cotta al punto giusto, lascando al caso un margine molto ristretto dove inserirsi. E le tracce del manufare ridanno l’oggetto a se stesso, nel suo essere là, pronto a provocare e sollevare interrogazioni sul come e perché è stato fatto."
Nedda Guidi

E' scomparsa a Roma, ad ottantotto anni Nedda Guidi, un’artista che fin dai primi anni Sessanta ha individuato il mezzo ceramico come strumento principe di espressione, divenendo in quarant’anni di lavoro una vera e propria maestra per tutti coloro che alla ceramica si interessano e si rivolgono come linguaggio privilegiato.

 

Nedda Guidi nasce a Gubbio nel 1927, ma ha sempre vissuto e lavorato a Roma. Conseguita la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino, compie la sua formazione artistica da autodidatta. Si dedica inizialmente alla pittura per poi avvicinarsi alla ceramica facendo esperienza presso alcune manifatture di Gubbio. La terracotta da questo momento diviene il suo principale mezzo d’espressione.
Compie negli anni Cinquanta importanti sperimentazioni tecniche presso il Centro di Educazione artistica del Provveditorato agli Studi di Roma. Agli inizi degli anni Sessanta le sue opere rifiutano la terza dimensione per accamparsi alla superficie: sono i Fogli, lamine sottili di terracotta vibrate da rivestimenti polimaterici ed interventi di tipo gestuale che si avvicinano al lessico informale; sono queste le opere proposte alla sua prima personale tenutasi presso la Galleria Numero di Roma nel 1964.
Negli anni a seguire la Guidi restituisce volumetria alle sue opere, dando avvio ad una lunga e complessa indagine sulla ceramica modulare; opera con l’intenzione di trascendere i caratteri fondamentali dell’impasto argilloso (malleabilità e porosità) e le calde tonalità della creta, qualità che avverte come limitanti della propria ricerca sulla materia. Tutto questo emerge nella serie Moduli, opere in cui sperimenta smalti dai colori artificiali.
Le sperimentazioni seriali proseguono negli anni Settanta con le opere in terracotta e ossidi metallici, chiamate Tavole di campionatura.
Dagli anni Sessanta partecipa a numerose ed importanti manifestazioni del settore, tra cui le Biennali di Ceramica di Gubbio e varie edizioni del Concorso di Ceramica Artistica di Gualdo Tadino; prende parte inoltre, con le sue creazioni, alla Prima Mostra del Multiplo d’artista tenutasi a Deruta e, nel 1976, a Gubbio all’antologica Quindici anni di ricerca in ceramica a cura di Crispolti. Seguono numerose altre personali e collettive, di cui si ricordano: L’informale in Italia a Bologna (1983); Scultura e ceramica nell’arte italiana del XX secolo a Bologna (1985); Nedda Guidi, sì ceramica a Roma (1989); Nedda Guidi: le terre e gli artifici a Roma (1990-1991); Terra plasmata a Firenze (1994); Quinta Biennale della Ceramica d’Arte a Savona (1992); Maestri della Ceramica a Faenza (1986); Ceramisti italiani a Castellamonte (1995); infine, la mostra "Omaggio a Nedda Guidi" organizzata a Montelupo Fiorentino (2013). Vastissima è stata anche la sua presenza all’estero: Australia, Spagna, Francia, Stati Uniti, Germania, Giappone, Turchia, Corea del Sud.
Negli ultimi anni l’artista si è avvicinata alle poetiche legate all’Arte Povera e al Minimal.
Si e spenta a Roma il 13 aprile 2015.