Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

PIETRO MELANDRI: il coraggio di essere felice

Cerimonia di inaugurazione per la collocazione dei grandi pannelli di Pietro Melandri all'ingresso del Museo

PIETRO MELANDRI: il coraggio di essere felice
Sabato 14 gennaio 2006

Nel momento in cui i grandi pannelli di Pietro Melandri per il bar dell’albergo Roma di Bologna trovano collocazione nell’ingresso del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza non possono essere sottaciute le riflessioni che stanno a monte di una decisione che supera, nei suoi significati, il doveroso omaggio ad uno dei protagonisti della ceramica faentina e italiana del Novecento.

La scelta di Melandri è, unitamente, un omaggio ad un secolo, quale il Novecento, che ha dimostrato, pur in un sincopato e a volte affannoso affermarsi e annullarsi delle più varie tendenze, una rara generosità espressiva e un, a volte simultaneo, moltiplicarsi di proposte che non hanno precedenti. Un secolo nel quale l’arte della ceramica si è emancipata da un ruolo “minore” per andare ad affermarsi come espressione artistica tout court, senza necessità di etichette. In questo processo, che ancora attende adeguato accoglimento all’interno delle trattazioni artistiche a carattere generale, l’Italia e Pietro Melandri hanno rivestito un ruolo di prim’ordine. Inoltre, il MIC, fondato nel 1908, è stato un formidabile sensore delle più avvertite vicende in campo ceramico fin dalle sue prime raccolte organizzate con l’aiuto delle più prestigiose manifatture italiane ed europee di marca Art Nouveau, e, via via, con le attenzioni ai “tedeschi di Vietri”, al Futurismo albissolese, ai vari regionalismi emersi tra le due guerre, al Déco, ai prodromi dell’Informale e alle tante espressioni del secondo dopoguerra che il “Premio Faenza”, ottenuto da Melandri nel 1938 e nel 1939, non ha mancato di registrare in campo nazionale e internazionale.

I pannelli di Melandri sono un inno gioioso a quella perdita di un centro che ha caratterizzato, anche dolorosamente, un secolo ma che ha aperto a orizzonti mai prima intravisti o supposti. Con ottimismo e felicità, Melandri si è avventurato, solitario, in territori sconosciuti confidando in uno sguardo che riusciva a scoprire il meraviglioso in ogni manifestazione naturale e artificiale soprattutto se passata al vaglio di un alto concetto di bellezza dell’opera e di qualità del vivere.